Bravo, ma basta
Potrei farmi prendere la mano, e bollare Travaglio come un non uomo per il semplice fatto che appartiene alla corte di quel criminale che è Beppe Grillo. E invece no. Credo che Travaglio sia un giornalista coraggioso, la maggior parte delle volte informato (ma non sempre, come vuol far credere), credo che il tornaconto che indubbiamente ha nello sputtanare mezzo mondo sia un effetto collaterale della sua buonafedista ricerca di verità.
Nondimeno, la sua ultima uscita su Schifani l’ho trovata grezza, volgare, totalmente ingiustificata. Una porcheria, insomma.
Anche a me il fatto che Schifani sia un politico di rilievo fa prender male. E anche a me, che sia diventato Presidente del Senato, fa pensare "Oddio, e poi?".
Ma. Ma: io non sono mai stato invitato a Che tempo che fa. E, se lo fossi stato, avrei realizzato di essere a Che tempo che fa, non al parco con i compagni di partito, ubriaco. Avrei realizzato, inoltre, che dare della "muffa" al Presidente del Senato è una di quelle troiate figlie della stessa mancanza di senso dello Stato che Travaglio e i suoi rimproverano, urlando insulti, a tutti gli italiani, a parte loro.
Quindi, qui ci si deve mettere d’accordo. B ha vinto, e di molto. Lo si accetta, cercando di far sentire il meglio possibile il peso della propria voce, o dobbiamo continuare a prenderci male?
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