Discepoli di Emma
Non si è più abituati a sognare, in questo posto. Io, ad esempio, non ci credo che la mia Emma ce la potrebbe fare. Non perché non potrebbe, eh. Anzi. E’ che non glielo faranno fare. Vorrebbe dire mettere in discussione tutto: i baffi di D’Alema, la pelata dell’altra sua ombra, il sud, l’amministrazione del partito, gli equilibri, l’Africa, il lezzo di sacrestia, il senso di colpa. Abituati a gestire in silenzio il sottobosto del potere secondario, mi sorprenderei se i grigi compagni del piccì avessero il coraggio di candidare una donna che da offrire non ha che sé stessa e la sua libertà. Eppure lei vincerebbe per questo. Per la libertà. I clericofascisti sono terrorizzati da questa parola, per questo ne abusano. La rivoluzione culturale di una candidatura liberale e libertaria non sta nel candidare una laica nella regione dei mangiaostie vaticani, né nel candidare una donna, né nel candidare una radicale. Sta nel privare i nemici della ragione di un valore che ci hanno scippato come serpenti, associandolo a lifting e puttane, al sacrificio dell’individuo, alla negazione di diritti civili e allo sdoganamento della volgarità populista, della noia. La rivoluzione culturale, questa volta, è il ritorno gioioso della primavera.
Tags: emma bonino, PD, regionali lazio

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Nonostante appicciafuoco di professione come te il pd sembre sosterrà la Bonino.
Quant’è più difficile costruire che demolire.
Laura
Sembre? Sombre!
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Wow! Un refuso!
Pietro
due: sottobosto
Alberto
Ma cosa costruisci tu? Povero.
Eliana
Niente, è vero.
Non ci lasciano costruire proprio niente.
E mentre loro pensano di costruire, noi ci autodemoliamo.
E ha ragione un amico, quando dice che bisognerebbe essere prima certi che esista un ” noi” per poter costruire.
Altrimenti ci rimangono le belle parole.
http://www.youtube.com/watch?v=ca8pfhX9R8k
Support: rassegnamoci! :-D
Un saluto a tutti!
parole complicate » Blog Archive » Discepoli di Emma #2
[...] a quella cosuccia, intendo la battaglia per la riconquista almeno lessicale della libertà, io credo che la candidatura di Emma sia una cosa straordinaria. Ne sono commosso. [...]
Francesco
Premetto che stimo la Sig.ra Bonino e che, di conseguenza, ho accolto con entusiasmo la sua candidatura nel Lazio. E’ vero, però, che questa stessa candidatura è un ulteriore sintomo della ormai endemica debolezza del Partito Democratico. Il maggiore partito di opposizione non solo non è riuscito a proporre un candidato autorevole proveniente dalla propria compagine ma, dopo lo smarrimento seguito alla discesa in campo della Bonino, la direzione nazionale si è trovata costretta a balbettare sdegnosamente un timido appoggio il cui effettivo ardore sarà tutto da verificare in sede di campagna elettorale. Tra l’altro, per quando riguarda la “rivoluzione culturale” che, a detta di Bellan, questa candidatura dovrebbe propiziare all’interno del PD, mi sembra puro e semplice wishful thinking. Non che tale “rivoluzione” non sarebbe gradita (al contrario!), ma non mi si vorrà mica far credere che l’appoggio alla candidatura di un’esterna quale la Bonino, dettata puramente dalla necessità di far fronte a contingenze non certo ideali (vincere nel Lazio è quasi unanimemente considerata un’impresa dai contorni epici), denoti l’inizio di una stagione di rinnovamento nelle dinamiche interne e nel modus operandi del partito. Se a questo poi si aggiunge che il PD è appena uscito da una lunga e dolorosa stagione congressuale i cui lividi sono ancora sotto gli occhi di tutti, di spazi per drastici cambiamenti negli organigrammi del partito (e, di conseguenza, nella mentalità della sua classe dirigente) temo ce ne siano davvero pochini. Certo, forse qualche spaesato teodem potrebbe anche raccogliere le sue carabattole e andarsene, ma questo costituirebbe davvero la svolta che molti attendono? Io ho i miei dubbi…per carità ben venga! Per lo meno i contrasti su alcuni temi sensibili quali il testamento biologico, la laicità come valore irrinunciabile nella scuola pubblica o la promozione di una legislazione a favore delle coppie di fatto si attenuerebbero. Tuttavia, la “mistica del teodem” non può offuscare il fatto che il “correntismo” e le lotte intestine che infuriano all’interno del partito, l’irrisolta “questione morale”, l’incapacità di opporsi univocamente al potenziale seduttivo del cosiddetto “inciucio”, ecc. difficilmente si placherebbero. Scusate l’avvilente pessimismo ma io nelle capacità di autorigenerazione di questo PD ho smesso di crederci da un pezzo…cordiali saluti!
Alberto
Caro Francesco, che il piddì sia allo sbando non è una gran scoperta. Che l’unico modo per farlo riprendere sia portare idee nuove nemmeno. Che le idee nuove non le possa avere D’Alema o gli altri grigi compagni del piccì o della diccì ancora di meno.
Emma è rivoluzionaria perché, oltre ad essere wishful, è soprattutto thinking.