Ti amo, Emilia

Le tasse sono terribili, la spesa pubblica è terribile, ma Stella e Rizzo sono ancora più terribili.

Stella e Rizzo non hanno un corpo. Dopo un milione di ospitate in tivvù, nessuno è in grado di distinguere l’uno dall’altro. Mai fidarsi di chi non ha un corpo. Nascosti dietro al loro non essere, Stella e Rizzo hanno inventato e propagandato parole come “casta”, “privilegi” e “sprechi”. Queste parole hanno la caratteristica di far perdere credibilità a chiunque le pronunci. Non paghi, i Travaglio della borghesia annoiata continuano a tuonare contro la spesa pubblica che gli garantisce lo stipendio. Va bene indignarsi, ma ora anche basta.

Il punto non è che c’è uno Stato che si mangia metà di quanto produco. Il punto è che cosa ne fa, con questa metà. Mi avvilisco a livelli incredibili quando penso che la Lombardia spende i miei soldi per ristrutturare alberghi dei preti o per pagare consultori familiari. Sono felice, invece, se l’Emilia Romagna aumenta le sue uscite del 125% negli ultimi 10 anni per fare quello che si fa in Emilia Romagna.

L’Emilia Romagna è la regione più bella del mondo. Asili, scuole, casseri, musica anni ’70, festival del benessere. Io allo Stato darei anche i 4/5 di quanto produco, a patto che 3/5 vadano a Porretta. Porretta è il paese più bello del mondo. Asili, scuole, pozze, festival del cinema. Porretta è una scheggia di paradiso. Il sorriso della bella gente d’apennino è l’unico motivo per cui potrebbe dubitare della non esistenza di Dio.

Capisco Stella e Rizzo (o Rizzo e Stella, o Stella e Stella, o Rizzo e Rizzo), che a stare in questa bottiglia d’orzata non capiscono, si innervosiscono e fanno deprimere i miei genitori. Ma che se la mettano via. Che si informino su cosa succede a Porretta, mentre loro ticchettano maligni sulle loro tastiere wireless. Che assaggino una tigella calda, conversando con Carlo Mazzacurati di quanto sono dolci i colori della primavera. Apparirà chiaro addirittura a loro che la spesa pubblica è un pretesto e che il modello è l’Emilia Romagna. Anzi, l’Emilia.

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7 Responses to “Ti amo, Emilia”

  1. Rui

    Non potrei essere più d’accordo, e penso che chiunque si trovi a passare un breve periodo in Emilia (più che Romagna) non possa non innamorarsene. Di tutto.

  2. Rui

    Parlare di tigelle a quest’ora poi…la prossima volta che capito a San Vito, mentre la nonna della mia amica ci preparerà le tigelle parlandomi in dialetto (che ormai sto imparando) ti penserò!

  3. Chiara

    Mi sfugge quella del consultorio familiare…

  4. parole complicate » Blog Archive » This way, Madam

    […] il mio spassionato canto all’Emilia ho ricevuto mail di minacce. Le prime dai cattolici, gli stessi che in questi giorni hanno invaso […]

  5. Alberto

    Chiara, sono quelle fabbriche di bestie ammaestrate al senso di colpa.

  6. Chiara

    Mh… guarda che sei un po’ vecchio per fare dichiarazioni così spigolose ;)

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