La ballata del Marchesi
Il panettone è una grazia. Ci fosse un dio, olocausterei migliaia di agnelli per ringraziarlo del panettone, quello con i canditi. Quando, appena prima di parlare del tempo, mi chiedono se mi piace di più il panettone o l’altro, io non rispondo neanche perché appena ne odo il nome cado in trance. Il panettone addolcisce le mattine di tutto il mondo. Per il panettone sono stati creati degli spot straordinari. Il panettone ci salva dal natale: con quei canditi, con quel sapore popolare. Come tutte le cose che nascono dal miscuglio di ingredienti diversi, il panettone ha una leggenda. Sempre la stessa. I personaggi della leggenda sono: il re; un invitato molto famoso ed esigente; un cuoco. Il cuoco prepara un dolce ma lo brucia. Dovendo servire qualcosa al re e all’invitato (che nella storia ha un ruolo marginale ma molto caratteristico), impasta quello che è rimasto in cucina e mette tutto in forno. Ne nasce il panettone, che piace al re e all’invitato. Questo racconto popolare può essere traslato e proposto alle cene anche sostituendo il panettone con: la frittata al finocchietto selvatico; la crema chantilly; la cassata. Questi cibi, a differenza del panettone, in questo periodo dell’anno non sono in sconto.
