Miao #3

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo.

primoCara Redazione,

sono un gatto nero nato il primo maggio, notte di Valpurga, giorno di Sabba, di gioia orgiastica, di streghe di ogni tempo. Da bambino mi sono fatto male ad una zampa. Avevo saltato così in alto da raggiungere quasi il cielo. Sono atterrato male. Sono stato soccorso e chiamato Garibaldi. Un bel nome. Un nome da gatto puro, da sognatore, un nome da rivolta, da emozione.

Non lo faccio spesso. Ho deciso tuttavia di scrivervi per miagolare un paio di cose sulla vicenda deplorevole e razzista del giornalista catto-comunista che, calpestato dalla storia, calpesta la storia della mia razza eletta.

Qualche giorno fa questo immondo bipede ha affermato che ad ascoltare l’altro bipede tedesco, pure in vacanza, ci sarebbero stati quattro gatti. I “soliti quattro gatti”. Mentre tutti sono a fare estate, quattro miei confratelli avrebbero dovuto stare a sorbirsi  quel sessuofobo invidioso e noioso che alcuni di voi uomini chiamano Santità.  Quello in bianco. Io sono un gatto nero, ma questo l’ho già detto.

Permettetemi. Dite a quel cane, nel senso del giornalista, che il gatto è un animale libero. E ditegli che se un gatto è un animale libero, quattro gatti, anche se soliti, sono quattro soliti animali liberi.

Dite a quel cane che nessun gatto ha mai passato la vita a glorificare preti e suore, come ha fatto lui. Noi non mangiamo le ostie, che non sanno di niente. A noi piace la carne, il sangue. Noi miagoliamo, non friniamo come le cicale. Noi cacciamo. Noi facciamo le fusa, noi facciamo l’amore pensando solo all’amore.

Dite a quel cane che non potrà mai essere un gatto, perché noi siamo senza padroni. E ci sono umani che senza padrone non sanno stare.

Voi umani avete paura di noi, cambiate percorso quando attraversiamo la strada perché siete nati per obbedire. E’ per questo che in tivvù non c’è mai stato spazio per i gatti neri come me, se non in versioni caricaturali tipo Famiglia Addams. E’ la libertà che vi atterrisce. Lo starsystem ci ignora e ci sputtana perché gli siamo opposti. Perché non siamo cani, pronti a scodinzolare al primo osso usato, lanciato per pietà. Perché non elemosiniamo applausi e ce ne fottiamo dei denti imbiancati. Perché siamo gatti, e a differenza degli altri animali cantiamo di amore e di stile. Perché siamo neri, ma a differenza degli altri neri non accetteremo mai di fare i signorini buonasera.

Viva le crocchette al salmone, viva la libertà.

Baldo

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10 Responses to “Miao #3”

  1. sunny salads

    Baldo, ti piace l’ insalata di pasta a base di tonno e pomodorini di Pachino? Se si, durante uno dei tuoi viaggi liberi, passa da casa mia, che ti offro un buon piatto freddo estivo. Le crocchette sono troppo invernali, non trovi?
    Ah! Mi faresti uno squillo al cellulare, prima di partire dal parco, così capisco quando mettere la pasta in pentola ?
    Una carezza affettuosa, neretto caro!

  2. Alberto

    Come vi permettete di riferirvi in questi modi a Sua Entità? Baldo non conosce inverni, non usa telefoni, non mangia verdura, non è bello. E’ immenso.

  3. Nicole

    Ma siamo sicuri che dietro a Baldo, in realtà, non si celi il ben più temibile ed adorabile Ippopotamo?

  4. sunny salads

    Sua Entità, perdoni la mia tracotanza!
    Vorrà dire che nell’ insalata di pasta elimineremo il pomodoro.

    Con IMMENSA devozione,

    la solita.

  5. Piotr Ilic

    “Quando tornate a casa, date una carezza ai vostri gatti e dite loro che questa è la carezza del Papa”

  6. Francesca

    L’ultimo commento è bellissimo….

  7. Anna

    Che bello, Baldo.

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