La luce dell’est

testata_6 C’è un motivo per cui non affogo nelle mie stesse lacrime per quello che sta succedendo nella palude romana. Ho sempre, ardentemente creduto che il panorama politico della mia terra sia molto diverso da quello di là. E’ sempre stato un presentimento, un sentire sottile ma piuttosto solido, fondato su non so bene quali ragioni. Non sono mai riuscito a spiegarmelo, razionalmente. Fattostà che qui c’è gente come Gianni Cuperlo. E io mi sento già molto meglio.

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Ci piace ricordarlo così

prodiIl governo Prodi ha sempre guardato al futuro. Ha sempre guardato avanti, imperterrito.
E nel futuro, magari prossimo, avrebbe cambiato la legge sulla fecondazione assistita, ridando possibilità, dignità e libertà.
Un domani, sempre guardando avati, avrebbe messo mano alla fabbrica di voti, al vero think tank del centrodestra, la legge Gasparri-Marcorè, per giungere finalmente ad una disciplina del conflitto di interessi almeno uguale a quella ucraina, o bulgara.
Qualche passo più in là, si sarebbe smarcato dalla morsa dei conservatori omofobi per dare un tetto giuridico alle coppie di fatto, etero ed omo: ma ci sarebbe voluto del tempo. E lungimiranza.
Avrebbe fatto, poi una bella riforma della scuola, e stanziato più fondi alle università vere, chiudendo quelle telematiche.
L’avrebbe fatto, ne sono sicuro. E’ che loro erano oltre. Guardavano avanti, loro.
Coerentemente al suo percorso, quasi sicuramente lo rimpiangeremo.
Tra un po’, però.

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PS1:     che bravo, però, Marini.
PS2:     ma Fini, non era incazzato come unabbestia con B fino a 10 giorni fa?
PS3:     Fassino a PaP dice che non ci si appassiona più alle autocritiche, superata una certa età. 15 anni.
PS4:     A Cusmano, un tipo con un’orrenda polo rossa annodata sulle spalle ha urlato: "Frocio, sei una merda, frocio". E se riduciamo l’omosessualità al solo atto sessuale del pene nello sfintere, vista come gli è andata oggi, Cusmano un po’ frocio lo è.

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E a un dio senza fiato, non credere mai

pap
Mi chiedo perchè non ho scritto per un po’. Il motivo è che, candidamente, non so più che cosa dire. Non capisco più un sacco di cose.
Non capisco, ad esempio, come l’università meno curata e finanziata del mondo civile vada sui giornali solo quando un prete decide, per farsi propaganda, di non andarci a parlare .
Non capisco perchè sul municipio della mia città un salumiere che per caso si è trovato a fare il sindaco, si permetta di far partecipare la sua gente alla recitina da vomito che hanno allestito il Vaticano e i suoi servi, complici incoscenti quattro dissenzienti e un paio di fascisti. Non capisco come questi sei possano essere considerati un problema di ordine pubblico. Non capisco come i nostri politici, i nostri amministratori, e i preti stessi, non capiscano verso dove stanno, stiamo andando.
Non capisco gli applausi ad un discorso in cui un ministro dice che tra la sua famiglia e lo stato, tra i cazzi suoi ed i doveri costituzionali, sceglie naturalmente i cazzi suoi. Come se, al giorno d’oggi, bastasse mettere in una frase la parola "famiglia", e poi quello che viene dopo non conta.
Non capisco un amico che sta male, perchè è un pazzo democratico. Perchè si vergogna del posto in cui vive, e se ne vergogna così tanto da ammalarsi.
Non capisco come non ci si ricordi, non ci si renda conto di cosa significherebbe un altro governo con B.
Non capisco tutti i giornali. Non capisco neppure perchè continuo a leggerli.
Non capisco perchè ho esaurito da un po’ di giorni l’ironia, ed inizio davvero a provare schifo per troppi.
Non ho più parole, ecco. Nè semplici, nè complicate. E cerco di non pensarci.

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Look who’s back in town

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A chi interessa, tipo me, la quarta stagione di Lost inizia giovedì. Alle 21 circa, in US.
Verosimilmente scaricabile, quindi, tra venerdì e sabato, domenica con i sottotitoli in italiano.
Si dice 8 episodi.
Io, alla fine della fiera, spero solo che la soluzione di tutto non sia, chessò, Jack che si sveglia e racconta alla moglie di aver fatto un brutto incubo.
Perchè se è così, se è davvero così, non so cosa mi potrebbe succedere. Non so.

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Alla sinistra del padre: la terza via di Omar bin Laden

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Omar Bin Laden, figlio del capo di Al Qaeda, ha annunciato che presto diventerà ambasciatore di pace.
Non rinnega il padre ma intende tutelare la causa dell’Islam con altri mezzi, con la parola. "Non voglio più trovarmi in una situazione dove si combatte solo – ha detto durante un’intervista all’Associated Press- . Mi piacerebbe trovare un’altra strada". "Il rock ‘n roll, ad esempio".

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Oscurantista a chi?

Tante persone di buona volontà, tra cui io, si stanno chiedendo che cosa sta succedendo in questi giorni in Italia.
Ritorno all’oscurantismo giacobino, al giustizialismo spicciolo, all’inquisizione all’incontrario.
Ai cattolici viene vietato di parlare, di governare, financo di raccomandare.
La colpa, sostiene uno, è dell’illuminismo. Ma no, ribatte l’altro, del comunismo. Macchè, il primo, del capitalismo. L’Italia è diventato un inferno, per i servitori della croce. E, a volte, le domande più complicate fanno coppia con le risposte più semplici.
Assieme a Padre Fanzaga di Radio Maria, Parole Complicate crede di sapere, in realtà, a chi dare la colpa del degrado laicista del nostro Paese.
Al diavolo (andate)!

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La vittoria di Pirla

prima

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Santa Sapienza

FISI169Capisco l’astio per l’arrivo, nel tempio della ragione, di un capo di stato straniero che cerca ogni giorno di arretrare il nostro, di stato. Capisco anche che  a questo arrembante assedio delle forze neo-cat, teo-dem, ci-el, fer-rar, bisogna pure reagire in qualche  modo. Capisco che il mondo della scienza, storicamente, è sempre stato il più esposto baluardo dell’anticonfessione, dalla confessione combattuto a tutto campo, e spesso sconfitto.
Però.
La differenza essenziale tra un Paese liberale e uno confessionale è la libertà.
La libertà, declinata a dovere, può voler dire libertà di invitare il lupo nel recinto degli agnelli. Può voler dire, più semplicemente, libertà di parola che, in quanto libertà, non è negata a nessuno. Nè al lupo, nè agli agnelli.
Quindi, premesso che NON E’ NATURALE, "che un’autorità religiosa sia accolta in sedi istituzionali" (sostiene il contrario, invece, don Wolter), credo che l’ormai mancato intervento di B16 altro non fa che salvarlo da un dibattito a viso aperto con persone libere.
Avrebbe perso per inabitudine. Peccato.

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Que viva la moratoria

Bisogna sempre guardare il lato positivo. Mai farsi prendere dalla sconsolazione, dalla tristezza rassegnata. E’ una vecchia regola, comune a molte filosofie, quasi tutte. Rialzare la testa. Tirare a campare, nonostante tutto e  nonostante tutti. Pensare positivo, avrebbero detto negli anni novanta, di cui sono figlio naturale. Si vive meglio, a vedere la vie en rose. Ad esempio: avete notato che da questa cosa della moratoria sull’aborto, stanno uscendo i post più belli della storia?

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Le destin se moque bien de nous

logoAvevo preso un biglietto Alitalia. Il primo della mia vita. Ero sicuro che sarebbe successo qualcosa.
L’aereo, il mio aereo Alitalia per Roma, probabilmente quel 27 gennaio partirà.
Non partirò, io, invece, visto che hanno spostato l’esame che dovevo fare a Roma un po’ dopo.
Oggi ho comperato un altro biglietto.
E, visto che Carla se n’è andata, volo triste. Volo Airone.

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L’aborto e il valore del silenzio

01.10.08_emmepubbSe si affronta il discorso dell’aborto cercando, prima, di rispondere alla questione se le due cellule sono vita, e, se non lo sono, quando iniziano ad esserlo, non se ne viene fuori. E’ assolutamente opinabile che un feto sia considerabile vita. Sicuramente più opinabile del fatto che non lo sia.
Come tutti i problemi, forse, bisognerebbe partire da ciò che opinabile non è.
Ovvero il fatto che la donna incinta è vita. Che è la donna incinta a portare in sè, per un periodo piuttosto lungo, il quid, vivo o no. Che sarà lei a farlo dolorosamente uscire, o altrettanto (e forse anche più) dolorosamente, finire. Che è lei che soffre, insomma, come dicono pure Giulia. e un Facci da applauso.
I diritti in gioco sono diversi. I titolari di questi diritti, due, forse.
Una, di sicuro (e non me la si venga a menare con la storiella del diritto a diventare padri: noi non facciamo altro che spruzzare, piacevolmente, un po’ di liquido. Stop.)
Detto ciò, trovo alquanto strane due cose.
Uno: che a farsi crociati di nuove norme rivolte di certo alle donne, e, forse, al quid, siano personaggi che non partoriscono, non abortiscono, e, ad occhio e croce, neppure copulano. Ferrara. Bondi.
La Binetti. W. Ben 16 e relativi accoliti.  Mancanza di interesse ad agire, si direbbe. Insomma: è possibile che una questione che di sicuro ha solo i 9 mesi di vita di una donna, sia portata avanti da soli uomini?
Due: in questo frangente, mi sento straordinariamente vicino a Berlusconi che, magari per ragioni diverse dalle mie, fa the right thing. Tace.

PS: che brava, sul tema, pure Daria.

(foto da Macchianera)

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Il duro Natale di Giuseppe il Falegname

Mettendo via le due statuine di cui mi ha fatto omaggio la nonna prima di Natale, ho ripensato ad una discussione molto accesa che qualche anno fa ho avuto con un mio caro amico sulla verginità di Maria.
Ho pensato anche a Giuseppe, protagonista ingiustamente ignorato della natività.
Ed al momento della annunciazione. Di Maria, a lui, intendo.
Dal vangelo mai scritto:
“Piccola casa in pietra bainca, tipica della palestina di allora. E’ sera. Sul tavolo in legno grezzo, siede il falegname, dopo una giornata di durissimo lavoro. Con le mani segnate dalla pialla, aspetta che gli venga servita la cena.
La giovane moglie, si avvicina, bellissima. Si sposta il ciuffo di capelli biondi, anzi, biondo scuro, lo guarda. Ma non dritto negli occhi.
-Giuseppe- dice arrossendo.
Respira profondamente. – Sono in cinta. –
L’uomo, di colpo, smette di giocherellare con le posate. La guarda, lui sì, dritto negli occhi.
-Ma come…- “Sono vecchio. Sono troppo vecchio”, pensa lui, cadendo in una malinconia che sa di sconfitta.
– Non è come pensi – sibila a denti stretti lei, chinando gli occhi – E’ stato lo spirito santo -.
– Ah, si chiamava così?-.”
Non si sa, quella sera di sabbia triste, come andò a finire.
Si sa solo che, da un certo punto in poi, di Giuseppe nei vangeli non si parla più. E vorrei ben vedere.

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Fede e Scientology

Secondo la neouscita biografia non ufficiale di Tom Cruise, Tom Cruise in realtà sarebbe il numero due di Scientology. E sua figlia, poi, sarebbe nata dalla fecondazione, avvenuta durante le registrazioni di Dawson Creek, dell’ovulo della moglie di Cruise con il seme di Ron Hubbard, fondatore di Scientology. Anche David Beckam, dicono, si starebbe convertendo a Scientology.
Scientology, Scientology, Scientology.
Ovvero quella Chiesa secondo cui siamo tutti frutto non del caso, non di Dio, ma
di una sorta di super alieno saggio e potentissimo. Che sa passato, presente e futuro. Che creò mondo e dintorni con lo schiocco delle dita, divenendo di diritto imperatore della nostra Galassia: Riccardo Illy.

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Buongiorno

A soli tre giorni dal via, quest’anno ho (già):

1) preso un’influenza intestinale;
2) bucato la ruota posteriore del mio scooter;
3) vomitato;
4) perso il mio giubbotto in un locale,
con annesse chiavi di casa, dell’auto e del posto in cui lavoro;
5) visto un confronto televisivo tra Giuliano Ferrara e Marco Pannella.

Nonostante questo. Nonostante tutto questo, mi sento bene. Molto bene. Libero, quasi.
Sarà che invecchio.

Buon 2008 a tutti.

moltonatalizio1
Il paparazzo è, naturalmente, Benny.

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Alitalians

Sempre su Alitalia, Giuseppe ha detto la sua. Che è come la mia, ma senza Carla Bruni.

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