Infedeli alla linea

Da qualche tempo leggo il Corriere su iPad. Che è come quello cartaceo solo gratis, fino a qualche tempo fa.

Da qualche tempo Corriere su iPad è a pagamento. Prima che lo mettessero a pagamento, discutevo con un mio amico che il prezzo di lancio giusto per un prodotto con queste potenzialità e a costo zero poteva essere 60 euro l’anno. Anzi: 55, considerando che il lunedì c’è Alberoni. Invece costa 180 euro l’anno. Quello cartaceo 240. I 60 euro di scarto includono: postino; carta; inchiostro, benzina del Fiorino che trasporta i giornali fino alla posta; tutti gli inserti; il nylon per avvolgerlo; gli spazzini per buttarlo in qualche discarica (de Bortoli è da sempre contro la riciclata).

Da qualche tempo ho un iPhone e vedo Corriere.it su iPhone. Da qualche tempo, Corriere.it è l’unico sito del mondo occidentale completamente a pagamento. Su iPhone. Ciò comporta due generi di conseguenze. La prima, buona, è che ci sono dei lunedì in cui vivo senza essere ossessionato dall’idea di Alberoni legato a dei cavalli francesi che galoppano in direzioni opposte. La seconda, un po’ meno buona, è che secondo gli ultimi sondaggi Repubblica per iPhone è diventato il sito più visitato in assoluto dopo aver chiuso un porno in streaming.

E’ un Paese per giovani

La pizza oleosa è davvero una goduria dopo una mattinata grigia. Soprattutto se si accompagna alla sorpresa di leggere (e in prima pagina!) sul Corriere un articolo pesantissimo  e a tratti condivisibile sulla destra italiana. L’editorialista dev’essere uno nuovo, anche se il cognome potrebbe ricordare. Credo sia anche di sinistra, almeno di famiglia: di nome fa pure Ernesto.

Soli

Abbiamo perso anche de Bortoli, ma non venite a piangere da me. Quando si è insediato aveva parlato del dovere di un quotidiano di “rappresentare” i suoi lettori. Mentre tutti scrivevano “dio, quanto mi piacerebbe lavorare con de Bortoli“, da queste parti ci si era permessi di dissentire, pur amandolo. Rappresentare i lettori del Corriere significa, come giustamente dice B, rappresentare la meglio borghesia italiana. La meglio borghesia italiana, come giustamente dice Gramellini, è la peggiore borghesia d’Europa.  E la sua rappresentazione perfetta è proprio in questo articolo di de Bortoli che, nel terrore ipocrita ed antidemocratico che sta travolgendo questo tempo, trova pure il coraggio e la voglia per chiedere scusa al padrone.

Update: ecco! Molto meglio così! Molto meglio un “scriviamo che cazzo ci pare”, rispetto a “ma no, guardi, noi siamo meglio degli altri”. L’avevo detto che aveva talento, il ragazzo.

Che salta amori e riposi

Questo articolo sulla banlieue milanese di oggi è emozionante. Il più bello che mi capita di leggere da mesi in assoluto, da anni sul Corriere (a parte il titolo, ma non l’hanno scelto gli autori).

Piccolo uomo che leggi il Corriere

Per la seconda volta in due giorni (la prima era nel video della prima riunione con i giornalisti) Ferruccio De Bortoli apre le danze della sua seconda direzione del Corriere. E per la seconda volta in due giorni dice delle cose banali, oppure incomprensibili (e lo dico io che,  si sa, lo amo).

Dice innanzitutto che loro sono “moderati, sottolineo moderati”, orgogliosi della loro tradizione. Cosa vuol dire? Che non stanno né da una parte né dall’altra? O che ci stanno, ma, però? E a me che me ne importa? Potrebbero anche starci, da una parte o dall’altra e riuscire a raccontarmi le notizie lo stesso: per scrivere da schierati, per pulire le grucce al padrone bisogna impegnarsi, non basta pensarla in un modo.

La seconda cosa che trovo profondamente sbagliata è che un “giornale moderno”, come dice lui, non debba solo raccontare le cose (“sennò saremmo già finiti”, ha detto alla riunione), ma rappresentare i suoi lettori. Rappresentare. La rappresentazione è un fenomeno complesso, che si può riassumere nella riproduzione in sé di un oggetto esterno. Il corriere riproduce in sé i suoi lettori, oltre a raccontargli le notizie. Il Corriere parla di loro, di noi, come piace a loro, a noi. Certo, è una cosa che si fa, ma pensavo non si dicesse. O, almeno, pensavo non sarebbe toccato a De Bortoli dirla. Pensavo ad Alberoni, ecco.

Corrierecomplicato

vota-millBeppe Severgnini aderisce alla campagna lanciata per le europee dalla redazione, qui.

Mill ha già due tre voti: tu, che aspetti?

Grasso che coglie

Il tema è: Aldo Grasso. Anzi, il tema è: Lost. I due temi, Aldo Grasso e Lost, si relazionano nel seguente modo: Aldo Grasso scrive oggi sul Corriere un articolo su Lost.

Nell’articolo spiega che lost, certo, è il miglior telefilm mai prodotto al mondo; certo, è strafico e straliberal perchè parla, cita, nutre e si nutre di filosofia; certo, inscena alla perfezione la lotta tra fede e ragione; certo, pone domande fondamentali nella vita dell’uomo (tipo: “cos’è un’isola?”). Ma il motivo vero per cui lost è il più visto, il più fico di tutti,  è che è un po’ come la vita: non ci si capisce un cazzo.

La crisi, se c’è, è colpa dei sociologi

E’ successo a capodanno che il nostro Presidente della Repubblica ha fatto un discorso che, più che da ex comunista, si sarebbe addetto ad un doroteo vecchissima scuola. Memore forse della sua elezione non condivisa ha cercato, come osservato da Gilioli, di accontentare un po’ tutti non dicendo nulla. Perchè se l’unica cosa sulla quale la telecamera stringeva il campo era che l’idea per cui la crisi, in fondo, è una figata pazzesca, beh: non si è detto nulla.

Io il lunedì non compro il Corriere. Non lo compro perchè in prima pagina, sul fondo, c’è la rubrica “Pubblico&Privato” di Francesco Alberoni, uno che nella vita ha scritto libri come “Innamoramento e amore“, “L’amicizia“, “Erotismo“. Da un annetto, Il Corriere arriva a casa dei miei per abbonamento, quindi il lunedì Alberoni me lo becco comunque.

Il titolo della rubrica di oggi è “Contro la recessione sfruttiamo le nostre abitudini“.

“Tramutiamo in affare ciò che ci piace”, dice Alberoni. Gli italiani sanno mangiare: contro la crisi, cuciniamo! Gli italiani adorano stare a casa: contro la crisi, esportiamo pavimenti in cotto! Gli italiani sono vanitosi: contro la crisi, più mutande D&G!

Ora: io del Presidente della Repubblica rispetto il ruolo istituzionale, l’età ed il difficile background politico da cui viene fuori. Contro Alberoni, invece, vorrei mandarlo a sfruttare le mie abitudini.

Ma va?

birra_peroni_collo_cortoDalle sagge paginone del Corriere, finalmente è arrivata la conferma scientifica che non è lei che non è abbastanza bella, sei tu che non sei abbastanza ubriaco.

Alitalians

Sempre su Alitalia, Giuseppe ha detto la sua. Che è come la mia, ma senza Carla Bruni.

Magris vorrebbe un Babbo Natale incazzato

santaslayDavvero non capisco perchè Magris se la pigli tanto con Babbo Natale.
Mi sembra scemo.

Mi sembra una retorica patetica, da ricchi, quella malinconia ostentata per i focolari di una volta.
Uno svarione da manicomio la storiella sulle religioni nordiche. Una cosa terribilmente noiosa il ribadire che il Natale non è in realtà farsi i regali, ma la nascita di blablabla, e i valori blablabla.
Magris, come anche Ferrara,  non vuole rassegnarsi ad accettare una cosa.
Che la Coca Cola ha vinto sulla Chiesa. Di molto, e da molto.
E, a me, va benissimo così.

Buon Natale

Specchietti per le allodole

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Il corriere: "Haider, i minori e i party alcholici: le foto shock". Sottotitolo:  "il leader xenofobo è stato sorpreso in discoteca in compagnia di alcuni ragazzi".
E subito si viene scossi dai dubbi: ma Haider non è quello che, di cui si dice che, nonostante alla sua parte politica stiano un po’ sulle palle, insomma, quello a cui piacciono, in qualche modo, ecco, non proprio le femminucce? Quindi: è confermato, cioè: pazzesco.
Poi per fortuna, a chiarire, ci pensa La repubblica: "Nelle immagini si vede il leader dell’estrema destra in atteggiamenti intimi con dei ragazzini in una discoteca."
Ah, ecco.  Questo fa il nazi di fronte alle telecamere e poi, di notte, si fa beccare sul fatto. Quindi è proprio vero che, a pensar male, ci si azzecca. E nella sua posizione, sta mica bene. Chissà la Chiesa austriaca, adesso, chissà il suo partito, chissà l’opposizione, i suoi camerati, poi. Poi.

Poi succede che uno non si ferma ai titoli, e va a vedere le foto. Che, diciamocelo, non sono nulla di speciale.
Poi, i più volentierosi, si leggono pure l’articolo. E qui scatta quella sensazione di essere stati un po’ presi per il culo, per restare in tema. Si capisce, cioè, che la presunta frociaggine del governatore, sbandierata dai titoli e che aveva colpito un po’ tutti all’inizio di questo post, non c’entra nulla con lo scandalo politico austriaco. Tutto dovuto al fatto che Haider era sì, in discoteca, era sì, con minori, ma il vero problema è che con quei minori ci stava mentre gli stessi si stavano ubriacando. E questo, agli austriaci, in piena guerra pubblica all’alcolismo giovanile, non va proprio giù.
Insomma, come ammette Repubblica,"Gli attacchi a Haider non riguardano una sua presunta omosessualità, ma il fatto che nella discoteca fosse consentito il consumo di alcool anche a minori".
Ovvero: non pensate come abbiamo pensato noi che avessero pensato gli altri, facendovelo, pur senza che gli altri l’abbiano mai pensato,  accidentalmente pensare.
Complimenti.

Saluto Romano

Secondo Sergio Romano, il miglior modo per festeggiare il decennale della scomparsa di Isaiah Beeeerlin, uno dei padri del liberalismo mondiale, è indagare approfonditamente i luoghi in cui andava a posarsi il suo liberalissimo uccello.

Lessico e filo spinato

Sul corriere di oggi Giovanni Sartori scrive un articolo bellissimo e anche un po’ commovente. In cui spiega, involontariamente, il significato di una delle categorie preferite di Parole Complicate.

"Avete mai sentito la frase «questa è una questione politica»? Io migliaia di volte. Pensa e ripensa, ho finalmente capito che quando era indirizzata a me voleva dire: levati di mezzo, tanto tu la politica pratica, la politica «come veramente è», non la capisci."