Il papa e il capitalismo come Vespa e il sesso: ragioni di un’incompatibilità strutturale

ratzi2Il 20 settembre era l’anniversario della breccia di Porta Pia. Nessuno ne ha parlato, ovviamente, ma 137 anni fa finiva il potere temporale di Santa Madre Chiesa. E si faceva l’Italia.
Era l’anniversario di Porta Pia, e ieri Ratzinger ha sparato a zero sul capitalismo. Ovvero l’elemento che, assieme al generale Cadorna, ha determinato la riduzione della Chiesa a quello che in realtà declama di essere: un’istituzione religiosa.
Capitalismo e religione cattolica sono antitetici, quasi quanto Vespa e il sesso. La ragione, a sentire Pasolini, è che c’è una sostituzione di dei: i consumi superflui imposti dalla cultura capitalista avrebbero buttato a mare i valori da accettare senza altre domande, base della civiltà contadina  rurale cattolica, di cui la Chiesa era ed è custode assoluta.
Il Papa ieri ha graffiato con artigli secolari, come una vecchia leonessa morente. Dice, il Papa, che il capitalismo genera ingiustizie. Che è vero. Dice che il capitalismo è causa della fame e dei disastri ecologici. Che non so. Dice che la logica del profitto è incompatibile con quella della solidarietà.
E questa mi sembra davvero troppo grossa: se così fosse, bisognerebbe mettere in dubbio l’essenza stessa dello stato democratico occidentale, l’idea che vi possano essere libertà economica e sostegno sociale assieme. L’idea di Marchionne sul Corriere di ieri, per capirci.
Sono profondamente convinto che quella di Ratzi sia una cazzata che nemmeno lui pensa davvero. E che nessuno dei politici liberisti e sedicenti cattolici si dimetterà per evidente conflitto di valori, prima che di interessi. A parte Mastella, ovviamente, che, sta mattina, sembra aver dichiarato all’ANSA che "Prodi deve scegliere: o Dio o Mammona". Sta scritto nel programma, pag. 268. Mammona, ovvio.

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Il punto V

Riuscite a pensare a qualcosa di più lontano dal sesso, di Bruno Vespa? Bruno Vespa che copula, Bruno Vespa che fa smorfie di piacere mentre , increspando i nei, subisce una fellatio, l’alone di sudore di Bruno Vespa sul letto nei primissimi istanti dopo l’amplesso. Bruno Vespa e il sesso sono due cose strutturalmente inconciliabili, ed il loro accostamento farebbe rabbrividire anche il più estremo dei feticisti.
Eppure, non fa rabbrividire la rai, che ieri ha mandato in onda una puntata di door to door dedicata all’orgasmo femminile. Ospiti di spicco, come sempre. Dalla onorevolissima deputata Alessandra Mussolini, a Flavia Vento.  Dialoghi serrati, mugugnii sommessi.
– Se le donne non vengono più, la colpa è della femminilizzazione dell’uomo – dice la Mussolini.
– Che è diretta conseguenza del 68!- rincalza Vespa.
– Giusto, a ‘sti frosci – Conviene la bionda.
– Ma io il ’68 non l’ho fatto, onorevole, vuole che glielo dimostri in camerino?- buttà lì il neo.
– No, zio.- chiude lei.

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Halzaimer mon amour

Clemente Mastella definisce Grillo "un delinquente senza cuore" e "un ignorante costituzionale" accusandolo di strumentalizzare il dolore.
Usare "una malattia gravissima che incide sulla vita di molte persone e su quella dei loro familiari come insulto del tutto gratuito è un modo becero e stupido di argomentare, indice di scarsa sensibilità politica e umana", commenta Rosy Bindi.
Anche mia nonna, nella gazzarra istituzionale, ha esternato tutto il suo disappunto.
-Non trovo corretto quello che ha detto Grillo!-
-Ma nonna, è un comico!- 
-Lo stesso: non trovo corretto quello che ha detto Grillo.- 
-Boh, sì, forse stavolta ha un po’ esagerato.- 
-Chi?-

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I peggiori anni della nostra vita

L’altra notte ero in riva al mare con un americano. E mi sono lasciato andare ad una confessione piuttosto cruda. Ho detto, insomma, che questi due anni di governo Prodi sono stati molto peggio dei 5 cinque anni di B.
Non so quanto ne sia realmente convinto. Ma sul momento la trovavo una cosa giusta da far sapere al mondo, simbologicamente impersonato dall’americano.  Giusto, sì. Con B. c’era quella sensazione di erosione continua della democrazia, di guida incapace e prepotente, di vergogna. Ma si sapeva che sarebbe dovuta finire. Non si sapeva, invece, che cosa sarebbe iniziato, che forma fiacca avrebbe preso il mio sogno personale.
Sono i due anni politicamente peggiori della mia vita. E lo capisce pure Panebianco. Che, probabilmente, non aspettava altro.

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V-day: un ottimo modo per far impennare l’audience del blog

Strano, come negli ultimi giorni tutti i giornali nazionali abbiano sparato sulla folla di Bologna tipo piazza Tienanmen. Al povero Grillo hanno urlato di tutto: del neo-nazista e del profeta esaltato (Il Corriere), dell’anarco-fascista (quel giovanottone di Scalfari su Repubblica), del populista (tutti, anche Luttazzi), del politico (Zucconi, ibid.).
Io non sono daccordo con Grillo, come ho scritto qualche settimana fa. Non con tutto almeno. Non abbastanza da scendere in piazza e firmare quella legge. Ma credo che lui non abbia fatto altro che formalizzare, e nemmeno per la prima volta, qualcosa che tutti sanno che c’è, e che tutti dicono a parte i giornali, a cui non conviene.  Credo che Scalfari e tutti gli altri sono spinti a scrivere gli articoli allarmati di cui sopra non da un sentimento genuino, ma da un bizzarro senso di protezione per chi gli dà il pane. Credo, conseguentemente, che non comprerò mai più una copia di Repubblica. Credo che l’odio per i politici, l’unico elemento democratico presente con una certa costanza nella strana storia del nostro Paese, sia quanto di più politico l’Italia oggi riesce ad esprimere, e come tale vada, se non condiviso, quantomeno rispettato.
Grillo e soci hanno fatto qualcosa di perfettamente democratico. E quindi, per definizione, niente di nemmeno potenzialmente violento. Se ne rendano conto lorsignori: i compagni sessantottini tutti bastone e molotov hanno il culo troppo incellutito da Maria de Filippi per poter fare la lotta al potere; quanto alla mia generazione, alla piazza preferiamo la pizza, e ai sogni collettivi non ci abbiamo mai creduto. Per fortuna.
Stiano tranquilli, Scalfari e le altre cicale. E stiano tranquilli anche i politici, dal Mastella volante al Wolter di borgata Pinarelli. Everything’s gonna be all right. E ci mancherebbe altro.

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Il diario della madre di Maddie

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Chissà com’è, ma ultimamente la cronaca rosanero proprio mi appassiona.
Ad esempio, c’è ‘sta storia di Maddie. Una coppia inglese iper-cattolica va in vacanza in Portogallo con i suoi 8 bambini. Un giorno di sole di maggio, il papà si distrae un attimo e puff!, una delle sue 12 figlie, Maddie, sparisce.
Per i due, inizia una nuova vita. I genitori comprano casa in Portogallo, "per essere più vicini a Maddie", dicono. Il padre apre un blog, fenomeno evidentemente figlio di situazioni tragiche tipo vedersi sparire una figlia, essere cattolici e inglesi assieme, o fare una tesi in sistemi giuridici comparati. Vanno un paio di volte da Costanzo. Poi, mami e papi fondano una s.r.l. con tanto di sito per vendere a 2 euro l’uno i meravigliosi braccialetti ufficiali della ricerca di Maddie. "Good quality wristbands to keep reminding you about Madeleine", assicura il sito, che vende anche poster e immagini per il cellulare con il faccino contento della bambina.
Poi, in tutta quest’orgia di dolore, biz, e showbiz, i due coniugi che fino ad allora avevano amministrato bene la disgraziata vicenda, si fanno ricevere dal Papa, incuranti delle dicerie secondo cui PapiRatzi porti una gran sfiga.
In pochi giorni gli cade il mondo addosso.
Nell’azienda gli operai cinesi 12enni dei braccialetti ufficiali della ricerca di Maddie proclamano uno sciopero dietro l’altro, chiedendo a gran voce il rapimento di un altro dei 16 figli della coppia per rilanciare il bilancio dell’azienda. La polizia portoghese trova nel bagagliaio dell’auto quadrifamiliare della coppia il sangue della bambina "scomparsa", ed indaga i due genitori. I due genitori lasciano di botto il Portogallo. "Per essere più vicini a Maddie", dicono.
E oggi, come se non bastasse, vengono pubblicate alcune delle pagine del diario segreto della madre di Maddie. Il profilo che ne esce è quello di una madre distrutta. «I gemelli sono isterici», «La bambina, con il suo eccesso di vivacità, mi sta consumando tutte le forze », «Con ‘sto cazzo di euro forte, una vergine in Vaticano vale meno del biglietto d’aereo riparmiato per tornare a casa».

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Perchè l’italiano è una lingua meravigliosa

Metti che al posto di scrivere una tesi tranquilla tranquilla, chessò, su qualche sentenza, o uno dei tanti regi decreti degli anni ’20 che sono ancora in vigore e che non cambieranno mai, ad uno venisse in testa di fare qualcosa di, come dire, border line.
Metti che, non contento, quel qualcosa di border line quell’uno lo consideri non solo in Italia, ma anche in GB ed in America. Concludendo, dopo 200 e passa pagine, che in Italia è nero, ed in GB e US è bianco.
Metti infine che ieri, quell’uno veda il suo relatore per l’ultima volta, e che questo se ne esca fuori dicendo che in America il 7 settembre scorso è uscita una legge federale che sconvolge metà della tesi, facendo diventare l’America da bianca ad arancione.
Considerato che la vita è bella proprio perchè il destino riserva sempre dei meravigliosi imprevisti, avete mai colto davvero a fondo quanto sia straordinaria la lingua italiana, le cui costruzioni sintattiche reggono anche cambiando i tempi verbali dal presente all’imperfetto?

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Fratelli di mirtillo e frutti di bosco

Ieri c’era Italia Francia. Nelle scorse settimane, il ct francese aveva ben pensato di dire che gli italiani sono dei ladri e comprano gli arbitri. Un paio di giocatori seguivano con dichiarazioni a ruota. Prima dell’inizio della partita, durante l’inno francese, tutto lo stadio fischia. I commentatori rai non dicono nulla, se non dopo almeno 15 minuti, al probabile ok del capoccia di turno. Oggi sui giornali succede un casino: il CONI fa pubblicamente ammenda, la Melandri si associa, Riva dice che chi ha fischiato è peggio di un razzista.
Detto ciò: se i francesi se la sono davvero presa, come italiano, mi dispiace. Mi scuso per tutti. E per tutto. Davvero. Ma devono capirci. caspita. Non perchè a forza di sorbirsi ‘sta storia degli italiani ladri un giorno sì ed un altro anche, ad uno anche girano le palle. Ma piuttosto perché di orgoglio nazionale in musica che cosa ne sappiamo noi, che al posto dell’inno abbiamo il jingle di una pubblicità di yogurt?

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Caduto un papa

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In Austria "in pellegrinaggio", e non certo "per compiere "un viaggio politico": è così che Benedetto XVI definisce la visita pastorale che sta per compiere.
"Vado per confermare la gente nella fede perché oggi abbiamo bisogno di Dio e una vita senza Dio è senza orientamento: il relativismo relativizza tutto, il bene e il male non sono più distinguibili", spiega il Papa, poco prima di salire sull’aereo all’aeroporto di Ciampino.
da repubblica.it

Anche questa volta sono daccordo. Il relativismo è una cazzata. E ‘sti stronzi di relativisti, che relativizzano tutto a differenza di tutte le persone normali dimostrando con tutta la loro sola esistenza che tutto è relativo, sono un trascurabile errore in una teoria che per il resto tiene alla grande.
Se per esempio l’aereo del Papa, per intercessione di Satana e dei suoi demoni omosessuali dovesse cadere, sarebbe un male. Un male assoluto. E a nessuno verrebbe in mente di pensare che è un bene.
No?

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Sciopero

Affezionata lettrice, affezionato lettore.

Approfitto dello spazio che indegnamente dirigo per informarVi che da domani fino a lunedì 10 settembre I redattori di questo blog metteranno in atto uno sciopero per manifestare il nostro disappunto nei confronti della gravissima dichiarazione pubblica di Papa Benedetto XVI che, definendo i cattolici "anticonformisti" e poi chiamando Le Vibrazioni a suonare a Loreto, offende la coscienza e la storia del proletariato militante.
Ovviamente lo sciopero inizierà domani, in modo da poter garantire alle mani callitiche di lavoro contadino ed operaio degli scioperanti almeno un week end lungo, per Dio.
Last but not least, entro il 10 sett. il direttore (io) deve consegnare il suo elaborato di laurea al direttore del direttore (il suo relatore), e anche nell’oramai alle porte rivoluzione armata ci vogliono delle priorità, altrimenti qui si va a finire a tarallucci e vino.

Non importa che i gatti siano bianchi o neri. Basta che prendano il topo.

Hasta siempre.

Compagno A.

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