Degli occhi di Nat

A me X-Factor piace molto, ne sono ossessionato, è sempre pieno di sorprese. Nella puntata di oggi, ad esempio, mentre Nathalie cantava il suo inedito (bellissimo, dolcissimo, davvero suo) ha chiamato Berlusconi. Dice che non doveva arrivare fino a lì, con quell’anda da figlia dei fiori. Dice che quando i suoi occhi sorridono lui impallidisce perché i suoi soldi perdono sapore. Per fortuna è intervenuto Floris, mentre Belpietro annuiva. Berlusconi è impazzito: “TILT!!!”, ha iniziato a urlare, “TIIILT!!!”. Poi è intervenuto Facchinetti. Dice di acquistare e sostenere la buona politica italiana, dice che tutto questo succede solo a Ballarò. A me, che pareva X-Factor, è venuto istintivo prendere il telefono e votare lo zeerooduue! I miei due euro sono andati alla Protezione Civile, dove però mi sembra che Bertolaso non ci sia più. Davide avrà pure una bella voce ma a me sa di finto. E poi sono invidioso perché è giovane e molto bello. Anche Berlusconi è molto invidioso. Durante l’inedito di Davide ha ritelefonato dicendo che alla fine dei conti per una festa rionale del Popolo della Salamella Davide è perfetto, ma che non provi ad avvicinarsi alle sue donne. Mentre Belpietro continuava ad annuire, si è passati a parlare di rifiuti. Nevruz: “Che fai, mi voti?” Berlusconi: “No”.

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Durex lex

Con tutte le cose belle che succedono nel mondo mi sembra un elemento di sanità mentale del Paese (e dei giornalisti: maledetti giornalisti) che per 5 giorni la notizia principale di tutti i media sia stata che un prete ha detto che il preservativo si può usare, se uno va a puttane.

Va senza dire che la notizia è del tutto priva di rilevanza: tutti i cattolici, salvo quelli del cilicio (che però non fanno neanche l’amore), fanno sesso prima del matrimonio; tutti i cattolici usano il preservativo; alla maggiorparte dei cattolici piace il sesso s.c. “contronatura”.

Ciò perché il sesso è un fatto personale e a giudicarlo senza neanche praticarlo si rischia di non farsi ascoltare. Proprio perché il sesso è un fatto personale, ognuno lo vive a suo modo, così come l’ha rubato ed elaborato, così come l’ha modellato secondo la sua sensibilità. Quanto alla sensbilità, peraltro, sul preservativo condivido appieno la posizione del Santo Padre.

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Pale and Piecoon

Della riconquista delle parole.
Ora che è alle porte un nuovo rinascimento, oltre alla fiducia in noi stessi e nella nostra gente (milanesi e veneti di pianura a parte) si ha da ritornare a riempire di significato le parole. Le parole devono ritornare a pesare come macigni, a profumare di sostanza.
Nell’alba del nuovo rinascimento italiano si deve ritornare a parlare di libertà senza un popolo, di scuola senza offerte formative, di lavoro senza stage, come opera retribuita con dei soldi. Di soldi come una cosa sacra perché strumento con cui si misura il lavoro.
Ridare peso alle parole spazzerà via d’un fiato chi usa parole vuote perché le parole teme. Primi tra tutti i giornalisti che dicono “escort” al posto di “puttana”. Secondi tra tutti (anzi, ex aequo) i critici d’arte.
La presentazione di una mostra che ho letto di recente così reca:
Con [nome dell’Artista] si entra in una poetica dirompente più che provocatrice, animata da una sensibilità carica nell’espressionalità … dove il colore diventa forma di quell’ordito materico i cui tagli di luce acuiscono gli effetti, l’Autore stratifica composizioni di grande impatto visivo, secondo una ricerca in cui la pittura si fa attualità e nell’emozione coinvolge gli eventi … l’Autore si propone di liberare la creatività dell’inconscio, sottolineando l’importanza della spontaneità creativa.
Che nel nuovo rinascimento italiano artista e recensore siano condannati ai lavori forzati in una cava di ordito e materico marmo di Carrara.
 

 

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Lista delle cose che penso di VVCM

– Fazio è bravo, ma un po’ lento;

–  Saviano non è molto bravo e anche un po’ lento;

– la scenografia a pannelli di plastica colorati è di Kartell?

– Paolo Rossi sta alla tv come Oddifredi ad un convento di suore di clausura;

– le scarpe di Saviano stanno al buongusto come Paolo Rossi sta alla tv;

– Bersani non è capace di fare una lista;

– Fini non è capace di fare una lista;

– in un sistema elettorale senza preferenze questo può essere un problema;

– De André assomiglia sempre di più a De André;

– Ligabue assomiglia sempre di più a Mino Reitano;

– ha ragione Cicchitto, a dire che è una trasmissione politica;

– ha ragione Bondi, a dire che è anche un po’ faziosa;

– ha ragione Aldo Grasso, a dire che hanno ragione Cicchitto e bondi;

– ma Aldo Grasso ha mai acceso la tv la domenica pomeriggio?

– in che senso 9 milioni?

– c’è ancora speranza.

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Sentirsi soli, d’autunno

Le primarie non sono necessarie. Le primarie sono dannose. Perché far votare il popolo, prima del voto? Non c’è già il voto? Per evitare manovre di palazzo?, per controllare chi decide chi si candida? I professionisti della politica, dice. Certo, con questi professionisti, dice. Ma supponiamo che i professionisti siano altri. Altri, bravi, alti. Supponiamo un Einaudi al posto di Bersani, un Blair al posto di D’Alema. Einaudi e Blair non hanno bisogno di controllori: mi fido più di Einaudi e di Blair che del metalmeccanico che cuoce le salamelle alla festa dell’Unità. Io mi fido di chi studia e di chi conosce, non di chi si organizza. Preferisco la minoranza elitaria alla pancia moltitudinale. Bersani è stato eletto con le primarie. Il problema, per quel che mi riguarda, non è il partito: è il democratico.

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Di alberi e di foglie

Ma non senti, amore, che profumo di fiori? Che aria di cambiamento? L’Egitto, il Brasile, la Brianza – velenosa. Andiamocene, amore, in giro per Milano. Questa pioggia non lo sembra neanche, guarda i sorrisi dei bambini. Cadono, dopo così tanto tempo – che sembra non passare (e invece). Accendi la luce, è finita, tutto ritorna a muoversi e a rimanere fermo dov’era. Ritornate tutti! Dalla Francia, dal Belgio, da Ventotene! E segnatevi i nomi dei topi, segnatevi l’ora in cui hanno abbandonato la nave. Non punizioni esemplari, ma un’opera di bene. Non mi guardare così, con quelle guance rosse. Non lo so che c’è dopo, se ci sposiamo in aprile. Giuro, amore, non lo so cosa c’è dopo: ma importa?

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