Qualcuno che abbia un po’ più di tempo di me, che in questo periodo sono praticamente soffocato dai momenti liberi, mi aiuti a fare una ricerca. Vorrei sapere se sono più le citazioni che riguardano il viaggio o l’amore. Ci si provi, perdio. Si mangino 50 baci perugina al giorno, si leggano poesie, si consultino diari segreti.
La risposta io la so. Sono uguali. Non so quante, ma uguali, non una in più o in meno, per l’uno o per l’altro.
E’ solo un indizio. Anzi no, è un indice – un indice che mette a nudo una verità che nessuno ha il coraggio di urlare. Che viaggio e amore sono la stessa cosa.
Sembrerebbero consequenziali, ma no, affatto. Ho sempre avuto l’impressione di andare e restare e ritornare per rincorrere o sfuggire da un amore. Sempre. Ma non è così, non c’è un prima o un dopo.
L’amore di Oriana per Alekos si risvegliava ogni volta che lei volava sul mare, New York – Atene, Giordania – Firenze, Roma – Atene. Ecco perchè anche i vitelloni per cui viaggio e vacanza coincidono si innamorano solo d’estate: perchè fanno vacanza, cioè viaggio. Ecco perchè eros e tanatos, due viaggi e, in tutti i sensi, due amori. Ecco perchè certe storie a distanza resistono nonostante tutto ci giochi contro – perchè ci si viene incontro, ed ogni tocco di pelle ha come condizione imprescindibile uno sforzo che si sovrappone in tempo e significato all’incontro, che tace l’inessenziale, un viaggio (o un amore). E’ per lo stesso motivo, naturalmente, che certe storie a distanza finiscono. Si spiega anche il motivo per cui in erasmus, se ci si va, ci si innamora. Perchè è la stessa cosa, erasmus e viaggio sono la stessa cosa, come viaggio e amore, come amore e erasmus.
Al di là di questo, che avrebbe potuto essere scritto anche da Alberoni, c’è un problema. Che l’amore non esiste. Come il viaggio. O meglio, esiste come il viaggio. Nella sua forma effimera e leggera, scivolosa, nei suoi silenzi e nei suoi addii. Non esiste nel senso dei cioccolatini, diciamo. Ci si può innamorare, e d’accordo; come si può viaggiare, e d’accordo anche lì. Entrambi non si definiscono nella loro declinazione sostantivata, entrambi non si toccano ma si avvertono in modo soggettivo, entrambi bastano a se stessi. C’è una differenza, a pensarci, ed è di percezione. Mentre l’amore si presume presuntuosamente eterno, si sa che il vaggio prima o poi finisce. Anche se, chiedete ai vostri nonni, finiscono entrambi, quasi sempre.
La cattiva notizia, allora, è che l’amore e il viaggio forse sono la stessa cosa.
La buona è il forse.