Tre regole per una proficua collaborazione democratica con i pentastellati

Regola n. 1: “Dire la verità”

Non pare bene aver sputtanato i pentastellati per gli ultimi 5 anni e, ora che servono, ritenere le loro idee abbastanza ragionevoli e condivisibili. Anche ora che servono, il piddì deve continuare a considerare questo gruppo di persone per quello che è, e cioè degli incompetenti invasati di tecnologie che nemmeno conoscono, degli irresponsabili che si riempiono la bocca con idee patetiche e del tutto irragionevoli, degli irrogatori di vuoto culturale e politico.

Questa è gente che crede alle scie chimiche. Che crede, cioè, che le scie di condensazione degli aeroplani siano in realtà dei gas diffusi da jet militari travestiti da aeroplani per controllare il clima e l’umore della popolazione. Ci fanno le interrogazioni in comune, questi, davvero. Questa è gente che crede che se non lecchi la matita quando voti, poi qualcuno cancella con una gomma la tua croce. Questa è gente che si pone il dubbio se rimanere o meno nell’euro, se pagare o meno il debito, se farsi curare il cancro da un medico o dall’olio di jojoba. Questa è gente che chiama “immigrati” le persone nate in Italia, che considera i diritti civili in Iran una cosa niente male, che crede che i problemi del mondo si possano risolvere con la rete, di cui non sa nulla e che usa principalmente per insultare gli infedeli attraverso il nick “Chicca84″. Questa è gente che, se glielo dice l’autorità costituita, quando piove chiude l’ombrello.

Dall’altro lato, però, è cosa vera che l’attuale dirigenza del primo partito di sinistra è composta da morti che camminano. E’ su queste basi che si deve sviluppare il dialogo: invasati da un lato e morti dall’altro potrebbero tentare di salvare, insieme, questo Paese. E’ una prospettiva eccitante.

Regola n. 2: “Principio di decenza”

Estetica vorrebbe che, per sembrare morti ma belli, il primo partito di sinistra si attenga al principio di decenza. In questa prospettiva, qualsiasi sia l’argomento, il motivo, la situazione, la competenza richiesta e il pubblico di riferimento, non è opportuno lasciare che Massimo d’Alema conceda interviste su organi di stampa diffusi al di fuori del territorio pugliese.

Regola n. 3: “Le cose che abbiamo in comune”

Detto e ribadito in ogni sede che quasi tutto il programma dei pentastellati è costituito da idee da dementi, bisogna lavorare sul “quasi”. Quel “quasi” è una parola d’amore. Come in ogni rapporto di coppia, vanno valorizzate le sintonie (la cosa del “lui/lei mi completa” è vera quanto le scie chimiche, questo si sa).

I due clan condividono una cosa: l’odio per Berlusconi. E’ un ottimo punto di partenza. Il non-programma dei pentastellati è fondato sul rancore. Il piddì, che non ha mai avuto un programma nella sua storia, deve solo mettere questa fottuta rabbia sotto contratto. Deve indirizzarla contro le destre e a favore della sua permanenza al potere.

Si possono fare molte cose, con il rancore. Si può fare il conflitto di interessi, una legge elettorale identica a ora ma con le preferenze, la riduzione dei costi della politica, il dimezzamento dei parlamentari, un pancake al cacao. A parte il pancake, sono tutte cose completamente inutili, ma è giusto per far passare un po’ il tempo prima di tornare a votare tra un anno.

Corollario: “Denti di squalo”

Tra un anno i pentastellati prenderanno il 54% dei voti. Se non sarà già fallita, l’Italia fallirà. A differenza della Grecia, Mykonos e la sua bellezza infinita non potranno salvarla neanche spiritualmente.

A quel tempo, io sarò a Lanzarote con i miei amici surfisti. Starò fabbricando collanine di denti di squalo finti da vendere ai turisti.

Dalla mia capanna abusiva sulla spiaggia appena sotto Arrieta, posterò su Facebook i video della mia mano che fa il gesto con il pollice e il mignolo, spiegando a voi rimasti quanto siete sfigati, quanto sarebbe stato facile cambiare le cose lasciando che la gente fosse libera di votare il fiorentino alle primarie e quanto è bello fare il bagno anche il primo dell’anno, con quella terra nera sullo sfondo e davanti il mare blu.

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12 Responses to “Tre regole per una proficua collaborazione democratica con i pentastellati”

  1. Beppe Grillo

    Vaffankulo!11!!!

  2. Luca

    E io che non vedevo l’ora di tornare in Italia

  3. Giovanni Ghirardi

    Lucido. Come sempre. Ma totalmente sbagliato.

  4. Expat

    Cosa proponi per salvare il Paese? Se vuoi raggiungimi sul Delta del Mekong, possiamo pescare lucci e fare granchi al ginger

  5. Alberto

    Grazie dell’invito, ora prenoto.

  6. Merda

    Brucia e? Abituatevi

  7. Alberto

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