Alberto non era gay, epperò
“Se fossi frocio dormirei sonni preoccupati“, scriveva Fulvio Abbate sul Foglio di qualche mese fa. Io, siccome non lo sono, mi accontento dei risvegli difficili. La storia è questa.
Da un paio di settimane ospito nella mia camera, in un appartamento in condivisione con altre 2 persone, un mio compagno di master che si è trasferito a Milano per lavoro e sta cercando casa. Pugliese, indiscutibilmente etero. Questa mattina, come ogni mattina, la mia coinquilina francese, cattolica, entra in bagno alle 8 ed esce alle 8.40, dopo aver consumato tutta l’acqua calda del boiler, e va bene. Io mi fiondo in doccia e dico al mio ospite di entrare in bagno tranquillo a farsi la barba, mentre mi doccio. Ci stavamo cambiando in camera quando la mia coinquilina francese, cattolica, entra e mi dice con degli occhi sinceramente impressionanti che questa storia non le va più bene. Non faccio in tempo a scusarmi, dicendo che la prolungata permanenza del mio ospite a casa finirà, che lui sta cercando una sistemazione, che lei attacca.
“Io non ho niente contro i gay”. Io non capisco. “Ma l’altr’anno ho vissuto con dei gay, e poi me ne sono andata, perché non è il mio modo di vivere, mi fa impressione”. Inizio a capire. “Io e gli altri non abbiamo parlato d’altro nel week end, guarda che lo pensiamo tutti, non solo io”. “Da quando va avanti questa storia non vivo più bene: questa è casa mia”. Prendo fiato e, cercando di controllarmi, le spiego che se il problema è la permanenza del mio ospite in un appartamento perché, chessò, c’è un solo bagno, allora capisco. Ma che se questo veleno parte dal fatto che lei è francese, cattolica, e quindi omofoba, non mi va più bene. Anche perché, by the way, nessuno di noi due è gay. “Questo non è quello che sembra”, mi risponde lei, “andate a dormire insieme, entrate in bagno assieme, due amici non si comportano in questo modo, l’ha detto anche il mio amico architetto”. E poi ancora “Io adesso ti ho detto questo e non avrò più problemi; tu inizierai appena ad averne”. Le ho chiesto se aveva intenzione di mandare il suo prete a guarirmi.
Senza fare l’uomo di ghiaccio, adesso: io sono sconvolto, sinceramente.
E non voglio trarre da questa storia conclusioni manichee o qualunquiste, però devo dire delle cose, ed è giusto che le dica qui.
Credo di non sapere se questi rigurgiti clerico-nazisti siano dovuti ai continui attacchi della maggioranza, di Povia e dei preti ai gay. Ma credo che anche solo una situazione tipo quella di stamattina (figurarsi le altre che si sentono) dovrebbe essere sufficiente a fargli fare un pensierino, a questi, sul piantarla.
Credo che sarà pure vero che non tutti i cattolici sono omofobi; certo è che tutti gli omofobi che ho conosciuto fino ad ora sono cattolici.
Credo che non sono gay, ma questa mattina mi sarebbe tanto piaciuto esserlo, così: per poter aggiungere alla mia passione civile un po’ di sano e tagliente orgoglio di genere.
Credo di non sapere se mi dà più fastidio che a darmi del gay sia stata una cattolica oppure un architetto.
E, soprattutto, credo che in una casa moderna e laica ci voglia uno scaldabagno.
Tags: cattolicesimo, diritti, Milano, omofobia, Preti, xenofobia

stefano
pensa se eri anche negro…
Tomazamamojca
e la direttrice della casa dello studente di Nancy?….
bella figura di cacca quella volta che mi ha sgamato la tipa delle pulizie nella tua stanza…
Alberto
Ti sembra il caso di gettare altri sospetti, Tommy? Spiega che sei solo mio amico, rettifica, perdio, che qua quelli di militia christi mi stanno già cercando per strada armati di croci (uncinate).
morbìn
: D
Rolando
Cecchi Paone!
Alberto
Quando aggredito, però.
Giulio
Alberto, è triste ma di gente come la tua coinquilina ce n’è tanti, tantissimi. Tanti ipocriti, quelli che si fanno la comunione la domenica e poi vengono a dirti cosa fare e cosa non fare. Per me la chiesa è come lo stadio, uno sfogo sociale. Chi crede veramente, chi ha fede ed una vaga idea dell’istituzione marcia che è la chiesa, le chiese (e le stronzate) le ha lasciate perdere. Da almeno un migliaio di anni. Se Cristo sarebbe vivo, li prenderebbe tutti a calci nel culo.
Resisti.
Hai il mio supporto!
G.
mari
architetti, sempre in mezzo…
Anna
Albertino, ma tu, tu no! Io lo so!
Alberto
Resisto, resisto, resisto: con i cattolici estremisti è piuttosto semplice. Gli architetti, però, sono una questione mica da niente.
Francesca
A quella francese dal culo secco avrei dato una bella testata sul naso…pensa a che film si è fatta quando io ho dormito lì con Meri…poi con Beppe…potremmo provare altre combinazioni….così per destabilizzarla…la sua fragile mente potrebbe facilmente soccombere….
Alberto
All’odio clericale si risponda con l’unico, vero valore che ci insegna e ci informa: la libertà.
RIODA
Pensavo che le francesi fossero tutte delle perverse sporche troie…beh, mi sbagliavo, purtroppo.
parole complicate » Blog Archive » Grande, Bretagna
[...] ditelo alla mia conquilina, ma la posizione di questa redazione sulla civiltà brittannica è: [...]
parole complicate » Blog Archive » Blessings of Liberty
[...] molto colte la donna è un buco, poco più. I gay vabbé, lasciamo perdere (non ditelo alla mia coinquilina, [...]
parole complicate » Blog Archive » Por supuesto
[...] e, senza dirlo alla mia conquilina, pubblichiamo il messaggio di un affezionato aficionado su un’iniziativa piuttosto dolce. [...]