Napulè

“stai per entrare nel mondo della verità, nel luogo della bellezza assoluta”

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L’Italia è una repubblica democratica fondata su parolecomplicate

– Hei, vieni con noi al concerto del primo maggio?
– Nono, non posso: non mi sento bene.
– Che hai?, ti ha lasciato?
– Di nuovo?! Nono, davvero, è che ho voglia di stare un po’ coi miei.
– Ma se tua madre ti odia! Eddai!
– Che c’entra, c’è il mio gattino.
– Ma che gattino, su! È la festa del lavoro! Dei diritti, del valore fondante di questo Paese!
– Guarda, ho sempre avuto qualche problema con i sensi di appartenenza. E poi, da giovedì c’è il liveblogging di parolecomplicate da Napoli.
– Il liveblogging?! Di parolecomplicate?!? Da Napoli?!? Pazzeeesco!
– Eh sì.
– Fatta. Rimango a casa anch’io. E poi, sai, Epifani mi è sempre stato un po’ qui.
– Appunto.
– E anche Vasco.

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Almeno quello, va’

Oggi Milano si è risvegliata sotto una fitta coltre di sole.

fioridicasa

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Un porco, oddio!/2

maiali

Vincino

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Un porco, oddio!

Parolecomplicate invita a non credere a nulla di questa storiella sui maiali che infettano come in uno zombie movie gli uomini inermi, che muoiono a centinaia di migliaia fino all’estinzione della razza e alla fine del mondo (il nostro, almeno). C’avevano già provato con la mucca, con le galline, con la Spagna in generale. Erano cazzate. Il mondo non finirà, un po’ me ne dispiaccio, e noi vivremo per sempre facendo l’amore tra petali di viola e barbecue.

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Il conflitto di interessi ai tempi di Rep.it

milan

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Scelte di fine vita: i video

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Chi ricorda il convegno promosso durante l’attacco clerico-fascista ai nostri corpi inermi di qualche tempo fa non starà aspettando altro che i video dell’incontro, immagino. Per farsi un’idea del caso Englaro che sia scientifica, pacata, antropologica, antimperialista, che vada oltre portaaporta.

I video del convegno sono disponibili.

La prima parte: Giorgio Berlot (anestesista), Giampaolo Dolso (costituzionalista).

La seconda: Matteo Bellina (penalista), Fiora Bartoli (farmacologa e bioeticista)

Il tutto chairmanato da Paolo Cendon.

Non sono semplici video, naturalmente. Gli organizzatori, nonostante i mezzi insufficienti e pericolosi a tratti, hanno fatto di quello che doveva essere un banale documentario un film espressionista, un quadro di Pollock. In particolare, quello che ha girato e montato il tutto: secondo me ha talento, ne ho nostalgia.

PS: riceviamo mail di utenti linux che non riescono a vedere o scaricare i video. Le soluzioni sono due. La prima è smettere di fare i freak, e ritornare a Windows (xp, però). La seconda è esserlo ancora di più e passare a Mac.

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Valere la pena

Ma vorrei sapere: quale uomo non lo farebbe? Esci a cena con una, bellissima, sexy, calze a rete nere. Ma lei non dice una cosa intelligente dagli anni ’70, ti annoi un po’ e non si mangia benissimo. Allora, mentre sbaglia sintassi per la terza volta nell’ultimo minuto, te ne esci dicendo: “ascolta, se me la dai ti mando in parlamento”. Chi non lo farebbe? Nessun problema di imbarazzi, nessun problema di altre cene, di altre rose, di altri no. Dammela e ti mando in parlamento. Lui lo fa da un po’ e, nonostante tutti gli rompano le palle, se ne fotte.  Sarà pure poco femminista, ma è la Dottrina B sullo scopare senza perdere tempo: le tette sono la continuazione della politica con altri mezzi.

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Di notte le ragazze sembran tutte belle

Ultimamente torno quasi sempre abbastanza tardi, la sera. Torno a piedi, guardo le vetrine spente, incontro gente che lavora di notte, non sento che silenzio e penso che Milano è proprio bella. Penso anche che il bello di Milano di notte ha una spiegazione: l’assenza di macchine. Penso che anche Roma, che è già bella di suo, potrebbe diventare bellissima, di giorno, senza macchine. Penso lo stesso di Napoli. Magari anche di Bari, ma ancora non lo so perché non ci sono mai stato. Penso sempre, quando torno di notte, che dovrebbero porsi tutto lo stesso obiettivo, da grandi: vivere in un posto in cui non serve l’automobile, fare in modo di poter vivere in un luogo in cui ci si muove con i mezzi, in bici, a piedi. Non per l’ambiente, non per la benzina né per i parcheggi: per estetica. Bisognerebbe seriamente mettersi a pensare a città senza auto, ecco, perchè vivere circondati dal bello rende liberi, rende felici, e gli operai della Fiat si possono sempre reinventare giardinieri. Mentre stavo per arrivare a casa, avvolto dalla quiete e dalla dolcezza semplice della mia città ideale, ho avuto come la sensazione di essere in leggera controtendenza.

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Ma almeno

La sinistra è veramente nei guai.
Lo è perché questo Paese è di destra: moderata e post-democristiana, ma destra; poco liberale e pochissimo libertaria, ma destra. Negli ultimi tre lustri tutto era sembrato possibile: ma adesso che questo Paese si è infine identificato in Silvio Berlusconi, superando resistenze e dubbi anche comprensibili, fargli cambiare idea sarà difficilissimo. Anche perché questo Paese, di converso, non è di sinistra: e la sinistra italiana, di fronte a questo, resta divisa tra chi pensa che la sinistra debba perciò cambiare il Paese e chi pensa invece che il Paese, per com’è, debba cambiare la sinistra: rendendola più simile e consonante a ciò che gli italiani semplicemente sono.

Beninteso, sarebbe anche normale una sinistra che fosse divisa tra una parte più realista e governativa e una parte più utopica e di opposizione: il problema è che a spaccarla, a cannibalizzare ogni riflessione ed evoluzione di sinistra, c’è un partito di destra: l’Italia dei Valori, la peggiore destra possibile.
A dilaniare la sinistra c’è un omone che non pensa che a sinistra ci sia troppo antiberlusconismo, ma che non ce ne sia abbastanza. Francesco Piccolo, su l’Unità di ieri, ha scritto: «Quindici anni di berlusconismo hanno prodotto un pensiero pericoloso e piatto… ognuno di noi ha imparato a solidarizzare con un sacco di persone che non gli piacciono». L’hanno imparato anche a destra, ma almeno sono al governo.

Filippo Facci

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Qualcosa di civile

Contro il dilagare del qualunquismo mocciano, degli emo, dei ggiovani in ggenerale, a Roma hanno tolto i lucchetti dalla fontana di Trevi. Il governo spagnolo, visto l'”intollerabile affronto al cattivo gusto”, ha richiamato l’ambasciatore.

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Not in my name

Nasce illy issimo, la prima bevanda di caffè “ready to drink”

Il lancio ufficiale a ZonaTortona 2009

image003Tutto l’aroma del caffè illy racchiuso in una lattina dal design accattivante: nasce illy issimo, una linea di bevande di caffè da consumare fredde, frutto dell’unione tra illycaffè e Coca-Cola.

illy issimo Coffee Drink, dal colore intenso e dal profumo deciso, è la prima bevanda ready-to-drink a base di solo caffè illy, disponibile in una lattina da 150 ml.

Pensato per un pubblico giovane, dinamico, curioso e cosmopolita, illy issimo offre un nuovo modo di gustare il caffè.

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Paura, eh?

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Chi l’ha detto?

«Santoro non potendosela prendere per ragioni di stipendio con Berlusconi, grazie alle blasfeme vignette di Vauro se la prende con Gesù Cristo e la sua Santa Passione. Un’indecenza vergognosa»

a) Papa Benedetto XVI

b) Luca Volontè

c) Papa Benedetto XVI

La soluzione qui.
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Salvare l’estetica

Dopo Debbora Serracchianni, che è bella, bellissima, il PD candida alle Europee quel figaccione di David Sassoli.

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Se un dio esiste, mandi qualcuno a spiegare chi è Pallelesse

In anteprima su parolecomplicate l’estratto di un articolo di Repubblica che uscirà tra qualche giorno  su un fenomeno di costume molto diffuso, da qualche ora.

MILANO – Nella blogosfera non si parla d’altro. La rete è impazzita, negli ultimi tempi, su una questione frivola ma piuttosto significante: chi è il signor Pallelesse?

Qualche giorno fa sul Foglio il Giulianone nazionale, nel rispondere ad una lettera di un affezionato lettore sul nuovo libro di Vito Mancuso e Corrado Augias, ha apostrofato lo stesso Augias con l’epiteto misterioso. Signor Pallelesse. Facebook è ormai in pieno subbuglio. Sono nati gruppi di indagine tipo “Quelli che si chiedono chi sia il Signor Pallelesse”, oppure “Quelli che non sanno come si pronuncia ‘Pallelesse'”, o gruppi di indirizzo come “Quelli che Pallelesse è francese: si pronuncia ‘pallelèss””.

Paolo del Debbio, raggiunto dal nostro corrispondente, sostiene che Pallelesse (pronunciato “Pallelèss”) sia il soprannome da bambino del cognato di Barney Panofsky. Mario Giordano è più cauto e si trincera dietro un “stiamo studiando la questione”. Ma a Studio Aperto, nei prossimi quattro giorni e mezzo non si parlerà d’altro.

Il termine, intanto, è balzato al primo posto nella classifica delle parole più ricercate su Google, superando parole come “terremoto” e “teiera”. Nell’attesa di una chiarificazione sul punto, i lettori di Repubblica.it potranno partecipare al sondaggio: “Secondo voi Pallelesse è palindromo?”

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Annozero (:titoli)

Da circa 3 o 4 anni non ho una televisione in camera. Da circa 5 non ho un soggiorno. Da 6 o 7 non mangio un pasto in cucina. Questo mi porta a non seguire Annozero.

Essendo invece i giornali in internet, ed essendo consultabili più velocemente di una puntata in streaming di Annozero, quelli li leggiucchio.

Mi sembra interessante sapere come la pensino sull’ultima puntata di Annozero Fini, Berlusconi, la mia Emma, il non mio Gasparri e Franceschini. Mi sembra preoccupante che nessuno abbia spiegato quale sia il problema.

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Non tutti i mali/2

………………………………………………………………………………………..”populisti!

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Pero

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La tragica conclusione del mio terzo libro

– I tuoi post mi fanno morire dal ridere! –

– Sono un uomo pieno di senso dell’umorismo: vuoi sposarmi? –

– Scherzi?! –

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