Se desta #3

Con formula un po’ oscura, si usa dire che “il marchio è altro da sé”. Nel senso che un determinato segno, una volta riempito di contenuti, smette di essere un segno e basta e diventa un contenitore di valori. I più diversi, che a volte cambiano anche (si pensi a Fornarina, brand tamarro negli anni ‘90, diventato molto cool ora).

Con Italo Bocchino funziona più o meno uguale. Da stronzo portavoce del Pdl che non si poteva vedere senza dubitare di Darwin, con Fli è diventato un ganzo. Sorride. Fa foto da fico che neanche i Blues Brothers. Detta l’agenda un po’ a tutti. Mette paura ai cattivi e aiuta le vecchiette ad attraversare la strada.

Bocchino è altro da sé. Non è più il Bocchino di prima. È un Bocchino nuovo, questo. E non andiamo oltre.

Il primo della lista

Ci sono due cose, a prenderla a ridere, che colpiscono delle esclusioni delle liste ritardatarie o falsate in Lazio e Lombardia. La prima: Moretti ha sempre ragione. Quando lascerà per l’ultima volta l’ultimo tribunale, dopo B ci saranno solo macerie. Questo paese già puzza di pesce. Perché solo un paese di pesci può pensare di schierarsi anche solo per scherzo, anche solo per sbaglio, dalla parte di chi rivendica il proprio diritto a non rispettare una regola (e, quindi, a violare diritti). Presentano in ritardo le liste: vabbé, la burocrazia (oppure: vabbé, doveva pure pranzare). La Corte d’Appello sgama 500 firme false: golpe della magistratura (oppure: non ci vogliono far votare!). Cioé, io ci sto pure a che vengano riammessi: ma almeno, prima, datti del coglione durante l’angelus. O corri nudo in mezzo al campo durante Roma Lazio con un cartello con su scritto “scemo”. O vai a letto senza cena. Se hai fatto una cazzata, non è che è meno cazzata perché la gente ti vota, perché hai il consenso. Io odio il consenso. Io odio l’uomo. Voglio un governo di regole, di robot. La seconda cosa è una buona notizia. Sono davvero molto felice che, come per la questione dell’incandidabilità di Formigoni, anche per il problemuccio delle firme false i primi a muoversi siano stati i vertici del Partito Democratico. Finalmente. Che gioia. Bravi. Scherzo.

Serbi Iddio l’Austriaco Remo

Pupo, stupito dall’eliminazione, sibila sospettoso che già prima dell’esibizione del trio composto, a detta di Aaron Goldwin, da

un nano pervertito con la mania del poker, un principe ballerino riscopertosi irrendentista, insieme ad un tenore da sotto la doccia del campeggio libero di Patrasso

si celava uno “strano livore”. Vorrei rassicurare Pupo. Non c’è nulla di celato, e il livore non è affatto strano. E’ che, caro Pupo, al di là delle questioni artistiche,non vedo come non si possa sentire nei confronti di quell’orrendo mantra clerico-fascista (e, di conseguenza) tuoi e del tenore una forte sensazione di livore. Mi sembra il minimo. Per quanto attiene all’invasore sabaudo, il sésupposto regnante che fa la vittima di un mondo ingiusto, la posizione di questa redazione può essere riassunta in tre parole. “A”. “Testa”. “Ingiù”. (forse sono 4)

Dio gatto

Ho amici molto religiosi. Ho anche amici molto superstiziosi. Infine, ho molti amici molto vicentini. Queste tre categorie di miei amici hanno in comune due cose: giocano tutti a calcio (uno) e (due) non sono rispettati dalla maggioranza. Da un po’ di tempo è vietato bestemmiare mentre si gioca a calcio. Chiunque abbia giocato a calcio, sia esso religioso, superstizioso o vicentino, sa che anche il fedele più compìto non può promettere al Signore che in campo non lo bestemmierà. Non sarebbe neanche giusto farlo, perché il calcio è violenza, è cuore, è esso stesso religione. La bestemmia nel campo di calcio è come un tradimento quando sei in erasmus: non vale. Non vale perché il calcio è un rito, e ogni atto nel rito è dialogo con dio. Non esistono dialoghi sinceri senza qualche screzio, ogni tanto. Mi chiedo come farò a fare crescere mio figlio in un paese in cui non si può parlare in tv di animali cucinati. E si conti che io adoro i gatti, nel senso letterale del termine. Li trovo divini, ne sono ossessionato. Proprio perché al di sopra del bene e del male, è noto che gli dei poco si curano delle passioni umane. Siano esse dei porci o dei succulenti secondi al timo.

Quel fighetto inutile di Carlo Pastore

Born to be Abrams

Non è vero che si diventa dipendenti da Lost. O, almeno, non così facilmente. In fondo è solo da 6 mesi, 9 giorni e 43 minuti che non ne vedo una puntata. Mio padre mi ha insegnato ad affrontare le cose in modo laico. E poi, insomma: è solo un telefilm. Un telefilm americano, poi. E ci sono un sacco di telefilm americani in giro. Io per esempio da un po’ sto guardando Flashforward, ma mica per sostituire Lost. Anzi, bello. Solo che devo essermi perso la puntata in cui Penelope lascia Desmond per un agente dell’FBI, oltre a quella in cui Charlie resuscita e si prende una laurea in fisica alla CEPU.

Dettare l’agenda

Non vedo altra spiegazione al fatto che tutta la politica italiana si sta occupando del caso Morgan se non che ne abbia autorevolmente parlato parolecomplicate.

Paura, eh?

Questa mattina Milano si è risvegliata sotto una fitta coltre di sale.

Il giro giusto

Ex machina

jesusChiedi e ti sarà chiarito, aka Dio ha parolecomplicate e bora.la nel reader.

A definitiva chiusura del dibattito semiserio su IKEA e il mercato tra la redazione, qui, e Andrea Luchetta, è intervenuto niente popo’ di meno che Lui. (In realtà, non proprio Lui, il figlio, ma in nome e per conto).

Adesso sappiamo da che parte sta. Che noia avere sempre ragione.

Beato

Che mi vengano dei dubbi sulla veridicità del sito che propone la beatificazione di B è un bel segno di questo brutto periodo.

Godo, Alfano

Emmo’? Assolutamente nulla. Ha resistito ad accuse di corruzione, mafia, brogli elettorali, adulterio, razzismo, fascismo, mignottismo, pedofilia. Che volete che succeda, ora? Oltre al fatto che stasera torneremo a casa piuttosto tardi, intendo.

Italiani: ‘ndemo, dei

Molti dei commentatori dell’articolo di Magris non hanno capito se fosse serio o cosa. Io aggiusto il tiro: combo Maldobrie/Serbi Dio l’Austriaco Regno. Che qua, davvero, c’è poco da serbare.

E le mie sei mele?

Esce il cd del Papa. Ascoltato al contrario è identico.

Spinoza

Non lo so mica

Andate a vedere un film di Francesca Archibugi

Non vedo l’ora che qualcuno si indigni perché della morte di Michael Jackson non me ne frega una fava per rispondergli che sul punto la penso esattamente come Fulvio Abbate.

Ma no, sembra

E’ morto Michael Jackson.

Mamma, dormo da amici

Il Fini non giustifica

Io a quest’uomo qui voglio proprio bene.

Io so già tutto

Non ho scritto sul blog questa settimana per paura. Paura dei giudizi, delle accuse. Ma ora non posso più tacere.

Mettiamola così. Un tipo vede un lampo di luce bianca. Un aereo ad un certo punto sparisce dal radar. Poi precipita nel bel mezzo dell’oceano. Forse. Non si trovano i corpi. Non si trovano i resti dell’aereo. Poi si trovano. Ma senza i corpi. Però poi si scopre che i resti dell’aereo non sono di quell’aereo, e si aprono due questioni: 1)dove sono i resti dell’aereo caduto? 2) di quale aereo sono i resti ritrovati? e chi li ha messi là? e perché? E non è finita.

So che non è esattamente rispettoso nei confronti del dolore dei familiari. So che è cinico. Politicamente scorretto, politicamente idiota. Stupido e insensibile. Ma possibile che a nessuno sia venuto in mente di dare un colpo di telefono al Sig. Widmore?