Priorità

Se non si avesse passato gli ultimi 2 anni a invocarne la defenestrazione perché organizza delle orge a casa sua, oggi si potrebbe legittimamente, credibilmente pretenderne le dimissioni, le scuse e l’esilio per la figura che ci ha fatto fare con la Libia e per le frasi da sedia elettrica pronunciate nei confronti della scuola pubblica italiana. Scusate l’interruzione. Di che colore era il reggiseno della marocchina?

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Maledetta primavera

Mentre dall’altra parte del mare stanno succedendo delle cose che i miei figli studieranno nei libri di storia, quassù va tutto male.

Piove. Ho freddo. Ho sbagliato la spesa on line. Ho il mal di pancia. Ho la febbre. Faccio un sacco di incubi. Non riesco ad aggiustare il motorino (che in precedenza si era rotto). Non ho la forza per tagliarmi i capelli (che in precedenza erano più corti). Non ho il tempo per chiamare l’amministratore di condominio. Forse ho una carie. Forse due. La ragazza mi ha lasciato. Per un altro. E’ colpa mia.

Durante la preghiera delle 18 di oggi ci riflettevo e ho quasi iniziato ad avvilirmi. Poi, per fortuna, ho scoperto questo.

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Sanremo Complicato: le pagelle

Anche quest’anno, non puntuali come al solito, le pagelle di parolecomplicate.

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Civati ha parolecomplicate nel reader

Quello che di solito arriva 2 o 3 anni prima di tutti raccoglie l’idea di parolecomplicate con tre o quattro giorni di ritardo. Fosse conferito alla redazione, qui, potere politico e rappresentativo, a quest’ora  Milano sarebbe senz’auto, la scuola pubblica italiana la migliore d’Europa, il mercato fluido ed accogliente, l’amore a livelli record e tutti avrebbero una casa. Sulla precarietà non mi sono ancora fatto un’idea.

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Devo dire bene

Io sono uno preso bene. Sono un ottimista, io. Oggi ho parlato con un tassista disperato. Era rabbioso, astioso e diceva le parolacce perché davanti al tribunale c’erano delle persone che esprimevano solidarietà a Berlusconi. Siccome io sono uno preso bene, gli ho fatto notare che rispetto ai tempi cupi del family day si sta meglio ora, che si sta peggio.

Io sto abbastanza bene, grazie. Perché mi piace l’idea che quelli che vanno a mangiare le ostie la domenica si trovino a dover giustificare del sesso anale tra un vecchio e delle puttane. Io adoro pensare che una come Sara Tommasi (che io trovo fantastica) possa minacciare Berlusconi. Ritrovo la pace interiore a vedere Giuliano Ferrara, che vuole insegnarci come vivere e come morire, organizzare delle manifestazioni contro il puritanesimo. Come nel ’94. Quando diceva che il casco non può essere obbligatorio perché ognuno ha diritto a impennare col Ciao come meglio crede. Come nel ’94.

Davvero: devo dire bene. Fossi un politico di qualsiasi schieramento sfrutterei il momento. Proporrei un disegno di legge per riaprire le case chiuse, ad esempio. Legalizzerei i baci tra professoresse e studenti. Imporrei le gonne corte per le suore. Dichiarerei l’omosessualità e l’eterosessualità esibibile nei modi più espliciti. Quello sì, sarebbe un passo avanti verso un approccio più naturale all’amplesso. Quella sì, sarebbe una riforma vera. Un atto responsabile e lungimirante. Facendo l’amore di più sarebbero tutti meno nervosi. E io prendendo un taxi al mattino mi sentirei dire: – Ma ha visto che bella quella ragazza con lo striscione, dottore? Come fa uno a non innamorarsi, in una giornata così?

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Di Lifegate Radio e della mia solitudine

C’è una cosa che mi rende la vita più bella. E’ una radio che ho incontrato un po’ per caso e un po’ per grazia, girando la manopola analogica del Panasonic grigio del mio papà alla disperata ricerca di 90esimo minuto. Si chiama Lifegate Radio, frequenza 105 (ci sono anche diverse App gratuite per tutte le cose che iniziano con “i”).

Io abito a Milano. Anche loro sono di Milano.  Io la mattina mi sveglio sempre un po’ dubbioso. Loro la mattina mettono delle canzoni dei Velvet Underground che mi ricordano i Velvet underground. Io durante il giorno lavoro. Loro anche. Io la sera cucino e cerco di non pensare a quanto si è fatto tardi. Loro la sera fanno andare in onda un tale che si fa chiamare Il Puma di Lambrate e mette jazz. Ora: è vero che il jazz fa morire le piante, ma uno che si chiama il Puma di Lambrate potrebbe suonare anche death metal che lo amerei comunque.

Io e Lifegate Radio siamo inseparabili. Ha sostituito tutto nella mia vita: la tv, i giornali, i libri, i miei amici e la mia solitudine. E’ semplicemente perfetta, non fosse per una cosina. La pubblicità che trasmette, pur rara, si fonda esclusivamente su argomenti eco-terroristi. Allarmi ambientali. Global warming. Catastrofi marine attuali o potenziali. Sensi di colpa antiprogressisti che neanche Pecoraro Scanio.

C’è uno spot in particolare, che dice: “Internet ha ridotto l’inquinamento“. Direi. “Ma secondo il centro ricerche Marylin Monroe tra 20 anni internet sarà la maggiore fonte di CO2“. Orca. “Quindi, se hai un blog, aderisci al programma ‘web pulito': per ogni adesione piantiamo un albero a Singapore“.

Lifegate Radio, io ti amo. Ma se dovessi morire giovane per aver inalato anidride solforosa prodotta da parolecomplicate, ti prego: me la metti, Sunday Morning?

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Raccoglieteci tutti

Tutto quanto precedentemente detto di male riguardo alle raccolte firme vale anche nei confronti delle raccolte di fotografie, post-it, cartelli, costumi, stricioni, espressioni, scritte, poesie, canzoni, racconti disperati di ricercatori italiani emigrati in Spagna ed altri prodotti o servizi inclusi nella classe 16 della classificazione di Nizza.

Spinoza la pensa come me, dovessi non bastare.

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