Luca chi?

Io l’ho sempre stimato, quel blogger lì. Davvero molto bravo (non me l’aspettavo), pungente, ironico, umile, forse un po’ scostante – ma glielo perdoniamo. Soprattutto oggi, che quel blogger lì fa un salto di qualità, nel merito e nel metodo, contribuendo a regalare alla blogosfera (bloggosfera) italiana qualcosa che non c’era: un giornale on line. Indipendente, ironico, ggiovane, gratis. Insomma: oggi si inaugura Paperblog (che già esisteva in France, però) e parolecomplicate, su cortese invito, ci sarà.

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Parolecomplicate non ha parolecomplicate nel reader

Alcuni dei lettori di parolecomplcate non sono giornalisti di Wired. Ce n’è uno, ad esempio, che è nato attorno al milletrecentododici, avanti Cristo. Per questo motivo mi viene spesso rivolta la seguente domanda: “cosa vuol dire “avere nel reader’”? Cos’è un reader?

Il reader, non un reader, è un aggregatore. Attraverso esso è possibile “abbonarsi” ad un blog e ricevere nella pagina del reader tutti i suoi post nuovi come se fossero delle mail. Il reader serve per chi legge molti blog e ha un cattivo rapporto con l’estetica. Chi legge molti blog può, iscrivendosi a tutti, seguirne gli aggiornamenti senza dover visitare i rispettivi siti uno per uno. Chi usa il reader odia la bellezza, la poesia e la solitudine: perché tutto il mondo coglie quanto grave sia leggere, ad esempio, parolecomplicate senza vedere il layout con i pistacchi.

Il reader causa inoltre delle allucinazioni molto fastidiose. Il mio amico del milletrecentododici (sì: avanticristo) ieri mi ha spedito una lettera molto lunga spiegandomi che ogni volta che legge la parola “reader” lui la intende nel senso di “lettore”. E si immagina una persona anziana molto brutta, china sul suo libro accanto ad un camino. Ogni volta che legge, poi, “il corriere ha parolecomplicate nel reader”, si immagina questo vecchio orrendo penetrato da un quotidiano e dei pistacchi.

Oggi sono stato in posta per rispondergli. Gli ho mandato una lettera che arriverà tra qualche giorno. Dice: “non ti preoccupare, tesoro: andrà tutto bene”.

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Padronanza del mezzo/2

Dopo quelli che scrivono su google “p-a-r-o-l-e-c-o-m-p-l-i-c-a-t-e-.-i-t”, una doverosa menzione la meritano coloro che ben 215 volte nell’ultimo mese sono entrati nel nuovo blog passando per l’ultimo post del vecchio.

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Padronanza del mezzo

Ieri qualcuno é entrato nel blog cercando su google “www.parolecomplicate.it”

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La lotta di Parolecomplicate contro TVSorrisieCanzoni continuerà: ora e sempre libertà

Vedi come vanno le cose, a volte.
Parolecomplicate è sempre stato uno spazio indipendente. Per furor di gioventù e spirito donchisciottesco su questo spazio si sono scontrate le maggiori idee e le peggiori ideologie del novecento. Pro-choice e pro-life, destra e sinistra – centro quasi mai, chiesa e stato, liberalismo e il resto, radicali e moderati, radicali e radicali. Sangue e sangue. Sangue e merda, come direbbe Gino Strada. Il tutto nel rispetto quasi totale di quasi tutti. Non è mai passato per la mente alla redazione di censurare nessun commento, né ai commentatori di chiedere la censura di niente di ciò che è stato scritto.Tutto questo fino alla scorsa settimana.
La mia disapprovazione post-mortem di Mino Reitano ha sollevato un vespaio. La casella mail di Parolecomplicate è intasata. Il telefono della redazione non smette di squillare.
“Ma come si possono scrivere cose simili, contro uno che non c’è più!”
“Ha unito l’Italia!”
“Non ha mai fatto nulla di male!”
“Faceva volontariato nelle comunità di tossicodipendenti, vergogna.”
Una delle nostre lettrici più assidue è arrivata a richiedere la cancellazione del post.
Da qualche ora siamo in silenzio stampa, ma il mondo deve sapere una cosa: la nostra libertà non è in vendita. Punto.

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Ma come non te lo ricordi, Carla!

Ora, davvero: raramente ho provato tanto affetto per una persona che non conosco nemmeno. Non so, vorrei ricambiare in qualche modo i momenti di gioia che mi fa passare. Vorrei finanziare Teledurruti, se avessi i soldi. Vorrei parlarne con tutti, pubblicizzarla in televisione al posto delle pentole o dei materassi, se avessi tempo.

Per ora, pensavo ad un permalink. Auguri, nel migliore dei modi (e dei mondi) possibile.

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Il nuovo sfondo

Del mio nuovo iPhone.

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(che poi è la casa di Coseinfila, anche lei nuova)

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E se Fulvio Abbate fosse solo un genio?

Sempre sulla Betancourt-meraviglioso-regalo-di-compleanno, qualche dubbio se l’è fatto venire anche Teledurruti.

(e lui no, non è noioso).

PS: E pure Califano, con la consueta aplomb: "Stavo bene senza de lei, potevano risparmiarcelo ‘sto ritorno".

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Quando è troppo, è troppo

Direi che è anche arrivato il momento di cambiare il nome del Circolo Barak Obama in, chessò, Circolo Umberto Bossi.

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Fiocco rosa

fiocco_rosaSenza aspettare il bonus bebè, è nata IdeaGina, la sorellina minore di Parolecomplicate.
Pensieri, musica e parole da un po’ di persone che si vogliono tanto bene.

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Que viva la moratoria

Bisogna sempre guardare il lato positivo. Mai farsi prendere dalla sconsolazione, dalla tristezza rassegnata. E’ una vecchia regola, comune a molte filosofie, quasi tutte. Rialzare la testa. Tirare a campare, nonostante tutto e  nonostante tutti. Pensare positivo, avrebbero detto negli anni novanta, di cui sono figlio naturale. Si vive meglio, a vedere la vie en rose. Ad esempio: avete notato che da questa cosa della moratoria sull’aborto, stanno uscendo i post più belli della storia?

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georgStavo per svenire, quando l’ho scoperto.
Dopo Mastella, Miccichè e Giovanardi, anche Papa Ratzinger ha un blog. Cliccatissimo, tra l’altro.
Certo, per la sua posizione istituzionale, non è che può scriverci personalmente.
Glielo tiene una certa "Raffaella".
Ovvero padre Georg, dopo le 23.00.

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Pazzo per Pazzo per il Piccolo

Da un po’ di tempo a sta parte, c’è. Ed io, personalmente, mi chiedo come abbiamo fatto a farne a meno.

Si tratta di Pazzo per il Piccolo, blog su splinder di un misterioso giornalista del quotidiano di Trieste che, senza mezzi termini, sputtana dall’interno della redazione i suoi colleghi, la testata, i titoli, le scelte editoriali, e, naturalmente, il direttore Sergio Ghepensmì Baraldi.
Qualcuno, all’interno della redazione, lascia le pagine del blog che lo riguardano sulla scrivania del direttore. Lui,  da bravo direttore, minimizza, sostenendo di sapere chi sia, questo che un giorno su due gli dà del coglione.
Vista la diffusa pratica dell’attività, viene normale chiedersi come diavolo faccia.

PS: per i meno municipali, c’è pure Pazzo per Repubblica. Molto, molto meno divertente.

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Campagna adotta PC che, incatenato, si sente morire

Un po’ perchè ho avuto un po’ da fare, un po’ perchè ho dovuto pensare a cosa diavolo scrivere, ottempero all’obbligo catenario impostomi dai miei adorati ZB e BL con un colpevole ritardo. Alla auspicabilmente comprensiva attenzione di ZB e BL, tuttavia, sottopongo il tutt’altro che trascurabile fatto che, nella mia vita, è la prima volta che leggo una catena. E che ci scrivo pure sopra. Voilà.

REGOLAMENTO:
regola 1- postare il regolamento.
regola 2- parlare di otto fatti a caso e curiosi o che non si sono mai raccontati nel blog che riguardano se stessi in un post dedicato.
regola 3- scegliere altre otto persone da incatenare, e dire loro che sono state incatenate.

Dunque

1. Per circa 20 anni ho creduto che "piuttosto" si dicesse (e scrivesse) "pittosto". E sono pure sempre andato molto bene in italiano.
2. Ho di continuo la terribile sensazione di star facendo delle cose che mi fanno cagare. E, al contempo, di essere molto bravo a convincermi del contrario.
3. La mattina passo almeno un’ora a leggere i giornali in internet. E, tra questi, quelli che mi leggo con più gusto sono degli splatter tipo "Libero" o "Il giornale".
4. Amo le bionde. Ma sposo le brune.
5. Credo sempre a tutto. E non perchè ho fiducia nel mio prossimo. E’ proprio che sono scemo.
6. Al gioco del postino non facevo il postino, come fanno gli sfigati. Io ero quello che controllava se arrivavano i genitori.
7. Sono attratto quasi sessualmente da Giuliano Ferrara.
8. La tendenziale contrarietà della Chiesa alla masturbazione è uno dei principali pilastri del mio agnosticismo.

Ecco.

Pur essendo sul mercato da un po’ di tempo, non ho molti amici. Anzi. Ne ho proprio pochi. Chi passa per questo spazio, infatti, raramente lascia commenti. E se li lascia, spesso sono anonimi. Io amo dire che è un "blog di lettura". Probabilmente, invece, a far andare su il contatore è la mia mamma con il tasto "aggiorna".
Detto ciò, mi vedo costretto ad incatenare, o meglio, coinvolgere in questo magnifico gioco, le uniche due persone che ho come amiche oltre ai due che a loro volta mi hanno coinvolto, ovvero la splendida Annamaria e Beatrice.

Adottate parolecomplicate come amico. Parolecomplicate ha bisogno di voi.

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Parolecomplicate’s version

Padoa Schioppa
Anche questo blog, come Camillo, si schiera deciso a favore di Padoa Schioppa, contro i bamboccioni.

070211-mastella E anche questo blog, a differenza di Camillo, si schiera deciso a favore di mastellatiodio, contro mastellaebasta. Tuttavia, pur convinto del fatto che ClemClem sia l’uomo  sbagliato al Ministero sbagliato, questo blog è tutt’altro che persuaso del fatto che la colpa di tutto sia tutta da attribuire a lui. Da qualcuno, però, bisognerà pur cominciare. E iddu, diciamocelo: è perfetto.

PS: qui c’è una petizione per contare in quanti siamo a voler iniziare con ClemClem. Come per Fava, ma meno nobile: una firmettina, prego.

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Sciopero

Affezionata lettrice, affezionato lettore.

Approfitto dello spazio che indegnamente dirigo per informarVi che da domani fino a lunedì 10 settembre I redattori di questo blog metteranno in atto uno sciopero per manifestare il nostro disappunto nei confronti della gravissima dichiarazione pubblica di Papa Benedetto XVI che, definendo i cattolici "anticonformisti" e poi chiamando Le Vibrazioni a suonare a Loreto, offende la coscienza e la storia del proletariato militante.
Ovviamente lo sciopero inizierà domani, in modo da poter garantire alle mani callitiche di lavoro contadino ed operaio degli scioperanti almeno un week end lungo, per Dio.
Last but not least, entro il 10 sett. il direttore (io) deve consegnare il suo elaborato di laurea al direttore del direttore (il suo relatore), e anche nell’oramai alle porte rivoluzione armata ci vogliono delle priorità, altrimenti qui si va a finire a tarallucci e vino.

Non importa che i gatti siano bianchi o neri. Basta che prendano il topo.

Hasta siempre.

Compagno A.

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Udeur? Verrà

mastiMastella ha un blog. Un blog della madonna. E grazie a dio c’è un ministro vicno alla gente che usa strumenti di comunicazione al passo coi tempi. E’ un miracolo, che ci si possa parlare così, tramite una tastiera ed uno schermo, tra sudditi e regnanti.
E poco importa se il regnante posta argomenti non proprio divini, come le vacanze con Sophia Loren o il fatto che le vacanze con Sophia Loren non sono poi così lunghe perchè il duro lavoro di messo vaticano presso il governo italico ruba via al Clementino nazionale un sacco di tempo utile, tra salmi e conferenze sul corretto uso cilicio nella società post-moderna.
E poco importa che su 10 commenti 6 siano insulti (o dure critiche, come dice lui), 2 richieste di un posto di lavoro, 1 una benedizione di qualche prete oltranzista e l’ultimo un semplice errore nell’indirizzo URL.
Mastella c’è. Non "verrà", come l’inno del suo partito. C’è e basta. "Rendiamo grazie a io", sembra aver affermato all’inaugurazione del blog.

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