Repubblica ha parolecomplicate nel reader

Loro vanno solo più a fondo nelle notizie: l’opera in questione è un plagio. E’ che hanno più tempo.

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Ops #3

Caro Dio, quando nelle preghiere ti chiedevo di far arrestare quell’ultrasettantenne che ha sempre e solo lavorato nello spettacolo, che dà festini a base di cocaina e che ha rapporti anali con minorenni che sperano di diventare famose,  non intendevo Roman Polansky.

(da un’idea di Michele Boroni)

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Anche il nostro

poh

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Che vitaccia

Il Papa: “Il divorzio, la convivenza e le famiglie allargate rovinano la vita di molti bambini.” E non tanto perché si rompe il sacro vincolo, non ci si sposa o i genitori perdono di centralità. E’ che poi tocca sempre a loro, tirarli su di morale.

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Por supuesto

Dell’amore, della morte e di Paesi più avanzati del nostro.

Riceviamo e, senza dirlo alla mia coinquilina, pubblichiamo il messaggio di un affezionato aficionado su un’iniziativa piuttosto dolce. Antefatto: in quello che gli orrendi Ska-P assieme agli ambientalisti chiamerebbero “tempio del machismo fascista” un torero viene sponsorizzato da una bibita gay. Lo pensereste possibile, nel calcio?

toro

Pensa che la tauromachia è spesso accusata di franchismo dai catalani (milanesi di Spagna) e che la notizia che fa scalpore per mundotoro è il fatto che si stampi la pubblicità sul capote (questo è davvero scandaloso), non il fatto che un torero possa rappresentare un’icona gay (il che sarebbe scandaloso solo nell’Italia nazi-alemanno-berlusconiana). Inoltre nel dramma della tauromachia intesa come danza di morte,  il ruolo femminile, sin dai tempi di Belmonte, è scritto per il torero.

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Finiti

Brunetta: “La sinistra sta preparando un colpo di stato”. Ah, ecco dov’erano finiti tutti.

Spinoza

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Make love not lav

A quali vette d’inettitudine giungiamo noi umani, Monna Morte, quando ci mettiamo. Quanto in giù riusciamo a scavare, dopo aver raggiunto il fondo.

Esiste, Monna Morte, un’associazione a delinquere che va in giro dicendo che per sperimentare medicine per curare gli umani non si dovrebbero sacrificare animali. Questi eco terroristi odiano la tua bellezza, e quindi l’uomo. Amano alla follia apparire, però. Succede quindi che si sgolino, attaccati alla parte lercia del red carpet, perché un regista ha portato in scena un capro, un bue, quasi un toro, facendolo uccidere come si uccidevano i capri in tutto il mondo: con un punteruolo conficcato in fronte. Anche nel Tempio accade, a volte.

In nome del pensiero unico che ti vorrebbe dimenticata, i nazisti dell’esistere al silicone chiedono al regista perché, “volendo rappresentare un atto efferato dell’epoca rappresentata nel film, non ha scelto di utilizzare degli effetti speciali“. Perché non ha rinunciato alla tua magia, alla tua luce. Perché non ha speso 150 mila euro per un robot e 15 euro per del sangue finto al solo fine di obliarti, Signora della Vita.

Ci vado io a Venezia a spiegarti, Mia Signora. Mi sembra necessario. Perché questi, oltre al tuo mistero, vorrebbero negare anche Brunetta.

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Fuori una

Primi effetti della gestione Marino. Dorina Bianchi si è dimessa da relatrice di quella porcata clericale che è l’indagine del Senato sulla pillola RU486. Paolina, trema: stiamo arrivando anche da te.

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La colazione è pronta, amore

Non faccio altro che ricevere da tre giorni a questa parte notifiche riguardo questa canzone. Si chiama “La Pace può” ed è l’inno del gruppo che vorrebbero vedere Silvio Berlusconi Nobel per, appunto, La Pace. A molte persone l’idea sembra assurda. A me invece sembra che si inserisca perfettamente in una percezione del Presidente che hanno in molti in Italia, che sta alla base del suo consenso e che chi non vi aderisce rifiuta di vedere (e quando vede non riesce a comprendere).

La canzone “La Pace può”, la candidatura al nobel, il sostegno inscalfibile da tutto, il Paese che pur di stargli dietro dimentica storia e principi democratici: non sono che plurime manifestazioni di uno stesso fenomeno di cui we’d better prendere coscienza. Esiste un popolo di Rete4. E non è una notizia.

E c’è un’altra cosa, altrettanto grave. E’ Loriana Lana. Forse vi ricorderete di lei per opere come “Mosè il principe del deserto”, “Due minuti un libro”, “Il tappeto volante”, “Applausi”, “Fossi un tango”, “Carnevalissimo. Accadde per magia”, “Tempo di rumba”, “Sono diventato etero!”. Loriana ha scritto per Silvio una canzone che si chiama “Silvio forever“. Testo e parole sono di gran lunga peggiori de “La Pace può” e Loriana è l’unica Testimonial-di-Eccezione dell’iniziativa del nobel. L’unica.  Esiste una speranza. E non è una notizia.

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Quanto sono liberale

Siccome è sempre meglio un giornale in più che uno in meno. Siccome è giusto e bello che sboccino mille fiori e si scontrino mille scuole. Siccome se gli son tutti contro qualcosa di buono dovrà pur dire.  Siccome Ignazio Marino, Abbate e Colombo. E nonostante Travaglio, Grillo e le forche. Il Fatto Quotidiano, solo per oggi, online.

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Egalité

Ancora tette e culi, a parolecomplicate. E Analytics si impenna.

Qualche giorno fa, a proposito di Videochracy, si era detto a don Franceschini che se alla tele non ci sono più donne, traformate come sono tutte in fiche, non fighe, la colpa è non del mercato ma della sua assenza.

Ieri mi è capitato di vedere Il corpo delle donne. Qui c’è il sito, con tanto di blog, ma è meglio vederlo da qui, ché va più meglio.  Il corpo delle donne è un documentario di 24 minuti sulla macelleria messicana che è diventata la nostra tivvù. Su donne costrette a rimanere imprigionate per ore sotto un tavolo in plexiglass. Su labbra che sembrano cannotti. Sul dominio dei gusti maschili e machisti anche nelle pubblicità che si rivolgono a donne. Il documentario è bello e molto più sensato di Videochracy.

Pensavo, però, che ci sono alcune donne che aspirano sinceramente a diventare tette e culi. Ci sono donne davvero stupide e meravigliose che vogliono diventare veline. Me lo dicesse mia figlia ne apprezzerei la libertà, dopo averla fatta accomodare fuori casa. Visto che non ho figlie, insomma.

In Francia sono femministi. Al parlamento francese è stata presentata una proposta di legge per combattere l’ “immagine distorta dei corpi femminili nei mass media“. In Francia il problema non è tanto la tv francese quanto le pubblicità e i film americani. Che in confronto ad una qualsiasi trasmissione del pomeriggio in Italia sono tipo l’Albero Azzurro. Sarkozy vorrebbe far mettere un disclaimer accanto ad ogni tetta pompata, ad ogni ruga stirata e ad ogni chiappa rialzata con photoshop. Il disclaimer reciterà: “Ma amore!“.

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Le parole giuste

(e dice anche “io sono greco”)

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Ieri

Era il venti settembre, che ad alcuni ricorderà il meglio conosciuto XX settembre. E’ passato un  po’ in sordina, non so come mai. Il venti settembre, che è dolce quasi come il XX settembre, è importante per due cose. La seconda è che è una data molto usata come nome per vie e viali.

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Benissimod

spacerquadrophenia

Che la situazione della libertà di stampa in generale si stia facendo davvero pesante non se ne sono accorti solo quelli del Corriere e di Wired. Sarà per tutti gli al lupo al lupo degli anni scorsi, forse. Fatto sta che oggi l’appello di Rep è stato firmato anche da Ace Face, aka Gordon Matthew Sumner, in arte Sting. Rabbia e ciclostile.

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Plug in, baby

Simona Ventura, il dipendente pubblico italiano più sopravvalutato di sempre, non conosce affatto i suoi ospiti.

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Pssst, Ministro…Ministro!

Adriaaaaanooooo

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Aspettare il ritorno

Sempre per continuare la battaglia culturale per una percezione laica della morte. La vicenda dei militari italiani mi ha scosso meno di altre. Ora, obiettivamente: ma che mestiere facevano, questi sei ragazzi? I soldati. Che cosa fanno i soldati? Vanno in guerra. Cosa succede in guerra, da quando l’uomo esiste? Si muore. Allora, primo punto: non c’è niente di strano se un soldato muore in guerra.

Eppure tutto ‘sto clamore sui giornali. Mi chiedevo perché, soprattutto in Italia. Come noto, essendo un paese del terzo mondo, da noi muoiono sul lavoro 4 persone al giorno. 1.200 morti l’anno. A differenza di questi 6, che sono soldati, gli alti 1196 escono di casa la mattina sicuri di tornarci, a casa. Usano le pialle, i martelli, macchinari protetti da brevetti. Le loro mogli ogni sera gli preparano una minestra. Secondo punto: non c’è niente di strano se in un paese poco sviluppato come l’Italia si muore sul posto di lavoro.

E allora perché tutta questa meraviglia?

La ragione è che quei soldati sono simboli. Molte persone non usate al profumo dei fiori sostengono con un pessimo italiano che i soldati professionisti stiano in Iraq e Afghanistan per amore della libertà e della democrazia degli irakeni e degli afgani. Non è affatto così. Ci stanno per lavoro. Ovvero, per guadagnare soldi. Ovvero per guadagnare più soldi di quanti ne guadagnerebbero qui. Niente di male, naturalmente, ma questo è il motivo per cui il loro stipendio è superiore di otto-dieci volte a quello di profili analoghi che esercitano non in guerra. Costi – benefici. Lo Stato paga il rischio della vita che loro, consapevolmente, si assumono. Terzo punto: ogni tanto va male.

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Elegante

Da oggi Corriere.it con il nuovo template realizzato in esclusiva da Dolce&Gabbana.

corr

(Nel senso di Mirco Dolce e Guglielmo Gabbana)

(dopo una pera di crack)

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Blessings of Liberty

Ogni tanto risalta fuori. L’impiccagione di qualche gay in Iran. La lapidazione di una lesbica. Le frustate ad una donna che porta i jeans. Il lancio sul mercato di un costume da donna tipo palombaro per stare in spiaggia rispettando le sure. Qualche marocchina che non vuole togliersi il velo per fare la foto della carta d’identità.

A questo tipo di notizie si alzano due friniti di cicale contrapposti. I feltristi che dicono che, alora, se non gli va bene così, su de dò: cammello e a casa. I frikkettoni che rispondono che no, ratthisti, bbisogna rispettare le altre kulture, le altre scelte, perché ccomunque, la multiethniscità, inthomma.

Io stavo con i frikkettoni. Poi andai in erasmus, in Francia. Dove conobbi ragazzi musulmani a cui sono ancora molto affezionato. Alcuni francesi, altri dalle colonie. Alcuni religiosi, altri no. Per queste persone molto colte la donna è un buco, poco più. I gay vabbé, lasciamo perdere (non ditelo alla mia coinquilina, però).

Negando l’abisso civile che ci separa, la gente tipo Kasarini frikkeggia su conquiste sociali che non è nemmeno degna di pronunciare. L’Europa, così come l’America – l’occidente, insomma – ha radici di libertà. Il cristianesimo, certo, ma anche l’illuminismo, il liberalismo, il socialismo: ci sono diritti, qui, che in altre parti del mondo non vengono nemmeno pensati.

La nostra storia è diversa. Ciò ci rende diversi. La nostra diversità consiste nel fatto che un individuo, qui, può provare ad essere felice in molti più modi che in un paese in cui comandano preti  o dittatori. Un individuo, in occidente, è più libero. E’ il più libero di tutti. Ciò ci rende migliori.

Pordenone è una cittadina tranquilla vicino a dove sono nato. Lì, nel 2009, una ragazza è appena stata uccisa dal padre. Questa specie di vicenda edipica al contrario è successa, nel 2009, perché la ragazza, musulmana meno del padre, stava facendo l’amore con il suo ragazzo in macchina. Oggi, 2009, sua madre ha fatto dire all’Imam di Pordenone che perdona suo marito. Mentre la figlia ha sbagliato.

Duecentoventidue anni fa, da queste parti, veniva approvata la prima dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo.

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Da qui, ma l’ho vista prima stilizzata, su una maglietta. Non ricordo dove, sull’Isola.

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