Il senso del controllo che fu prealessandrino

Certe volte faccio molta fatica ad interloquire con i fan di Travaglio, di Pietro, De Magistris e forcaioleria cantante. Il principale ostacolo alla nostra comunicazione riguarda la laicità: io credo, a differenza loro, che i giudici siano uomini. E che perciò esistano anche giudici incompetenti, svogliati, inconsapevoli o più semplicemente scemi. Di conseguenza, una decisione giudiziaria può essere sbagliata, sbrigativa,  inconsapevole, o più semplicemente scema. Sono sicuro che le due pronunce contro Google (questa e questa) faranno riavvicinare i miei amici dell’iddivù alla realtà, e quindi a me. Non perché, naturalmente, sia giusto violare il copyright o fare del pestaggio di un ragazzo autistico uno show. Ma perché ci sono un paio di direttive europee che, prendendo atto dell’impossibilità tecnica di visionare a priori tutti i video che vengono messi on line, vietano l’equiparazione di responsabilità tra Internet Service Provider e giornali. E perché l’Unione Europea ed io crediamo che se tale controllo fosse possibile o obbligatorio, il mondo sarebbe peggiore. Cari amici manettari: David Carl Drummond è il fratello maggiore che non ho mai avuto. Quello che ti parla per la prima volta di sesso, che ti insegna a giocare a basket. Fosse per voi, non potrebbe nemmeno candidarsi al mio consiglio circoscrizionale.

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4 Responses to “Il senso del controllo che fu prealessandrino”

  1. alexander

    Hai dieci minuti per fare le valige. Stiamo per chiuderti il blog. La laicità è una sovversione pre umana.

  2. and

    dai che questa volta è d’accordo con te tonino….http://www.antoniodipietro.com/2010/02/google_perdono_tutti.html

  3. Alberto

    Inizio a preoccuparmi. Forse allora ha ragione Vividown. Che sembra un sito di disco tecno undrergound.

  4. parole complicate » Blog Archive » Cose che ti fanno diventare di destra

    [...] sono censura (“è stata raccontata male”, ha detto ad un certo punto la Gabanelli della sentenza Vividown), ma ci tutelano dalle multinazionali; iscriversi a facebook equivale a mettersi a fare [...]

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