Il Messaggero ha parolecomplicate nel reader

C’era una volta un Jeremy Menez: quello indolente, quello che non giocava quasi mai, quello che quando andava in campo veniva impiegato da esterno, quello sempre infortunato, quello che litigava con Ranieri e quello con mille problemi fisici, quello che non sorrideva mai.

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Croci e Letizia: Milano tendenza Gallipoli

L’Ecopass era una misura perfettibile, nel senso di troppo lassista, non il contrario. Era quanto di meglio era stato fatto in una città che non conosce alberi dai tempi di Barbarossa. I commercianti vi erano contro solo perché commercianti. La lega vi era contro solo perché i commercianti. Il bikesharing era un sistema perfettibile, nel senso di diffondibile ancora ed ancora, non in contrario. Stessa cosa il carsharing. Quelle misure perfettibili, figlio mio, le aveva create uno che, in una giunta di destra, aveva studiato le cose che avrebbe dovuto amministrare, le cose su cui aveva governato. Sai, in quel tempo le persone che conoscevano quello che amministravano si chiamavano “tecnici”. E si distinguevano dai “politici”, secondo una regola creata da uno con i baffi che non sapeva nulla di ciò che amministrava perché non avevano mai studiato, se non a Mosca. Che non capiva niente della realtà perché non aveva mai lavorato davvero. Che grazie al cielo poi non è mai diventato Mr Pesc. Quando io abitavo a Milano, il tecnico che aveva inventato l’Ecopass ed il Bikesharing venne cacciato perché era un tecnico, perché conosceva prima di deliberare. All’inizio mi ero sentito male, sai. Poi è passato tutto, anch’io.

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Il cielo sotto Milano

Dovrebbe esistere un’esimente estetica ed una erotica. Non è possibile mandare in galera una ragazza americana, qui in una specie di Erasmus, solo perché ne ha uccisa un’altramolto meno bella di lei. Non è giusto. Fosse una di quelle enormi mangiatrici di odio, dico, vabbé. Ma lei, Amanda. Proprio no. Lo dice anche il mio dentista: dovremmo smettere di occuparci di cronaca nera, quando si tinge di rosa. Nessuna donna dovrebbe andare in prigione in generale, forse. Mi sembra un giusto risarcimento per gli ultimi settemila anni di arroganza maschile, o almeno per quei dieci minuti in cui Berlusconi ha violentato la mia Rosy. Dovrebbe essere vietato occuparsi di donne che sbagliano, e invece qui succede il contrario. Appena il sesso c’entra, tutto aumenta. Appena il sesso è in dubbio, poi. Negli ultimi due giorni della settimana le mamme di tutta Italia si sono occupate di comunicare ai propri figli che era tragicamente morta Brenda. Che l’ottantasette per cento della mia generazione abbia pensato a Shannon Doherty è una buona notizia.

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Amare icsfactor

Marco che canta Umberto Bindi e le lacrime di Mara Maionchi ripagano questo paese di quindici anni di regime clerico-catodico berlusconiano.

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Tassa e vinci

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo


Testo: Gentile Ministro Tremonti,

sono un ragazzo di 25 anni che vive a Pechino da più di un anno. Sarò molto breve e spero possa rispondere al più presto con un suo parere sulla mia idea.

In Italia i gratta e vinci sono oramai un fenomeno diffusissimo tra le classi sociali del Paese, soprattutto quelle più povere.

Allo stesso tempo l’Italia lotta da decenni contro l’evasione fiscale, fenomeno che non ha fatto altro che aumentare il debito pubblico e devastare le casse dello Stato.

Penso che queste siano due affermazioni che Lei condivide appieno.

Bene, in Cina hanno trovato un metodo molto interessante, efficace e semplicissimo per risolvere il problema dell’evasione e allo stesso tempo far felice il popolo dei ”grattari”.

Ogni esercizio commerciale emette la fattura sulla quale è posto un piccolo spazio da grattare. Le vincite sono proporzionali all’ammontare della fattura emessa. Spero abbia già capito dove voglio arrivare.

Chi chiede la fattura sa che può vincere qualcosa grattando e quindi sarà spinto a chiederla in qualsiasi posto effettui un acquisto.

Il commerciante rimborsa la vincita e poi chiede il rimborso a sua volta allo Stato. Lo Stato guadagnerà dalle maggiori entrate sulle fatture emesse ed il gioco è fatto.

Io lo trovo un sistema semplicissimo ed intelligente, non crede?

Spero di ricevere al più presto Sue osservazioni in merito.

Cordialmente,

Vincenzo De Laurentiis

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Artisti alla sbarra

Elisa ha scritto un pezzo che si chiama Lisert.

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Il sonno della regione

Il problema di questo paese è che siamo governati da persone stupide.

Prendete, ad esempio, questa costosissima Trieste. Prendete il suo comune, nel senso di consiglio comunale. Succede che, sull’onda di questa nuova idea che non conta cosa si fa in politica, essendo più importante che i politici ci insegnino come bisogna vivere (proprio come i preti: strano, no?), don Sasco, un prete UDC con cui litigai a 18 anni, impone a tutto il consiglio comunale test antidroga a sorpresa.

Contrari, naturalmente, liberali, pd e i comunisti. Per ragioni diverse.

Fabio Omero, consigliere di minoranza con un bassotto bellissimo, interviene provocatoriamente in Consiglio dicendo che, insomma, già che c’erano potevano pure rendere obbligatorio il test sull’HIV e le epatiti. Quelli non capiscono l’ironia, si guardano e pensano: ottima idea. Si va ai voti e la proposta passa a maggioranza.

In lieve controtendenza, io vorrei come sindaco Sid Vicious.

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Il sonno della ragione

Il crocifisso e i suoi difensori. Simboli e testimoni senza tempoi di pace e amore tra le genti. Di solidarietà e tolleranza. Il crocifisso che non offende nessuno. Che è radice, culturale poi. Io non ho ancora mai sentito di atei impazziti che assaltano sedi dell’ Associazione Cattolica.

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Mariele è un immaterial asset

Oscar Giannino, ovvero la cosa più lontana dall’idea di infanzia che esista al mondo, ha appena rivelato al Foglio che da bambino ha partecipato allo Zecchino D’Oro. Il pezzo si chiamava “Il valzer del capital marketing”. Arrivò terzo virgola tre, percentuale. Annuo.

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Lei non sa chi sono io

CONFINDUSTRIA: BELLAN NUOVO PRESIDENTE GIOVANI FVG

(ANSA) – TRIESTE, 12 NOV – Arianna Bellan e’ la nuova Presidente del Comitato regionale dei Giovani Imprenditori della Confindustria Friuli Venezia Giulia.
lo ha deciso, all’unanimita’, il Direttivo regionale svoltosi ieri a Pordenone.
Arianna Bellan, che succede ad Alessandro Zanetti, e’ dirigente della Sweet Spa, azienda dolciaria goriziana che occupa un centinaio di dipendenti. Sweet nel senso di dolce. Swittissimo. (ANSA).

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E su questa Pietro

alle

Il nuovo logo di Alleanza per l’Italia è stato disegnato dal vincitore del concorso “Con cosa sostituiamo il crocifisso“.

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Le paludi della tristezza

Alla fine e senza spiegarne i motivi il male assoluto del calcio italiano non lo convoca, Cassano.

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Sa gueule

Non mi si tiri fuori la questione della violenza negli stadi, per cortesia. Nemmeno verbale. Qui la violenza c’è, ma è contro, non negli. Succede che durante inter – roma qualcuno con particolare senso dell’umorismo tira fuori neanche uno striscione, un lenzuolo. Sopra il lenzuolo c’è scritto neanche con lo spray, con l’uniposca qualcosa tipo: “Platini, gobbo di merda fatti i cazzi tuoi”. Qualche giorno prima il francese (che fu gobbo) aveva criticato l’inter perché a sua detta è una società con i bilanci in rosso. Oggi è arrivata la notizia di 10 mila euro di multa alla società, per lo striscione.

Non si metta in dubbio il disinteresse nei confronti del calcio, qui, e l’odio profondo per gli ultras. Ma qui c’entra la libertà. C’entra una specie di avvertimento mafioso, una testa di cavallo lasciata ai piedi del letto. Platini crede di poter fare in Italia quello che ci viene fatto ogni giorno da altri presidenti illustri, non nel senso di Moratti. Ma non ci provi nemmeno. Libera critica in libero stadio. Se Platini ha delle ragioni valide per fare sparate simili che mandi una mail alla CONSOB, non alla Gazzetta. Se non ne ha, si aspetti degli inviti ad una giusta cautela.

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Beata gioventù

La cosa più dolce della vicenda di Minzolini, che da un po’ di mesi fa editoriali che neanche Feltri, che li fa alle ore venti della sera e da un ufficio arredato con molto cattivo gusto, è che nel comunicato del cdr di qualche minuto fa i giornalisti del Tg1 definiscono il loro un tele “giornale istituzionale e non governativo”. Come dire: sono sempre stato antirazzista, ma odio i negri. Il cdr di parolecomplicate esprime grave preoccupazione per la situzione dell’informazione su questo blog e, assieme a tutti gli uomini liberi, si augura che rai1 diventi al più presto un canale porno.

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Ops #6

Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo.

Caro dio, quando nelle preghiere ti chiedevo di far cadere quel vecchio con diversi problemi con la giustizia, che è sulla scena da anni e non riusciamo a levare dai vertici, non intendevo Vasco Rossi.

lettera alla redazione

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Dire gatto

Secondo fonti senz’altro più attendibili del prestigioso Corriere, il baffetto nemico dell’occidente e amico della destra nazicattolica per diventare capo della diplomazia UE ce l’ha ancora un po’ dura.

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Una chiesa romanica in Francia

Il nuovo libro del nuovo Giovanni Lindo Ferretti e dei suoi nuovi cavalli, raccontato da Camillo Langone.

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Riflessione critica

Avvisato da google che a Strasburgo era uscita una sentenza, il bravo Travaglio s’è precipitato a dire la sua anche sul crocefisso. Interessante, almeno quanto una riflessione critica di La Russa sul Quarto concerto di Rachmaninov.

la lepre marzolina, su Critica Liberale

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Jeremy il poeta e la mia malinconia

jeremyRimanere per due ore a vedere venticinque persone che si muovono a seconda dei movimenti di una sfera è un comportamento umanamente degradante. Questa regola ha due eccezioni. Uno: se ci si trova a San Siro, che non è uno stadio ma un tempio. Due: se tra i venticinque gioca il più grande filosofo del secolo, Jeremy Menez.

Jeremy Menez  sta davanti, perché davanti stanno i simboli, le icone. Come al corpus domini, con la differenza che Menez esiste. Nato nella periferia sottoproletaria di un paese dell’Ile de France non abbastanza grande da essere Strasburgo e non abbastanza piccolo da poter prentendere un IKEA, Jeremy ha avuto il suo talento svelato a circa otto anni. Era nel parco, stava rollando. Gli apparse dio, il dio delle genti. Prima che iniziasse a parlare, Jeremy si addormentò annoiato. Dio, deluso, se ne andò da Kakà.

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Un porco, oddio #3

L’unica differenza tra l’epidemia che ogni anno porterà alla fine della razza umana e un raffreddore sono due colonne sul giornale. Succede in modo molto regolare. Lo schema è: arriva l’inverno. L’inverno coincide con la fine dell’emergenza caldo e con l’inizio dell’emergenza freddo. Con il freddo arrivano le malattie. La gente, anche in un paese perfetto come il nostro, muore. E allora per vendere i giornali ci si inventa un’epidemia, scegliendo un nome esotico ma non troppo. Spagnola, aviaria, suina. Una vecchia muore di vecchiaia. Una bambina di polmonite. Un cinquantenne investito da un treno. Tutti e tre avevano il raffreddore. Tutti e tre morti di epidemia. Poi qualcuno (con parolecomplicate nel reader) magari smentisce, ma ormai.

Qui se ne parlò, e neanche per la prima volta, in tempi affatto sospetti.  E se ne parlò da laici, anzi: da laicisti. Qualcuno dica a Beppe Grillo che tutta questa bufala dell’influenza porcellina non è stata confezionata e diffusa (la bufala, non l’influenza) dai lobbisti della Pfizer: l’avrebbero fatto meglio. E’ come se qualcuno dovesse darci dei buoni motivi per alzarci, la mattina, felici di esser vivi. A me basta il profumo del barattolo Illy.

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