La crisi, se c’è, è colpa dei sociologi
E’ successo a capodanno che il nostro Presidente della Repubblica ha fatto un discorso che, più che da ex comunista, si sarebbe addetto ad un doroteo vecchissima scuola. Memore forse della sua elezione non condivisa ha cercato, come osservato da Gilioli, di accontentare un po’ tutti non dicendo nulla. Perchè se l’unica cosa sulla quale la telecamera stringeva il campo era che l’idea per cui la crisi, in fondo, è una figata pazzesca, beh: non si è detto nulla.
Io il lunedì non compro il Corriere. Non lo compro perchè in prima pagina, sul fondo, c’è la rubrica “Pubblico&Privato” di Francesco Alberoni, uno che nella vita ha scritto libri come “Innamoramento e amore“, “L’amicizia“, “Erotismo“. Da un annetto, Il Corriere arriva a casa dei miei per abbonamento, quindi il lunedì Alberoni me lo becco comunque.
Il titolo della rubrica di oggi è “Contro la recessione sfruttiamo le nostre abitudini“.
“Tramutiamo in affare ciò che ci piace”, dice Alberoni. Gli italiani sanno mangiare: contro la crisi, cuciniamo! Gli italiani adorano stare a casa: contro la crisi, esportiamo pavimenti in cotto! Gli italiani sono vanitosi: contro la crisi, più mutande D&G!
Ora: io del Presidente della Repubblica rispetto il ruolo istituzionale, l’età ed il difficile background politico da cui viene fuori. Contro Alberoni, invece, vorrei mandarlo a sfruttare le mie abitudini.
Tags: Alberoni, Corriere, Crisi, Informazione, Italia, Napolitano

Peter
Sociologhi?
Alberto
Il Devoto nella sua ultima opera (Il linguaggio d’Italia, 1974)
auspicava:
….che i plurali dei nomi in -CO e -GO, siano abbandonati a se stessi e
non ci si perda a disquisire se si debba preferire stomachi a “stomaci”,
filologi a “filologhi”.
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Questo il Devoto, che era una testa balzana. Le grammatiche normative
(la prima che mi è capitata in mano, il Satta) consigliano -òlogi per i
nomi di persona (glottologi ecc.) -òloghi per i nomi di cosa (apologhi
ecc.)
Quindi, insomma. Giurisprudenza inesistente, dottrina incerta. Correggo.
Eliana Patanè
Dovrei riconsultare il De Mauro, che mi pare sostenere la tesi dei plurali in – gi per i nomi di persona. Vedrò.
Cmq, su Napolitano non concordo.
Cosa avrebbe dovuto dire?
Ha consigliato al centrodestra di rivedere la propria politica sociale. C’ erano chiari riferimenti alla decisione del nostro governo di sostenere i gruppi finanziari durante la crisi che stiamo vivendo, che lasciavano presagire un disaccordo da parte della Presidenza, chiaramente promotrice dell’idea di un’ economia reale che aiuti i consumatori.
C’ erano tanti rimproveri che sono stati espressi con concisione e chiarezza da un uomo con una morale ( e questo tutti lo sappiamo, è chiaro) indiscussamente alta.
Cosa si poteva fare di più quel 31 dicembre?
Attendo una risposta, simpatico ragazzo nordico, anche perchè alcuni amici del PD di Catania la pensano come te, ma non sanno dirmi perchè!
Bacio.
Alberto
Cara Eliana,
io non voglio un Presidente con una morale alta, io voglio un presidente stronzo che dica cose giuste (che poi, per uno che ha militato per così tanto nel piccì, insomma, chissà se la morale è poi così alta).
La tua posizione è identica a quella di un mio amico, che ha definito “forte” il discorso di Nap. Salvo poi non sapermi dire una dico una cosa forte contenuta nel discorso, appena dieci minuti dopo la sua chiusura.
Le cose che tu dici sull’economia reale, come quel mio amico, io non me le ricordo. E non sono un ascoltatore disattento. O comunica male, oppure (come credo io) dice cose così generali che possono essere esegesizzate fino a farle dire tutto e l’incontrario di tutto (tutti felici, infatti, alla fine: hai visto?).
Una cosa forte me la ricordo. Credo che la quinta o sesta parola del suo discorso fosse “pontefice”.
Eliana
Le cose sull’ economia reale tu non le ricordi
perchè a differenza di Bersani o D’ Alema, Giorgio Napolitano non è tenuto a fare propaganda politica.
Da Capo delle Stato, quest’ ultimo si limita a lanciare un messaggio che contiene molti spunti programmatici( amministrazione della giustizia, rinnovo dei contratti per i giovani precari come la sottoscritta, valorizzazione del sapere, responsabilizzazione delle rappresentanze studentesche e altro) che io non ritengo aleatori.
E poi ti ripeto che a me non sembra inutile dire che ” il governo è intervenuto innanzitutto per porre il nostro sistema bancario, CHE PURE E’ APPARSO IL MENO ESPOSTO, al riparo dai rischi gravi”.
Certo, hai ragione quando dici che alla fine tutti erano felici.
Ma sono strategie. E ricordati che alla Presidenza del Senato c’è Schifani, uno degli uomini più intelligenti e paraculo del Pdl, che da buon siciliano FA FINTA di ignorare.
Al governo c’è un gruppo che ha fatto dell’ etica del silenzio l’ etica di una nazione.
Per questo Napolitano non è stato proprio scarso.
Altra cosa: in Spagna forse, il discorso del presidente sarebbe stato un flop ( per ovvi motivi). Con ciò ribadisco CHE SIAMO IN ITALIA!
Che vuoi farci, honey? Per adesso è così.
Un bacio enorme e spacca giorno 15, con la tua tesi al Master!
Eliana
Senti, il mio commento io lo vedo pubblicato, ma sul blog appare che my comment is awating moderation. Quindi, se non lo ricevi un motivo c’è!
Notte da un’ amica pignola! :-D.
Eliana
Ma scusa, quanto tempo passa prima che le questi benedetti commenti si visualizzino?
Ps: Io sono proprio pazza.
E lo so.
Francesca
Mah..su “schifani intelligente” ho avuto un malore…
Il discorso di Napolitano è stato il discorso che poteva fare un Presidente di quasi 90 anni, bello comodo sulla sua poltrona…infastidito da quel dolorino alla schiena…deve essere stato un colpo d’aria…
Eliana
Francesca, evidentemente tu non sei siciliana, quindi non puoi comprendere l’ accezione che io do al termine ” intelligente”. Ma il tuo non è un demerito. Di
Napolitano non parliamo più.
E’ evidente che siete tutti d’ accordo a screditare la mia posizione! ( ovviamente scherzo!).
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