Stavo proprio pensando questa mattina che lo straordinario risultato di Ignazio Marino alle primarie è figlio della voglia di diritti, di merito, di mercato, di libertà individuali. In una parola: di occidente. E’ stupefacente che sole abbia il coraggio di regalarti novembre. I motivi per cui ieri pioveva, poi, sono molto simili a quelli per cui Dalema è un concetto diametralmente opposto a quello di Europa.
Dalema odia i diritti: va alle messe dell’Opus Dei, quelli del cilicio e della Binetti, del cilicio della Binetti, del suo sudore. E’ il principale oppositore del ricambio generazionale di un partito che ha costruito solo per sfasciare. Dalema odia il merito: ha distrutto l’università italiana con due riforme aberranti, due pigliatutto che hanno intossicato definitivamente un sistema già di suo messo mica bene. Dalema odia il mercato: manda in giro i suoi delfini a pagare aperitivi elettorali, a fare i “non so con chi sei abituato ad uscire, finché ci sto io paga il partito”, salvo poi indignarsi pubblicamente perché tra quelli che hanno studiato in Russia bisogna dire che la pecunia olet, eccome. Dalema odia le libertà individuali: non coglie, Dalema, la differenza tra il bianco e il nero. Oppure la coglie e si mette dalla parte sbagliata. Tra un’organizzazione terroristica islamica che lancia dei missili su abitazioni civili e un paese che risponde, Dalema sta con i primi. Ci va a braccetto. Perché saranno pure teocratici, lancieranno pure razzi sui civili, impiccheranno pure i froci. Ma sono eletti democraticamente, dice Dalema. Proprio come ama dire B, per giustificare le sue nefandezze. E infatti.
Dalema è Berlusconi che non vince. E’ Berlusconi che, oltre a fare l’amico dei preti, lo è davvero. E’ Berlusconi senza tivvù. E’ quello che ha permesso a Berlusconi le tivvù. Dalema è Berlusconi a vela. Dalema è Berlusconi vestito peggio. Dalema è Berlusconi. In quanto uguale a Berlusconi, Dalema è anche un ottimo contraddittore: parla bene, Dalema, e risponde meglio. L’Europa e l’occidente, però, non sono Ballarò. E per fortuna.
Quest’anno c’è che l’inverno arriva tardi: qualcuno lo dica a Dalema, please.