Ma quando passa, sta crisi?

Sono salito sul treno, mezz’ora fa, e mi sembra di esserci da un mese. Carrozza 4, posto 53. Nel posto vicino al mio c’è una ragazza americana che legge il New York Times. È bionda e ha gli occhi tristi. Mi siedo e mi innamoro subito della sua solitudine e del suo sguardo. Mentre il treno si muove, lei si gira verso il finestrino, sembra addormentarsi, è perfetto.
Le appoggio una mano sulla spalla: – Do you wanna me to wake you up when we’ll arrive in Venice?-, le susurro sorridendo.
Lei apre gli occhi, quegli occhi bellissimi, e mi guarda:- Ma che cazzo di lingua parli?-

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Tanto noi si vota Mill

vota-millNoi. Per chi  invece  no, ecco i rumors (e i tremors) per le prossime europee. Non riesco a trovare “Debora Serracchiani”.

Nel collegio Nordovest è data ormai per certa l’imbarazzante candidatura di Sergio Cofferati, quello che non poteva rimanere a Bologna per stare vicino alla famiglia. Oltre che di Cofferati si parla anche delle candidature di Gianluca Susta (uscente), Antonio Panzeri (uscente), Patrizia Toia (uscente), Francesco Ferreri (uscente, sessantatreenne). Volti nuovi? Per il momento si fa solo il nome di Lorenzo Forcieri: sessant’anni, ex sottosegretario alla difesa, parlamentare dal 1992.

Collegio Nordest: il capolista sarà nientemeno che Vittorio Prodi (uscente, settantaduenne). Altri candidati Luciano Vecchi, eletto per la prima volta parlamentare europeo nel 1989 nelle liste del Pci, e Flavio Zanonato, che in barba al regolamento del Pd vuole candidarsi sia a sindaco che a europarlamentare.

Francesco costa

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Ma il milanese come fa

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Mi son svegliato/2

Dicevo: ora pensate a Rutelli.

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Mi ricordo che lo si escludeva

Strepitosa intervista di Violante al Corriere che spiega come e perchè di B., l’attuale dirigenza della sinistra, non ha mai capito nulla.

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Carlucci, scrivi anche a me una lettera di libertà

Lo state of the net o sarà di polizia o non sarà. Nel pacchetto sicurezza in discussione in Parlamento ci sono delle norme pacco che non esistono in nessun Paese normale, nessun Paese in cui le regole che riguardano internet sono scritte da gente che in internet ci è stato almeno una volta o due.

Intanto: tra i promotori principali ci sono Gabriella Carlucci ed Alessandra Mussolini. Cioè una che fa un programma che si chiama Mela Verde, e da una la cui unica relazione con internet consiste nel girare di alcune scene di film di serie B anni ’80 che la ritraggono in pose molto poco diopatriafamiglia, utilizzate per la masturbazione dagli attivisti di estrema destra.

Lo stato di polizia è dovuto alla norma per cui chiunque navighi o faccia qualsiasi cosa in internet si deve, in internet, presentare con nome e cognome. Niente più film porno. Niente chat erotiche on line. Niente più incontri a sorpresa. Niente più blog di poesie orrende. Niente più scaricamento di qualsivoglia tipo di musica o altro – tipo porno, ad esempio (che poi sembra serva proprio a questo, altrocché pedofilia).

Ora, come testimonia parolecomplicate e la mia storia personale, non si può certo dire che io sia ideologicamente contrario a dare un nome ed un cognome alle cose che uno scrive. E non si può neanche dire che io sia un fricchettone in battaglia contro il potere delle major e i diritti d’autore. Dico solo che se il parlamento italiano ci toglie per legge la possibilità, anche in internet, di essere chi si vuole o di non essere,  ci nega una delle più belle libertà piovuteci addosso negli ultimi anni. Ci ammazzeremo dalla noia.

(per ragioni di contraddittorio e per una riflessione meno romantica ma più seria su questa cosa, si consiglia)

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Chissà che bestemmie

Pierluigi Odifreddi, quello che ha dimostrato che dio non esiste, è appena stato licenziato.

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Ditelo anche a Riotta

Debora Serracchiani, da Cussignacco a Madrid.

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Huffington Villesse

Macchè mobili. Il mio paese natale, tra un po’, diventerà tipo Mirafiori. Tipo.

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Mi son svegliato

Ma dico, avete sentito come parla bene? E avete inteso cosa dice? Avete colto la forza dolce della rivolta, nelle sue parole vere? Il coraggio dei no? Avete visto come ride, come si muove? Le avete visto gli occhi? Ne avete percepito l’intelligenza pura, le idee nuove, antiche, semplici? L’avete sentita mentre si emoziona, mentre ci emoziona? Bene. Ora pensate a Rutelli.

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Stupri che non lo erano

Giusto così, per gradire. Tutto il circo televisivo, radiofonico e giornalistico, per tutti i primi mesi dell’anno, sembrava non avere altro scopo di vita che non le elucubrazioni onanistiche sull’urgenza indotta del momento, gli stupri.

Tintinnare di manette a porta a porta, servizi con testimoni e criminologi a Matrix, – ma, ancora più agghiaccianti – trasmissioni mattutine con la d’Urso e pomeridiane con la Perego che invocavano a gran voce la castrazione chimica. Vittime sacrificali prescelte, capri, volti, erano i due rumeni-della-caffarella ed un ragazzino accusato di aver stuprato una ragazzina ad una festa di capodanno a Roma. Quest’ultimo che aveva pure, sfiga sua, concesso un’intervista a Studio Aperto poco prima del fattaccio (dicendo quello che Studio Aperto gli ha sempre insegnato bisogna dire in tv, divertitevi-ma-non-bevete, divertitevi-ma-non-bevete). I due rumeni sono stati sbattuti in prima pagina e in prima serata, in manette, nonostante una norma lo vieti. Si sono tessute ed autotessute le lodi di polizia e carabinieri, che hanno agito da segugi, bloccando la fuga dei due verso chissà dove. Volti incipriati da tutti i telegiornali o quasi ci sono venuti a giustificare la gente che, fuori dalle caserme dove avvenivano gli interrogatori, gridavano al linciaggio dei tre. Una deputata radicale, per aver denunciato i pestaggi subiti dai due rumeni, in caserma, da giustizieri della notte protofascisti vestiti da poliziotti, è stata inondata da mail che le auguravano di essere stuprata e di morire nel malriuscito tentativo di abortire il figlio frutto della violenza. Il sempre saggio Gasparri, da porta a porta, in un italiano scadente si è scagliato contro i giudici che hanno concesso i domiciliari al ragazzino presunto stupratore. Il frinire di cicale si è protratto così forte che il governo non ha potuto fare a meno che emettere un provvedimento d’urgenza che, fottendosene dei principi più elementari dello stato di diritto, ha imposto (e impone) ai giudici di sbattere dentro, senza processo, chiunque sia sospettato di questo tipo di reato.

Negli ultimi giorni sono successe due cose. Il test del dna ha dimostrato che i due rumeni, con lo stupro, non c’entravano nulla; e ieri un giudice ha stabilito che quella sera, a Roma, la ragazza ha fatto sesso in modo consenziente. Immagino si faranno trasmissioni e prime pagine su questo, adesso. Un titolo potrebbe essere, ad esempio: “Scusateci, siamo degli stronzi”, chiuse virgolette.

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Festa del papa

Gliela stanno facendo, la festa: Francia, Germania, Ue e Italia. Scherzo.

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Quando c’era lei

Niente paura: a difendere lo Stato di Diritto, in Italia, ci pensa Mussolini.

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Le cose importanti

Certo, è tutto bellissimo. E certo, sarò pure un utente tired e non wired. Ma baratterei all’istante un paio di copiaincolla, due o trecento applicazioni, un blutooth stereo e tutte le visualizzazioni panoramiche del mondo per una batteria che mi duri almeno due giorni. Uno e mezzo, dai.

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Sono d’accordo

IN VOLO VERSO IL CAMERUN PER IL PRIMO VIAGGIO IN AFRICA

Il Papa: AIDS non si supera con i preservativi

Benedetto XVI: anche l’autoerotismo non è niente male

Il Papa a Fiumicino in partenza per l'Africa (Ansa)
Il Papa a Fiumicino in partenza per l’Africa (Ansa)

ROMA – L’epidemia di Aids «non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi»: è quanto ha affermato Benedetto XVI, in volo verso il Camerun per il suo primo viaggio apostolico in Africa. Il Papa ha sostenuto che la produzione di anticoncezionali maschili (“condoms“, in inglese) sta contribuendo in modo drammatico alla scoparsa degli alberi da gomma della Foresta Amazzonica. La salvaguardia dell’ecosistema sudamericano, tema da sempre caro al Pontefice, sarà oggetto di una campagna di sensibilizzazione finanziata con i proventi ottenuti dalla vendita di rosari a Lourdes. Lo slogan: “Seghe sì, ma non in quel senso“.

SOLITUDINE – «Non mi sento solo in alcun modo», ha poi detto Benedetto XVI, aggiungendo di essere circondato da amici, collaboratori e vescovi.

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Resistere, resistere, ma anche no

Alle ore 15, ora di scadenza per la presentazione degli emendamenti sul testamento biologico. Il totale aveva superato il numero di 2500, di cui il 20% suggerito via web, presentati dai senatori Radicali.  […] Sono invece 173 gli emendamenti complessivi messi a punto dal gruppo e dai singoli senatori del Pd sul ddl Calabrò.[…] 16 a firma di Ignazio Marino. (*)

vota-mill

Non sai come reagire all’insipienza del maggiore partito di opposizione italiano? Non ti senti rappresentato? Temi per i tuoi diritti fondamentali, che nessuno in parlamento difende, radicali a parte?

Aderisci alla campagnaAlle Europee vota Mill“, promossa da PC e da un paio di gruppi satellite .

Un grande scozzese per un grande Paese. (la Scozia)

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E’ che non riesco a dormire là, a Milano

0.29 (18 ore fa)

vado a londra il 22, e torno il primo aprile.
il 21 vengo a milano per un appuntamento, e quindi resto la, e parto direttamente da milano per londra. così facciamo serata a milano, ue’, figa.

0.43 (18 ore fa)

Teeeek

0.45 (18 ore fa)

Eeeh?

0.48 (18 ore fa)

Teeek, vuol dire: ciaptla qua e porta a casa.

0.47 (18 ore fa)

Ma non ha senso!

1.21 (17 ore fa)

Nulla ce l’ha.

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Le parole giuste

Paolo Cendon per un approccio antropologico, attento, realistico, analitico, semplice, laico, immediato, cinematografico (contro quello rozzo, violento, agressivo, arrogante, spocchioso, del ddl Calabrò e degli altri clericofascisti). Prossimamente, su questi schermi, i video della conferenza sulle scelte di fine vita.

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Forse Franceschini è boba

Ci sarà pure la crisi economica mondiale, si staranno pure perdendo centinaia di migliaia di posti di lavoro, sarà pure l’inverno più caldo degli ultimi sessant’anni, ma questo scambio tra B e Franceschini ha qualcosa di straordinario.
Cattocomunista! – e l’altro – Clericofascista! –
Straordinario.
Passi per il “cattocomunista“, che poi è quello che B dice a più o meno tutti quelli che hanno avuto la disgrazia di trovarsi a guidare la gente di là; B ha la fortuna di avere l’elettorato più noioso d’Europa, altrimenti qualcuno glielo avrebbe urlato di cambiar disco. Anche perchè così si fanno incazzare sia i comunisti, che si vedono assimilati a dei mangiaostie, sia i catto(lici), che non sono dei frutti tropicali, ma tanto quanto i frutti tropicali non sopportano d’esser tacciati di comunismo.
Clericofascista“, l’ho già detto?, è straordinario.
Chi l’avrebbe mai detto (in tutti i sensi possibili)? W no di sicuro, ad esempio, lui avrebbe detto: ” .” D’Alema l’opusdeista avrebbe dichiarato che non c’è niente di male, diciamo. Prodi ha inventato il PD, e avrebbe messo all’angolo B con un perentorio “Eeeee.”
France invece no. “Clericofascista!”. Ovvero “clerico“, colui che se ne fotte della fede ma non del Vaticano – in tutte le sue declinazioni medusacee, e “fascista“, per definizione colui che non rispetta le libertà altrui, che non le riconosce nemmeno. Al di là del fatto che la parola reca una potenza dialettica strepitosa, da libro antico, pensavo che, insomma: forse è anche vero.

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Iscriversi ai radicali, tipo

Carlo Giovanardi nella conferenza governativa sulle droghe di oggi, a Trieste, ha dichiarato che uno dei modi per uscire dalla tossicodipendenza è la cristoterapia. (rimane da capire, poi, quali sono i modi per uscire dalla cristoterapia)

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