Milanese, innamorarsi in metro è bellissimo

I milanesi sono tutti divisi in parti tre. La prima parte è quella dei party, dei sarty e del “che fai il week end, parti?”. La seconda parte parteggia per l’inter, vota assessori che fanno i capricci e poi dicono “non è colpa mia, sono un architetto” e comprano costosti tweed di marca a poco costosi outlet di marca. La terza parte è la seconda, ma tifa milan. Tutte e tre queste parti protestano perché Giuliano vuole mettere una tassa sul traffico.

Io odio l’ambiente. Non credo all’effetto serra, non considero un problema andare a caccia, fare e vestire pelliccie, eliminare i cani randagi pericolosi, allevare grandi quantità di animali in piccoli spazi, uccidere gli animali in genere, se per uno scopo sensato (come mangiare, vestirsi o compiere sacrifici ad Apollo).

Io odio l’ambiente, però di Milano, che è pure la mia città, odio ancora di più l’aria che sa di carburatore, l’acqua che puzza, i capelli sporchi di smog 10 minuti dopo la doccia e l’odore delle mani dopo una passeggiata in centro. E il rumore. Anche e soprattutto, di Milano non sopporto il rumore.

Giuliano, in questi giorni ho capito che non verrai mai più rieletto: il milanese non ti vota, se gli tocchi l’idrocarburo. Vai sereno, quindi. Vai e fai quello che devi fare. Quello che deve fare qualsiasi forza politica moderna e sensata. Fai piste ciclabili. Tassa gli inquinatori. Implementa il trasporto pubblico. Riduci i parcheggi. Multa chi sosta in doppia fila. Rendi la vita impossibile agli atomobilisti. E’ per questo che ti ho votato, Giuliano. Per épater e per faire moi respirer.

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Canzone dell’amore estasiato

Cara Valentina, il tempo fa il suo dovere e le cose sono molto migliorate.

Non so se hai notato, ma il criminale Alberoni non scrive più sul Corriere. Gli è scaduto il contratto e non gliel’hanno rinnovato. Niente più paternali scontate e noia liquida il lunedì mattina. Non da lui. Anche Berlusconi non c’è più, e per almeno un anno e mezzo vivremo in un Paese governato da massoni illuminati. Non avrei saputo sperare di meglio. Giuliano, poi, sta liberando Milano. Vuole mettere una supertassa sul traffico. In centro e in periferia, tra un po’ potremo portarci a pascolare le nostre caprette, prima di offrirle in sacrificio a un dio pagano qualsiasi. Proporrei Mario Balotelli.

Cara Valentina, il tempo fa il suo dovere e viviamo nel mondo migliore possibile. Hai ragione tu. Bisogna fare l’amore, procreare, sperare, arrabbiarsi, innamorarsi, rimanere innamorati, disinnamorarsi e lasciarsi estasiare dall’estesica superiore del nuovo proletariato che guarda Fox Crime. Ancora un passo, bisogna fare. Solo uno, verso la semplicità. Ora che ci sono i presupposti, creiamo assieme un mondo in cui “tecnico” significa “idraulico” e “politico” solo un brutto ricordo.

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A nanna, adesso

Saranno i vent’anni di potere incontrastato. Sarà che mi sembravano immortali. Sarà la loro sopravvalutazione continua, anche da parte mia, che da bravo cristiano amo i miei nemici allo spasmo. Saranno i danni fatti a livello internazionale. Oppure le abitudini sessuali bizzarre. O il loro odiare la libertà. Sarà quel vanto, ostentato, di costituire fattori di sottosviluppo. O quella loro abitudine a circondarsi di collaboratori furbi e impresentabili. Sarà il male, banale e geniale. Sarà la loro compagnia.

Nei giorni strani in cui Wojtyla e Berlusconi se ne sono andati, ho provato la stessa cosa: niente.

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Per un’Unione Panellenica

Ho passato più della metà delle cene della mia vita a spiegare ai miei amici perché leggo Il Foglio di Giuliano Ferrara. Non devo esserci riuscito molto. Non ho più amici e non vengo invitato a una cena da almeno 2 anni.

Coerenza e mentalità. Coerenza: vista l’assenza di cene, ho ancora più tempo per leggere Il Foglio. Mentalità: Ferrara è una persona interessante, e asseme a molte cose sbagliate dice e fa cose interessanti. E’ stato l’unico, ad esempio, a indignarsi contro la supponenza dei francesi, che non è poco. Ferrara dice anche che l’Europa ha torto.

Ferrara ha ragione. Da quasi tre giorni sono passato anch’io dall’estremismo europeista dello studente erasmus a un antieuropeismo che neanche De Gaulle. Il motivo è la Francia, ma non solo. Il motivo è quello che la Francia ha fatto alla Grecia. Al popolo greco. Che sarà anche in crisi, e quindi? Che avrà anche truccato i bilanci, ma allora? Possono dei bilanci giustificare limitazioni di sovranità del popolo che ha inventato l’occidente, i greci, a favore di un Paese in cui l’espressione più utilizzata è “o-la-la”? Basta un bilancio a legittimare le minacce razziste verso un Paese a cui dobbiamo tutto? La prima cosa quando vedo Sarkozi sorridere di scherno è forse il termine “bilancio”?

L’Europa non ha più senso. Non ne avrebbe, certo, senza la Grecia. Ma non ne ha comunque perché qualcuno ha osato pensare di lasciare indietro la Grecia, invece di liberarsi del razzismo e della supponenza dei gallici.

Nella legge di stabilità si stabilisca l’uscita dell’Italia da questa cozzaglia di burocrati senza cuore chiamata Europa. Poi si sequestri il nano d’oltralpe e lo si rechi a Capo Sounion ( Άκρον Σούνιον), appena a sud di Atene, dove Egeo si gettò nel mare dopo aver scorto, all’orizzonte, il colore scuro delle vele di Teseo di ritorno da Creta. Lì, su una rupe molto alta, sorge il tempio di Poseidone.

“Mar Sarkozì” non suona poi tanto bene, ma ci sono diversi altri vantaggi.

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Del 308 e della mia infinita tristezza

Davvero finisce tutto così? Con Gabriella Carlucci che chiude il sipario con la sua bocca finta e triste increspata in una smorfia di convenienza e rassegnazione, senza neanche aspettare l’ultimo applauso, senza neanche l’ultima risata mandata dalla regia? Davvero gli ultimi 20 anni della vita politica di questo Paese, la mia infanzia politica, la mia adolescenza politica e la mia vita politica adulta si sgonfiano come un pallone arancione Supertele? Davvero, senza neanche far rumore?

Nessuno, ti giuro, nessuno sarebbe stato in grado di scrivere una storia come quella politica di Silvio Berlusconi. Una storia pazzesca, imprevedibile, squallida e indistruttibile. Con lui che ne fa di ogni, ogni giorno, ogni ora. Con lui che alza ogni asticella immaginabile a livelli che neanche pensavo possibili. Con lui che mina qualsiasi cosa: equilibri personali, economici, istituzionali e, per fortuna, morali. Con tutto il mondo e metà Italia che lo vuole finito di morte violenta, quando va bene. Con l’eccezione che diventa regola, con i preti che difendono orgie con minorenni, con gli ex comunisti che acclamano i vescovi, con confindustria contro un imprenditore, con la destra che alza le tasse.

Dopo tutto questo, davvero finisce così, in silenzio? Senza un Tribunale o una sede della Corte costituzionale che scoppia in aria? Senza un meteorite che devasta il Parlamento? Davvero finisce tutto con un rendiconto dello stato, e neanche un Gavrilo Princip per chiacchierar?

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