Di amore e di fiori amazzonici

Non capisco: cos’è tutto questo clamore, a Repubblica 2000? Cosa sono questi occhi strabuzzati, questa incredulità da palcoscenico di serie c? C’è una persona sola che dopo quello che abbiamo sentito in questi anni si sconvolge della storia della ragazza marocchina e delle orge anali in salotto? Che poi: qual’è il problema? Le orge? L’ano? Il salotto? Il Marocco? Davvero, non capisco. A me non stupisce affatto che Berlusconi ruby.

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Vomito

I segni nefasti non vanno mai sottovalutati. Eccolo che ritorna, Misctellippi, quello che aveva chiuso con il mondo del calcio. Non mi stancherò mai di ripeterlo: Berlusconi non è un problema. E’ un trend.

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Piccoli miscitellippi crescono

Ciro Vincosubito Ferrara è il nuovo allenatore dell’Under 21. Nella sua prima conferenza stampa ringrazia Lippi “che si è detto contento” (intendendo “soddisfatto”) e promette che nella sua nazionale ci sarà solo gioventù italica: gli oriundi nei ghetti. Dice anche che non se l’aspettava, raga.

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Consumo, consapevole

Volevo far gentilmente notare che il primo al mondo a dire che quelli di Apple sono una cozzaglia di nazi sono stato io.

Spero che questo sia l’inizio della fine, per gli illiberali di Cupertino. Ho capito che fanno prodotti bellissimi; ho capito che si ingruma a far finta di usare iPad per strada; ho capito che l’adesivo della mela sul cofano di una panda ti trasforma da morto di fame ad amante del vintage. Però, insomma, sù: i diritti dei lavoratori! La precarietà! Il futuro di noi giovani! Se il Ku Klux Klan lanciasse, chessò, un prodotto nuovo, supersottile, argentato, superveloce, molto di design: voi lo comprereste? Io .

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Raga non me l’aspettavo

Caro Jacopo, il Fatto non lo leggo perché mi fa diventare triste. Prendi ad esempio l’ultimo scooppone, quello delle telefonate tra il vicedir de Il Giornale e il portavoce della capa di Confin. Pazzesco. In meno di tre minuti, riesce a sputtanare oltre il 60% dei mestieri che un bambino può voler fare da grande. Ne escono male i giornalisti: che sembrano diventati dei buttafuori dell’Holliwood. Ne escono malissimo i politici e le puttane: che sembrano tutti burattini in mano di non si sa chi. Ne escono male gli industriali: ma come si fa ad avere paura di Feltri? Ne esce male Feltri: ma come si fa a far paura agli industriali (cattivo!)? Non ne escono benissimo neanche i poliziotti: ma perché uno dovrebbe intercettare quelli del Giornale (cioé: cosa possono fare di peggio)? La Marcegaglia ne esce peggio di tutti: con una credibilità che neanche Ciancimino. Massimo rispetto, invece, per i Cerchi Sovrastrutturali.

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Complicati maestri

Ieri notte ho assistito a Daniela Santanché che discuteva con una vecchia politica di sinistra riguardo alla legge 40 e ai diritti delle persone sterili. Io solitamente sono democratico e ascolto con curiosità le opinioni di chi la pensa in modo diverso da me.

Credo sinceramente che appena tutto questo finirà, queste persone non la possano passare liscia.

La prima cosa da fare sarà interrogarsi su come si sia arrivati a mettere i nostri diritti in mano a dei semianalfabeti. Poi bisognerà stilare delle liste di proscrizione: oneste e accurate. Infine sarà essenziale emettere sanzioni dure. Esemplari.

Questo tipo di persone, noi, non la possono passare liscia.

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Non lo beccano, no

I complottisti che sostengono che la storia dell’attentato a Belpietro sia una montatura dovrebbero vergognarsi. Non si gioca con queste cose. Non si fa così, no. Ecché vuol dire nulla che nessuno ha visto l’attentatore? Che, un attentatore va forse in giro a fare le sfilate, dopo essere stato scoperto? E poi non è vero che nessuno l’ha visto. L’ha visto l’agente di scorta, A.M.

Il coraggioso e caritatevole A.M. Che mette in fuga ma non spara. Una specie di Piero deandreiano all’incontrario. E voi, complottisti, che fate? Dubitate? Irridete? Vergogna. Ma lo sapete, complottisti, che la stessa cosa successe qualche anno fa a Gherardo D’Ambrosio? Sìsì, lui. Il vostro idolo. Il giudice capo della magistratura militante. Anche a lui, uguale uguale. Anche lui accompagnato a casa da un uomo della scorta. Anche lui un attentatore sulle scale. Anche lui l’attentatore non l’ha visto nessuno perché è stato messo in fuga dal coraggioso e caritatevole uomo della scorta. Che, anche in quel caso, era A.M.

Via dalle facce quei sorrisi insinuanti: si chiama “provvidenza”, scemi.

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Kafka all’Armani

Secondo A.M., agente di scorta di Maurizio Belpietro (hereinafter “MBP”), MBP stava tornando a casa con il suo agente di scorta (A.M. stesso). Una volta lasciato MBP alla porta, invece di prendere l’ascensore come fa sempre l’uomo della scorta decide di scendere le scale per fumare un cicchino. Ad un certo punto, su un pianerottolo diverso da quello di Belpietro, incontra un tipo. Iltipo è vestito da finanziere dalla cintura in su (ma senza giacca della finanza: camicia della finanza e basta). Per non destare sospetti, poi, porta dei pantaloni della tuta neri (come i finanzieri la domenica sera) e delle scarpe da ginnastica.

Appena i due si incontrano, quello della scorta, uomo miracolosamente intuitivo, capisce immediatamente che: i) il finanziere a metà è un malintenzionato; ii) oggetto della sua malintenzione è proprio MBP; iii) il movente della malintenzione è chiaramente politico (sembra che il finanziere a metà portasse la barba à la Renato Curcio).

Il finanziere a metà, sapendo che quello della scorta sapeva, sfodera la sua pistola, gliela punta contro e preme il grilletto. Qui avvengono altri due miracoli. Il primo è che la pistola fa cilecca (“cosa piuttosto frequente“, ha commentato Steven Seagal). Il secondo è che, mentre la pistola faceva cilecca, quello della scorta aveva la prontezza di sfoderare la sua calibro 9 e provare pietà, non scaricando una raffica di proiettili contro il finanziere a metà (“ho pensato che poteva tenere famiglia“) ma esplodendo un paio di colpi in aria per metterlo in fuga.

D’accordo con le intenzioni dell’uomo della scorta, il finanziere a metà si mette in fuga. E sparisce. Nel senso che nessuno lo vede uscire dal palazzo di MBP (dove un altro uomo della scorta – meno buono del primo – stava aspettando il collega) e nessuna delle 300 telecamere degli isolati circostanti (siamo in piano centro, vicino all’Armani, figa), per tutta la notte, registra niente.

Secondo me non lo beccano.

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Che ci tocca fare

Tra Berlusconi che bestemmia e il Vaticano che si indigna, io sto con Berlusconi, uomo con considerevoli difetti ma che bigotto non è mai stato.

Luca Sofri

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Porta Pia again and again

Nel mio paese natale c’è un piccolo bar molto frequentato, proprio davanti alla chiesa. E’ da sempre il ritrovo di coloro che escono da messa (la domenica) e dei vecchietti più in generale (ogni giorno, dalle 6.30, per giocare a carte o vedere le partite). Appena entrati, sulla destra, c’è un quadro appeso. Sul quadro c’è la foto di un Papa con lo sguardo buono (non KW, uno prima) che ammonisce: “la bestemmia offende Dio e l’uomo“.

Quel bar davanti alla chiesa, domenica a parte, è uno dei posti in Europa con il più alto concentrato di bestemmie al minuto. Si bestemmia da sempre. Si bestemmia per tutto. Perché non peschi briscola; perché il tuo compagno non cala il carico; perché il Milan non ha segnato; perché il Milan ha segnato; perché la squadra del paese dovrebbe giocare con un 4-2-3-1, con davanti solo quello foresto, mica con quell’altro, lì, che solo perché morosa con la figlia del mister. Dalle mie parti le bestemmie sono una preghiera. Un pezzo di teatro. Un sentimento contadino che sa di salame casereccio e sudore di terra. Sono un apostrofo rosa tra un dubbio insegnato e qualcosa che ti ha dato da mangiare per secoli. Le bestemmie mi ricordano i pomeriggi d’estate, le partitelle a calcio e i calippi alla coca con in fondo le caramelle gommose. Quando le sento mi scappa un sorriso perché sono cose da persone semplici, dirette (e, quindi,) corrette.

Quello che ha fatto ieri B è lodevole. E’ dolcissimo, anzi. E’ una delle cose più belle mai fatte da lui negli ultimi 15 anni. E’ una cosa dal Lui dei primi tempi. Quello pazzo, liberista e libertario, del ’94. Quello del “fuori lo stato dalle mie mutande”, quello che “il caso di Eluana è una questione personale”. Quello di prima del family day, delle fiaccolate con i cardinali. Quello senza i laici devoti.

Solidarietà, come sempre, alla mia amata Rosy. Però.

Sinistra italiana, hai fatto eleggere un Presidente della Repubblica che fa organizzare le cerimonie della Breccia di Porta Pia ai brecciati: risparmiaci almeno le scene di vergogna per la barzelletta dell’orchidea. Non strapparti i capelli per un motivo che non sia te stessa. Evita di salmodiare sul “ma lui è” e sul “ma lui non può”. Non interessa a nessuno se “a livello internazionale”. Uno una volta disse che il problema della tua classe dirigente è essere cresciuta con “Happy Days”. Se così fosse, sappi che nel mondo reale non si gira più con la giacca in pelle; che i bagni non sono mai stati usati come uffici; e che nei bar fuoristanti, se le orchidee l’uomo non l’offendono affatto, neanche il buon Dio deve prendersela troppo a male.

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