Maledetta primavera

Visto che lo fanno tutti, salgo in cattedra anch’io. Ecco, salito. Allora, questo Paese ha un grosso problema: è del tutto all’oscuro del principio elementare per cui i talenti, che per definizione sono giovani, vanno curati, coltivati e un po’ ben voluti. Prendiamo ad esempio Berlusconi. Berlusconi è lassù da 15 anni e non ha fatto una cosa una per curare, coltivare e voler un po’ di bene ai talenti (giovani). Invertire il trend assassino del disinteresse per la scuola pubblica, ad esempio. Continuare sulle sue originarie tre “i”, almeno, che all’inizio degli anni ’90 non erano neanche una cattiva idea. Invece niente. Un altro esempio è Balotelli. Balotelli è il più grande talento che il calcio italiano abbia conosciuto dai tempi di Roberto Baggio. E’ un po’ mona, sì: ma è perché è giovane, essendo un talento. Balotelli non è stato convocato in nazionale perché non rientrava nel portfolio di giocatori del figlio del nostro commissario tecnico. Non veniva fatto giocare all’Inter perché è un po’ mona (ma è perché è giovane, essendo un talento). Si dice abbia pianto spesso. Naturale epilogo della faccenda, oggi è stato trasferito in Inghilterra, dove ai talenti vogliono bene. Molto, anche. Io non sono un talento, se non altro perché non sono giovane. Un mio amico che invece lo è mi faceva notare che, in fin dei conti, è pur sempre una questione di premier.

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Lippi vada ad allenare la Calabria

Poi non dite che non vi avevamo avvisato. Lippi è il male assoluto del calcio italiano. Forse addirittura mondiale (ma non è che possiamo preoccuparci anche per gli altri, adesso). Lippi è il peggiore di sempre. E’ il peggiore per sempre.

Lippi è una sintesi quasi chimica dei problemi che hanno portato questo paese alle soglie della società clanica, e forse anche un po’ più in là. E’ più che un colonnello greco, è un simbolo. E’ un gerontocrate, con quei capelli grigi e l’espressione da “fatti da parte, ragazzino, che c’ho da lavorare“, con quel sorriso da quarantenne che la domenica va a messa. E’ un nepotista: ha lasciato fuori Cassano solo perché ha ammollato due pizze al figlio. E’ un pessimo educatore: il figlio è quello che calciopoli, quello che Moggi. E’ razzista: Balotelli (con l’attacco che abbiamo) non lo vuol far giocare solo perché è negro.  E’ un antidemocratico: piace solo ai miei amici calabresi. Quelli di “misciterlippiii!“, quelli di “finchéciéringhiiio“, quelli di “epperò c’ha fatto vincere il mondiale, ammisciterlippi“. Cari amici calabresi: e allora? Considero forse Renzo Bossi un buon politico perché ha stravinto le regionali? Dovrei considerare Emanuele Atestaingiù Filiberto un buon cantante perché è arrivato secondo a San Remo? Oppure Briatore un genio perché ha fatto i soldi? No. No. No.

Cari amici calabresi, vi dico una cosa. Questa volta l’ha fatta grossa, misciterlippi. Questa volta ce la vediamo proprio brutta. Poi lui se ne va e non ci rimette neanche uno di quei suoi capelli da playboy imbottito di viagra. Cari amici calabresi, provate a vedere la cosa in modo laico. Lasciate perdere il mondiale, ringhio e quella parola, “misciter”, che suona così male. Ve lo dico io: questa volta usciamo al girone di qualificazione. Annoi. Avvoi. E ammisciterlippi.

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