Senti un po’

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In esclusiva per PC, notevole pic del tornado che ha fatto un bel po’ di bordello il giorno che sono tornato dalle vacanze.
A detta dell’autore, che senz’altro ne sa più dei metereologi (che quel giorno davano sereno variabile), non si chiama tornado, ma "tromba marina", "si è formata davanti alla baia di Sistiana e si è distrutta quando è arrivata sulla costa".

Creative Commons? Sto cazz’.

© Tomaž Stefani.

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We’re moving

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Nel mio bagno, come in tutti i bagni del mondo, c’è una pila enorme di carta da leggere. Tra i soliti venerdì di Rep e Magazine del Corriere, la mia scelta di oggi è caduta su un Tex del 1983, gran annata, tralaltro. Costava 800 lire e no, non ho idea di chi tra i miei compagni di casa possa averlo comprato.
S’intitola "Il segreto della Sierra Madre": una spedizione per ritrovare un tesoro Atzeco, degli omicidi, e Tex e Carlson che cercano di trovare l’assassino. Bella storia, bella grafica, battute un po’ machiste. A pagina 83, per esempio, Tex fa a Kit: "Nessun sospetto su chi possa essere?", e lui "Per me è più buio che nella gola di un negro".
Nella gola di un negro. Giusto per registrare il muoversi dei confini, dei costumi: oggi sarebbe inconcepibile. O almeno censurabile, almeno razzista.
E che io ci abbia fatto caso non so se mi fa sentire più vecchio o più meglio.

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Ovvero: rompersi i coglioni è rivoluzionario.

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Terzo mondo

Un commentatore RAI, dopo un abbraccio tra due atlete olimpiche sul podio del lancio del peso, ha appena detto che è un piacere vedere questa sportività, "specialmente tra le donne: di solito le donne si odiano tutte".

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Ma va?

birra_peroni_collo_cortoDalle sagge paginone del Corriere, finalmente è arrivata la conferma scientifica che non è lei che non è abbastanza bella, sei tu che non sei abbastanza ubriaco.

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E se Fulvio Abbate fosse solo un genio?

Sempre sulla Betancourt-meraviglioso-regalo-di-compleanno, qualche dubbio se l’è fatto venire anche Teledurruti.

(e lui no, non è noioso).

PS: E pure Califano, con la consueta aplomb: "Stavo bene senza de lei, potevano risparmiarcelo ‘sto ritorno".

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La faccia come il book

n1126327690_7817Il profilo di W in facebook non è un fake. Nel senso che, a differenza di molti altri miei amici in fb, tipo Babbo Natale, Papa Ratzinger, Madre Teresa di Calcutta, lui ha davvero un team di gggiovani esperti che gli cura la sua pagina personale. E quanto vorrei scambiarci 2 chiacchiere, con questo team, quanto.
Facebook ha una funzione, che ti permette di far sapere a tutti i tuoi amici, cosa diavolo stai provando, facendo o pensando.
Così, nelle ultime due settimane, sappiamo che il fantoccione virtuale di W, che si presenta con la faccia sorridente dei manifesti elettorali, ha pensato che “L’Italia vive la crisi più drammatica dal dopoguerra in poi”, che “Ieri è stato bello e commovente vedere le immagini di Ingrid Betancourt libera, questo è stato per me un bellissimo regalo di compleanno”, che “E’ intollerabile attaccare il Capo dello Stato”, e che “oltraggiare l’inno di Mameli è inaccettabile”.
E’ andato su Repubblica e sul Corriere, poi, inveendo contro la decisione di Mediaset di fare causa a YT, dicendo che “la rete è libertà. Altro che far causa a YouTube, servono nuove regole”, geniale. Qualche giorno fa “ha telefonato a Romano Prodi per gli auguri di compleanno”, e proprio ieri, pensava “Complimenti Federica! Oro e record! Così fanno i campioni!”.
Ora. Trovo davvero difficile trovare una persona di intelligenza medio-bassa che riesca ad inanellare una serie di cazzate simili. Tutte assieme, intendo.
Perché l’Italia è in crisi da quando io posso ricordare il nome di questo Paese, perché Ingrid Betancourt non è un regalo di compleanno, perché il capo dello Stato è attaccabile, come tutti, come l’inno, che è una canzone, perché certo che la rete è libera, ma bisogna saperla usare, perché del compleanno di Prodi, sinceramente, cazzomene, e la machata sui campioni sembra appena uscita da uno spot dei ringo.
Ma c’è una cosa, che mi deprime. Non è solo che non sono d’accordo su niente, di quanto viene scritto dai W-boys di fb. E’ che credo, temo, che W sia davvero questa cosa qui. Non cattivo. Non incapace.
Noioso, che è peggio.

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