Finalmente un commento lucido
C’è una sola cosa che mi fa stare peggio dell’ennesima vittoria di Berlusconi: quelli che si lamentano dell’ennesima vittoria di Berlusconi. Che pontificano ex post, individuando spiegazioni e capri. Tra quelli che cercano spiegazioni il peggiore è senz’altro Luca Sofri, convinto che la causa di tutto sia l’antiberlusconismo (con Veltroni, infatti, che neanche ne prononciava il nome, abbiamo vinto di brutto). Tra quelli che cercano capri, invece, il premio della banalità va a Cerasa: la colpa sarebbe del Pd in generale. Chapeau.
La verità è che nessuna persona sana di mente non può non dirsi antiberlusconiana, e ci mancherebbe. E che il piddì, sta volta, c’entra davvero poco.
La verità è che non c’è nulla di cui lamentarsi. Che loro sono fortissimi, quasi imbattibili. Che hanno avuto gli anni, i mezzi e le capacità di mettere in piedi un apparato di potere e propaganda nazionale, regionale, provinciale, comunale, clericale e domestico assolutamente infallibile: fuori dal tuo soggiorno è pieno di cattivi (ma non ti preoccupare, ti proteggiamo noi). L’80% degli italiani percepisce il mondo esterno solo così, come un posto orrendo, terrorizzante, che peggiora di giorno in giorno. La maggiorparte delle persone ha paura. I miei nonni hanno paura. A pranzo mi raccontano di immigrati, droga, stupri, e di chi ha vinto ai pacchi. I miei nonni e tutti gli altri percepiscono, elaborano, e poi votano di conseguenza.
Il piddì non c’entra nulla, anzi. Questa volta, e in molti posti, sono stati scelti i migliori. Come con Riccardo Illy qualche anno fa: Emma Bonino e Mercedes Bresso, per esempio, sono due persone trasparenti, capaci. Hanno perso per inesistenza, per terrore (venivano definite “il demonio”, le “ammazza bambine” dagli intellettuali del Foglio), perché da noi si votano Beppe Grillo, la sicurezza e la disciplina. Perché in fondo va così dal dopo guerra, da queste parti. Perché agli italiani ci piacciono i ciociari, le Paole Perego e cielle. Perché ci meritiamo le stragi, altro che Alberto Sordi.
Tags: Berlusconi, cerasa, elezioni, Luca Sofri

Rolando
Beh, però se hanno vinto anche a L’Aquila evidentemente c’è qualcosa, e parlo di sostanza, oltre alla propaganda rassicurante.
Ad ogni modo, è vero. Hanno convinto buona parte degli italiani.
Ai loro occhi il cd appare l’unica coalizione “che fa”.
Ma è sbagliata questa convinzione? Veramente?
Comunque, giusta o sbagliata che sia, questa convinzione può essere resa meno affascinate solo se dall’altra parte arriva una nuova proposta.
Una proposta “figa”, non quella faccia da tortellino di Bersani!
Perchè se no è inevitabile che candidature “fighe” – Bonino – siano destinate a non lasciare il segno.
E non per colpa degli italiani.
Alberto
La realtà è assolutamente inessenziale. L’essere “fighi” non c’entra nulla. Se a sinistra candidassimo Berlusconi, che è figo, i telegiornali e Uno Mattina lo farebbero passare come un mafioso, corrotto, pedofilo e razzista. I tuoi preti, con la lampo ancora abbassata, inviterebbero a votare dall’altra parte perché è divorziato e la famiglia è importante. Alla fine vincerebbe Berlusconi, l’altro.
Rolando
Quello che dici tu è interessante.. ma si scontra con un dato storico: Romano Prodi ha sconfitto due volte Berlusconi. E c’erano i telegiornali, c’era Uno Mattina, c’era Ruini..
Eh..
Rolando
E a L’Aquila le tv per vedere i tg ed Uno Mattina forse nemmeno le hanno..
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probabilmente il più bel commento che ho letto oggi
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davvero
Alberto
Ti ripeto: con quello che lui fa e che loro non fanno, dovrebbero perdere di 50 punti percentuali a volta. La prima volta di Prodi la situazione era diversa. Chiamare la seconda una vittoria mi sembra offensivo della tua intelligenza.
deb
In Emilia-Romagna in quindici anni s’è perso un 20% di votanti, e la sinistra ha proporzionalmente perso il 15% di elettori. E qui la propaganda della destra è praticamente inesistente, quando non autolesionista (in varie zone ci sono da anni faide tra le correnti, prima ex-repubblicani contro ex-socialisti, poi ex-FI contro ex-AN).
E non dimentichiamo che l’Italia è una nazione storicamente di centro-destra. I più sembrano dimenticarlo, ma *solo* dall’avvento di Berlusconi è successo che la sinistra è riuscita a governare a livello nazionale: prima il massimo successo (!?!) fu la spolverata socialista nel pentapartito.
Il centro-sinistra italiano è vecchio e ripropone vecchi schemi e vecchi soggetti: in che modo dovrebbe accattivare chi interessato a rinfrescare un po’ questa stantia Italia?
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No no. Ha ragione albi…sento i soliti commenti, davvero, nauseabondi, una coazione a ripetere di stronzate.
Stavolta l’ha centrato davvero il punto alberto: per favore, almeno non facciamo i processi….anche questa è una cosa da italiani, trovare sempre uno a cui dare la colpa; cominciamo a parlare con i nonni di alberto e magari con i nostri, iniziamo a guardare il nostro perimetro.
alexander
Eppure c’è un posto, che mangia orecchiette e ha case dai tetti buffi, dove vince un frocio un ricchione un succhiacazzi. Eppure anche da quelle parti gli hanno raccontato che Luca era gay, e poi è guarito. Eppure anche da quelle parti imperversa il becero pensiero cattolico e il pacco è motivo di orgoglio virile, oltre che una trasmissione dallo share spropositato.
Ecco, io quel tizio lì, quello con l’orecchino, lo amo spassionatamente. L’ho amato dal primo secondo, perché è l’espressione umana della miglior politica italiana degli ultimi vent’anni.
Ma ho la netta sensazione che la sua vittoria racconti, ancor più di altro, quello che è il nostro Paese, ieri oggi e domani: un Paese in costante attesa del leader risolutore, che ci prenda per mano e ci conduca dove non sappiamo andare da soli. Un Paese fascista, in fondo. Che di fascismo ha sempre vissuto e, purtroppo, sempre vivrà.
Alberto
A me un modello di sinistra liberale alla Chiamparino, Bresso o Bonino (o Civati, o Scalfarotto, e potrei andare avanti) non sembra vecchio. Non c’è mai stato. Non è mai stato raccontato. Non lo sarà, neanche.
In Emilia Romagna non arrivano rai e mediaset? Ecco perché lì B perde, allora.
Rolando
E’ vero che siamo un paese, nella pancia, conservatore.
Ed è vero che, date le risorse di Berlusconi, si parte sempre rincorrendo.
Embeh?
L’unica soluzione è trovare un cavallo più veloce di Berlusconi! Che recuperi il gap e trionfi a mo’ di Varenne..
Perchè possono dire che Vendola è ghei, però la sua forza innovatrice si è dimostrata più forte della propaganda.
Ci vorrebbe un Obama.
O un Bellan. Chè sei bello e con gli occhi azzurri.
Alberto
Io vorrei tanto un amico.
deb
Mi par di sognare: prima di Berlusconi, che forse RAI1 e RAI2 erano antigovernative? Dove siete vissuti? E non parliamo di Mediaset, visto che il primo abbozzo di TG5 è del ’92.
Certo, forse all’epoca le redazioni televisive erano meno spudorate, ma la deriva commerciale dell’informazione su quel mezzo è una caratteristica planetaria in cui l’Italia non è eccezione.
Io non ho ricette per cambiare le cose, ammesso sia possibile farlo. Mi limito a notare che nella provincia in cui sono nato, da sempre schierata a sinistra e da sempre con il record nazionale di affluenza, in quindici anni a livello amministrativo si sono persi – non hanno più voglia di dedicare quella mezz’ora per andare al seggio – il 20% di elettori, e tutti di sinistra. Questo guardacaso proprio in concomitanza ad una gestione particolarmente arrogante delle cariche pubbliche, sino al forzare il terzo mandato di Errani nonostante la liceità dello stesso fosse quantomeno dubbia.
Se poi si preferisce continuare a pestare i piedi e frignare che la colpa è del monopolio televisivo, amen. C’è, indubbiamente, ma un adulto ne prenderebbe atto e cercherebbe altre vie per raggiungere gli elettori – così come accade in tanti altri luoghi del mondo, considerato come spesso i mass-media siano intrinsecamente governativi (è il caso degli USA, ad esempio).
Alberto
Ma che c’entra la deriva commerciale? Il problema è che non ce n’è abbastanza, di commercio.
La causa (non colpa, causa) è della combinazione tra monopolio televisivo e fattore generazionale. Qualsiasi cosa faccia, non faccia, dica, B può contare su uno zoccolo duro di un 30% di persone che guardano fuori attraverso il video e non si rendono conto di quanto è bello il mondo, invece.
Non esistono altri mezzi, e se esistessero non mi piacerebbe che venissero usati. Quanto ai media americani, non so come ti venga in mente di paragonarli ai nostri.
deb
Il commercio c’è e c’entra eccome. I TG sono diventati intrattenimento di punta, lanciano la prima serata e gli spot al loro interno sono i più quotati.
La scelta delle notizie è pilotata dagli indici di ascolto, e per costruzione la maggioranza parlamentare è in genere anche la maggioranza degli ascoltatori, soprattutto quando al governo c’è un soggetto molto televisivo. Inoltre i messaggi che fanno breccia – che attirano ascoltatori – sono quelli semplici e ottimistici, nero e bianco, i buoni contro i cattivi, le emozioni di pancia. Per contro, le magagne giudiziarie di Berlusconi e i suoi espedienti per risolverle non fanno più notizia, sono un argomento troppo ripetuto per importare ancora.
Quanto ai media USA, è noto il fatto che le televisioni pubbliche siano intrinsecamente la voce del Governo, popolate principalmente di comunicati stampa dello stesso – ciò a prescindere da chi governi. Se la situazione non è incresciosa come da noi è solo perché la coscienza democratica è più viva in quel popolo, per cui sono *anzitutto* i colleghi di partito a chiedere la testa di chi si fa pescare con le mani nella marmellata.
E giusto per parlare di zoccolo duro: che forse a sinistra non c’è una percentuale analoga che lav voterebbe a prescindere?
M.V.
Non occorre fare autocritiche da deportati siberiani. Nel senso che non è utile. Però non basta nemmeno prendere atto che a sinistra Grillo ruba i voti al PD(e Di Pietro pure): bisogna regolarsi di conseguenza. Perché se c’è qualcosa di peggio di capire le cose a forza di inculate, questo è prendere inculate senza riuscirre a trarre delle conclusioni, cosa che pare succedere da un pò di tempo alla sx. Che si deliberi di non provare nemmeno a trarle non migliorerebbe la situazione. Cioè… Ti apprezzo se dici che la sinistra deve smettere di GIOCARE all’autocritica, però nemmeno tu neghi che la mongolfiera PD abbia molta zavorra da gettare se vuol riuscire a far salire i suoi candidati. Che poi gli altri siano un casino forti, beh, non lo sappiamo da oggi né da ieri.
Alberto
Grillo non c’entra niente, ci mancherebbe. Così come non c’entra l’autocritica, non c’entra il merito, non c’entra Nichi Vendola, non esiste uno zoccolo duro. Tutto ciò che non è loro, oggi, è incomunicabile. Quindi, non esiste (come il Giappone).
Eliana
Caro Alberto,
hai ragione, ma vorrei aggiungere che Grillo ha ottenuto il 4%, non il 13% della Lega. Il problema dunque non è di chi per distrazione ha votato il comico o di chi segue con interesse Paola Perego, ma di chi ha espresso una preferenza a favore di un partito “radicato nel territorio”, come direbbe qualche comunista.
Vogliamo spendere qualche parola su questo dato?
Ci meritiamo le stragi,
punto.
Eliana
Ah, ecco. Ho letto solo ora il commento su Grillo.
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bravo bellan, oggi è perfetto.
Possiamo mettere pure superman o, come ha detto molto intelligentemente albi, lo stesso Berlusconi…..it’s not about that!
Laura
Bentornato, Alberto. Ci sei mancato molto.
Alberto
Eliana, la Lega, che dovrà assumersi la responsabilità storica di molte cose tremende, a differenza dell’altro è un partito (punto primo) davvero radicato sul territorio (punto secondo) e ha portato nel dibattito nazionale temi sacrosanti (punto terzo).
Io, ad esempio, sono un federalista convinto (non solo fiscale) e credo nella necessità di andare giù pesanti sulla questione sicurezza, nonostante non condivida nulla di ciò che dicono. Molti, invece, sì. Qual è il problema?
Eliana
Alberto, in effetti non c’è problema. Constato però che nel Pd c’è chi ha posto la questione del federalismo ( non solo fiscale) in modo diverso rispetto alla Lega; mi riferisco a Sergio Chiamparino, che non è stato preso molto sul serio dal gruppo dirigente del mio partito. E oggi la realtà è che in Piemonte abbiamo perso contro la Lega. Non mi sembra poco.
Ciao e grazie!
bha
Perchè solo un comunista potrebbe dire che la Lega è un partito radicato sul territorio?!? se si continua a pensare che il voto alla lega è un voto di protesta ti svegli una mattina in emilia, dove la lega è volata al 14%…
La paura è un sentimento che si autoalimenta…
Alberto
@Eliana: Chiamparino, che al nord ci piace tanto, non ha affatto portato a livello nazionale il tema del federalismo. Ci si è inserito, circa 10 anni dopo la sua introduzione. E no, ad introdurlo non è stato il tuo piddi, dichiaratamente meridionalista (perché dalemiano) fino all’altroieri.
@Bah: in questo blog si tenta di promuovere un uso responsabile della lingua italiana. Oltre a non aver capito il senso del tuo
intervento, sono a darti una tremenda notizia: i “comunisti” non esistono. Più. Da decenni.
bah
Scusa Bellan..era tardi,ero molto assonnata. Mi riferivo ad un commento di Eliana che aveva scritto “chi ha espresso una preferenza a favore di un partito “radicato nel territorio”, come direbbe qualche comunista”. L’intento del mio sconclusionato (e decisamente trascurabile)intervento era sottolineare che non era necessario essere ‘comunista’ per definire la Lega un partito radicato nel territorio. Sottovalutare tale legame porta a stupirsi del fatto che la Lega abbia raggiunto il 14%. In Emilia (!!!) dove sono nata e cresciuta. E dei comunisti nemmeno l’ombra. Almeno da qualche decennio.
Eliana
D’accordo. Non esistiamo. Come il Giappone.
Vale, Albi!
Eliana
Guarda, Bah: ” comunista”, nel mio intervento, era uno “sfottò”. Tutti sanno che i comunisti non possono più esistere. Persino io, pensa.