Appunto


"A rilanciare l’offensiva di Firenze ci pensa intanto Trieste: il sindaco Roberto Dipiazza (Fi) ha firmato ieri un’ordinanza che vieta di "esercitare attività abusive", quali accattonaggio, vendita illecita di merci e lavavetri, per "intralcio e pericolo alla circolazione pedonale e veicolare." da Repubblica.it

Incredibile. Mentre ero chiuso in biblioteca la città si è riempita di lavavetri e io non me ne sono accorto. E si nascondono ogni volta che esco la sera, o durante il giorno pure. E RDP ha ovviamente preso le misure necessarie per ristabilire l’ordine. Giusto, eh. Ci mancherebbe.
Solo una cosa mi sfugge: come cazzo si fa ad intralciare la circolazione pedonale?

disteso

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Dammi una spugnetta che ti lavo il vetro

vincino

A Trieste non ci sono lavavetri. Uno o due, se proprio si vuole. E nessuno di questi mi ha mai chiesto di lavarmi il davanti dell
o scooter. Sarebbe fatica sprecata, tralaltro.

Detto ciò, trovo eticamente scorretto ed intellettualmente perverso parlare di un problema che non conosco e che non mi riguarda.

Detto anche ciò, però, che mi si passi la questione dei pulisciparabrezzasporchi come un problema nazionale, no eh! Proprio no.

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Trasferimento che?

Una scena alquanto frequente, negli ultimi tempi.

-Ah, e su cosa fai la tesi?-
-Sul trasferimento tecnologico.-
-Che?-
-Su come l’università fa fruttare le cose che inventa tramite i diritti di proprietà intellettuale-
-Che?-
-Sull’utilizzo dei brevetti da parte degli atenei-
-Come?-
-Sui brevetti-
-Ah, tipo quelli della Fiat!-
-Mh.-

Sta sera, ad una festa di compleanno, invece:

-Ah, e su cosa fai la tesi?-
-Sul trasferimento tecnologico-
-Ah, su come l’università fa fruttare le cose che inventa tramite i diritti di proprietà intellettuale!-
-Esatto! Ma come fai a saperlo?-
-Sono un ingegnere-

E detto ciò, spirò. (Io).

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Mi raccomando

Secondo questo articolo di Repubblica al sud 1 persona su 4 trova lavoro solo grazie alle raccomandazioni.
Il nord dal canto suo dà ancora una volta prova di una civiltà nettamente superiore, che quelli lì, sotto il Po, se la sognano. 4 su 4. En plein.

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Le dieci cose che ti succedono se fai la tesi di laurea d’estate

sole sopra le nuvole1) Sentire fortemente il desiderio di lasciare l’università al posto di finirla
2) Non provare più alcun istinto sessuale
3) Provarne troppi
4) Chiedersi per quale cazzo di motivo il Times New Roman occupi così poco spazio e perchè non sia permesso scrivere la tesi con il Gin Sans Ultra Bold
5) Aprire un blog
6) Mettere il salvataggio automatico di word ogni 0,1 minuti, mandare ogni pagina cocnlusa in mail e avere di conseguenza una paura fottuta che internet in tutto il mondo possa collassare prima della stampa.
7) Domandarsi annichiliti: "e poi?". E poi farsi un altro caffè.
8) Maledire l’associazione italiana tabaccai che permette di chiudere per ferie contemporaneamente tutti i punti vendita di Trieste nel periodo coincidente al mio ultimo capitolo. Come se la gente in estate smettesse di fumare.
9) Godere sadicamente della propria sofferenza solo perchè prima o poi capiterà anche agli altri.
10)  Sentirsi soli da morire. E poi abbracciati da uno squillo, un messaggio, due righe di mail di qualcuno che ti ricorda che non sei solo. Sentirsi soli ancora. Ma tremendamente fortunati.

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No Garlasco, io non ci casco.

olmo2Ieri mentre cercavo di prendere sonno mi sono beccato tv7, su rai1. Ospite Vittorio Feltri. Argomento: omicidio di Garlasco.
Per tutta la trasmissione mi sono sentito dire -da Feltri- che non c’è niente di strano se in un posto un po’ provincialotto scosso da un fatto di rilievo nazionale ("mediatico" nazionale, ho pensato, a me non frega molto di una tipa morta ammazzata che non conosco, ma comunque) ci sono soggetti tipo le 2 gemelle K che che scambiano un omicidio con il concorso di miss maglietta bagnata che hanno perso alle superiori. Non c’è neppure niente di strano se la notizia supera nei tg quella dei nostri patrimoni naturali che stanno andando in fumo per gioco o per pecunia. E non c’è niente di strano nemmeno se arriva Corona con la sua faccia da Piazzale Loreto a cercare uno scoop, perchè lui è solo un giornalista e fa il suo mestiere.
C’è di strano invece, anzi, di "perverso", che vi siano dei malati mentali che su questo blog si sono fatti qualcosa come 250 fotomontaggi con protagoniste le due K di cui sopra. Siamo alla frutta, dice Feltri. E’ la società del post-moderno che ha il cinismo come unico valore, rincara il conduttore con un’espressione da capo indiano nello spot del pinguino de longhi.
Sono d’accordo, ho pensato. Sti giovani d’oggi, ho pensato. Non fosse che il fidanzato di Chiara è identico a Fabio de Luigi, domani mattina comprerei Libero.

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Il calcio che non c’era #2

chiavareLa mia personal graphic mi invia questa genialata, dopo il post di qualche giorno fa. Straordinario.

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Che sapore ha la libertà

 ahmadinejad-753257Una ragazza iraniana era scappata in Inghilterra. Si è fatta dare un visto che adesso è scaduto, così deve tornare in madre patria. Unico problema: è lesbica, con l’aggravante della dichiarazione. In Iran la legge islamica prevede per il primo fatto (l’essere lesbica) un centinaio di frustate in pubblica piazza. Se oltre ad essere lesbica, pure ti dichiari, ti tocca la lapidazione (distendersi in una piazza legata in una coperta, ed aspettare di morire a forza di pietrate lanciate dal gente che non sai nemmeno che faccia abbia). Stessa pena per chi tradisce il marito. Solo 40 frustate, invece, ma sempre in pubblica piazza, per i maschi che bevono alcol.  Ma se sei maschio, e gay, impiccagione. E dire che l’Iran è uno Stato riconosciuto come tale dalla comunità internazionale. Figurarsi cosa succede nell’Afghanistan controllato dai talebani.
Detto ciò: bisognerebbe forse sforzarsi di distinguere la politica estera criminale di Bush o i continui richiami all’odio dei nostri politici dalla necessità di una comparazione seria delle libertà a cui siamo giunti in occidente. Bisognerebbe anche non lasciare che la parola "libertà" sia appannaggio di una sola parte politica. Quella sbagliata, poi.
Fatto ciò, bisognerebbe porsi, più sereni, la domanda: ma siamo proprio sicuri che la nostra civiltà non sia migliore della loro?

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Il partito del dentifricio

dentifricioQuesta cosa del partito delle libertà è davvero incredibile. A sinistra si sono scornati per oltre una decade su come, dove, chi e quando del partito democratico. E si scornano ancora, ci mancherebbe. Dall’altra parte invece, il capo prende la sua Rolls Royce, passa a prendere una signorina scosciata, va all’ufficio marchi europeo, registra il simbolo, ed è fatta. Finito. Come andare al supermercato a comperare un dentifricio. O a prenotare un tavolo in una pizzeria in una serata infrasettimanale nemmeno troppo affollata.
Tutti se la prendono con MVB. Ma povera, cosa centra lei? Vorrei vedere, io, chi rifiuterebbe in regalo il 25% dell’elettorato italiano.Chi? Bisogna prendersela con la nostra democrazia, altrocchè. Che permette ad uno di fare, disfare, ed ora anche prenotare partiti, come si fa con il pane al mercato. E ci scommetto: quel pane piacerà pure. Dio se piacerà.

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Il Corriere della Pera

corriere della sera
Io il Corriere lo leggo per esclusione.
Perchè non si può p
iù comprare Repubblica, da molto tempo. E nemmeno la Stampa perchè odora di olio di automobili. Men che meno il Mattino, perchè questa è Trieste, non Napoli. E qui il mattino non arriva mai. Il Secolo XIX mi piacerebbe, perchè adoro Genova pur non essendoci mai stato. Ma tra est e ovest c’è molto di più che una pianura, quindi niet. Del Manifesto comprerei solo la pagina di copertina. Del Foglio vorrei solo le vignette di Vincino e  fondi di Mercenaro. Dell’Unità non ne parliamo, che a sti DS il loro passato proprio non li vuol lasciare in pace. Il Piccolo evito di leggerlo anche in università, che è gratis, perchè un vecchio in un’osteria mi ha detto che è un giornale bugiardo. E io ci credo.
Io il Corriere lo leggo per esclusione. E a me sta bene così. Anche perchè dai, uno che che riesce a farti sembrare di vitale importanza delle stronzate cosmiche come fa Aldo Grasso, ditemi un po': dove lo trovate?

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Se Dio avesse voluto che credessimo in lui, sarebbe esistito

Parlamento_pulito_big

Stavo pensando che forse non sono daccordo con tutto sto casino che sta facendo Grillo sulla legge che impedisca anche solo ai condannati in primo grado di essere parlamentari. Anzi. Non sono daccordo proprio. Le cose stanno migliorando. Bisogna lasciarle migliorare.
E’ vero. Da quando ho memoria storica, siamo sempre stati governati a livello nazionale da esseri orripilanti, gente che sembrava appena uscita da un atlante lombrosiano illustrato.
Il fatto che la storia italiana sia piena di cose di cui non si sa ancora niente ne è la prova. E le morchie incrostate in parlamento da 50 anni grazie a preti, massoni e mafiosi tipo Cossiga o Andreotti gridano vendetta. E’ vero. E appunto. Quello che dico è: ma che cosa volete che siano le tangenti di Previti o di De Michelis piuttosto che l’evasione fiscale di Bondi o l’abusivismo edilizio di Visco, messe in confronto ad Ustica o Piazza Fontana?
Non ci fanno più saltare in aria nelle stazioni e nelle piazze.
E’ già una bella conquista, no?

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Il calcio che non c’era

chiavrisIl mondo del calcio non mi attrae. Non più di tanto, almeno. Ma di fronte ai miracoli dell’uomo, mi commuovo.
Miracoli, sì. Come altro si può chiamare una squadra di -fino all’altr’anno- prima categoria in cui nessuno prende nemmeno un euro? In cui si gioca per il piacere della poesia e del pallone? In cui ci si lava le maglie da soli, dopo le partite, magari in uno spogliatoio fatto di container tipo terremoto in Umbria?
Ve lo dico io come si chiama. GS Chiavris Football Team. Ecco tutto.

Date un occhiata al blog. E innamoratevi pure. Alè.

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Meno prati, meno Prodi e più preti

Contrordine: le tasse bisogna pagarle tutte. 
A tacitare le sirene dello sciopero fiscale si è alzata possente la voce della politica e del senso civico. E’ rinato il senso del dovere ed il piacere dell’ovvietà bistrattata. Finalmente è risbocciato il virgulto imperituro della democrazia.

Un politico? Sì: Tarcisione Bertone. Detto Mons.

Don Prodi plaude. Io non ce la faccio proprio.

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Più prati, meno Prodi, meno preti

Da famiglia cristiana don Muraro non più tardi della scorsa settimana se ne veniva fuori con una che vale la pena di raccontare.
Antefatto: mister P., il presidente del Consiglio Italiano, dopo tutti i casini sui pacs, i gay, la fecondazione assistita, prega i sacerdoti di parlare dell’evasione nelle omelie perchè evidentemente il sistema di tortura medioevale ideato da Visco non funziona poi così tanto.
Don Muraro, tempestivo, dalle colonne di Famiglia Cristiana sfodera un insapettato due di picche: "lo Stato non fornisce abbastanza servizi e sperpera i soldi pubblici, quindi evadere no, non dico che sia giusto, però, insomma, non è peccato, cioè, lo è ma piccolo piccolo, di quelli che il signore ti perdona anche con una preghierina da prima media, chessò, un "angelo custode"".

Una domanda sorge spontanea: ma se per ogni cazzata detta dai preti, chi in Chiesa ci va rifiutasse a brutto muso i due euro al chierichetto al momento dell’offertorio, che, l’avrebbero costruita San Pietro?

(E se per ogni cazzata che dichiara chi ho accidentiammè sempre votato si versassero due euro, che, ci si riuscirebbe a comprare Forza Italia?)

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E’ bello ciò che Photoshop


Prendetevi un minuto per vedere questo video. E un altro per rivederlo daccapo.
Questa sera uscirete a testa alta. Promesso.

Magari anche i servizietti giornalistici dal Bilionaire sono in post-produzione.

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Udeur? Verrà

mastiMastella ha un blog. Un blog della madonna. E grazie a dio c’è un ministro vicno alla gente che usa strumenti di comunicazione al passo coi tempi. E’ un miracolo, che ci si possa parlare così, tramite una tastiera ed uno schermo, tra sudditi e regnanti.
E poco importa se il regnante posta argomenti non proprio divini, come le vacanze con Sophia Loren o il fatto che le vacanze con Sophia Loren non sono poi così lunghe perchè il duro lavoro di messo vaticano presso il governo italico ruba via al Clementino nazionale un sacco di tempo utile, tra salmi e conferenze sul corretto uso cilicio nella società post-moderna.
E poco importa che su 10 commenti 6 siano insulti (o dure critiche, come dice lui), 2 richieste di un posto di lavoro, 1 una benedizione di qualche prete oltranzista e l’ultimo un semplice errore nell’indirizzo URL.
Mastella c’è. Non "verrà", come l’inno del suo partito. C’è e basta. "Rendiamo grazie a io", sembra aver affermato all’inaugurazione del blog.

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KGB is still fishing you

PUTIN
Per tutte le persone normali andare a pesca è un’attività rilassante.

Per lui no. Non riesce proprio a togliersi dal volto l’espressione da torturatore di presunte spie della CIA, lui.
Per lui è impossibile non pensare a come sterminare le prossime due centinaia di ceceni, la prossima settimana.
O ai prossimi froci da sbattere in galera in un regime che la 41 bis in confronto è un hotel a Saint Tropez.
O a come ha spezzato la clavicola a suo figlio di 12 anni, l’ultima volta che gli ha mangiato un alfiere a scacchi.

E se i pesci non abboccano, allora sì: son cazzi per tutti.

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Libero scherzo

Nonostante non concordi su niente di quello che dice, a me Feltri è sempre stato simpatico.
Almeno da tre giorni.
Precisamente, da quando ho visto questo.

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Non è vero che tutti vengono al pettine

Ci sono delle cose nella storia dell’uomo su cui è meglio non farsi domande. La morte, ad esempio. Oppure chi ha ucciso Kennedy, cos’è successo a Roswell, o chi ha portato la valigetta a Piazza Fontana.
Tra queste cose ce n’è una, una in particolare che succede ogni giorno a milioni di persone e su cui non ho mai trovato un trafiletto in un giornale, un accenno durante le notizie flash di studio aperto, nemmeno una parola in un omelia. E dire che ne dicono di cose, quelli.


La cosa in questione sono i nodi.
Mi capita molte volte al giorno. Metto le cuffie del lettore mp3 nella tasca dello zaino. Appoggio con cautela il caricabatterie del telefono nel cassetto. Oppure le prolunghe, riposte con cura materna nel vano dell’armadio.
Il risultato non cambia. Dopo un paio di giorni, senza che nessuno si sia sognato di interrompere il loro perpetuo stare immobili, metto una mano nello zaino, nel cassetto, o apro l’armadio. E ritrovo dei nodi.
Dei nodi stupefacenti, per forma ed intensità espressiva. Dei nodi quasi ordinati nella loro simbolica confusione. Dei nodi sempre uguali gli uni agli altri, forse (ma non ho mai controllato). Dei nodi che se uno si mettesse lì a farli, mamma mia ci starebbe delle ore.Figuratevi io a disfarli.
Ma da dove vengono? Chi li fa e perchè?
E’ l’instancabile lavorio della vita che si fa beffe dei nostri aggrovigliati tentativi di controllarlo. E’ la parabola quasi biblica dell’imprevisto intricato sempre e comunque. E’ il destino che ricorda che anche quando sembra che tutto debba per forza andare bene, per qualche inindagabile, intrecciata ragione ci pensa lui a ribaltare il gioco. E che semmai scriverai qualcosa per cercare di ribellarti o almeno per mostrare costernazione, verrai preso per pazzo.
Io amo i nodi. E ci mancherebbe altro.

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Continuerai a farti scegliere

L’Agnata era la amatissima casa in Sardegna dove Fabrizio de Andrè e Dori Ghezzi passavano gran parte del tempo. A volte De André lavorava solo per guadagnare soldi da riversare in quel pozzo senza fondo che era la tenuta.

Fu lì che furono sequestrati dai banditi e Dori ricorda un momento in cui riuscirono perfino a riderne: "Fabrizio si arrabbiò molto perché i sequestratori gli dissero che, oltretutto, come cantautore preferivano Guccini. E lui disse: "Belìn, allora perché non avete preso Guccini?".
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