Il profilo di W in facebook non è un fake. Nel senso che, a differenza di molti altri miei amici in fb, tipo Babbo Natale, Papa Ratzinger, Madre Teresa di Calcutta, lui ha davvero un team di gggiovani esperti che gli cura la sua pagina personale. E quanto vorrei scambiarci 2 chiacchiere, con questo team, quanto.
Facebook ha una funzione, che ti permette di far sapere a tutti i tuoi amici, cosa diavolo stai provando, facendo o pensando.
Così, nelle ultime due settimane, sappiamo che il fantoccione virtuale di W, che si presenta con la faccia sorridente dei manifesti elettorali, ha pensato che “L’Italia vive la crisi più drammatica dal dopoguerra in poi”, che “Ieri è stato bello e commovente vedere le immagini di Ingrid Betancourt libera, questo è stato per me un bellissimo regalo di compleanno”, che “E’ intollerabile attaccare il Capo dello Stato”, e che “oltraggiare l’inno di Mameli è inaccettabile”.
E’ andato su Repubblica e sul Corriere, poi, inveendo contro la decisione di Mediaset di fare causa a YT, dicendo che “la rete è libertà. Altro che far causa a YouTube, servono nuove regole”, geniale. Qualche giorno fa “ha telefonato a Romano Prodi per gli auguri di compleanno”, e proprio ieri, pensava “Complimenti Federica! Oro e record! Così fanno i campioni!”.
Ora. Trovo davvero difficile trovare una persona di intelligenza medio-bassa che riesca ad inanellare una serie di cazzate simili. Tutte assieme, intendo.
Perché l’Italia è in crisi da quando io posso ricordare il nome di questo Paese, perché Ingrid Betancourt non è un regalo di compleanno, perché il capo dello Stato è attaccabile, come tutti, come l’inno, che è una canzone, perché certo che la rete è libera, ma bisogna saperla usare, perché del compleanno di Prodi, sinceramente, cazzomene, e la machata sui campioni sembra appena uscita da uno spot dei ringo.
Ma c’è una cosa, che mi deprime. Non è solo che non sono d’accordo su niente, di quanto viene scritto dai W-boys di fb. E’ che credo, temo, che W sia davvero questa cosa qui. Non cattivo. Non incapace.
Noioso, che è peggio.