Blessings of Liberty

Ogni tanto risalta fuori. L’impiccagione di qualche gay in Iran. La lapidazione di una lesbica. Le frustate ad una donna che porta i jeans. Il lancio sul mercato di un costume da donna tipo palombaro per stare in spiaggia rispettando le sure. Qualche marocchina che non vuole togliersi il velo per fare la foto della carta d’identità.

A questo tipo di notizie si alzano due friniti di cicale contrapposti. I feltristi che dicono che, alora, se non gli va bene così, su de dò: cammello e a casa. I frikkettoni che rispondono che no, ratthisti, bbisogna rispettare le altre kulture, le altre scelte, perché ccomunque, la multiethniscità, inthomma.

Io stavo con i frikkettoni. Poi andai in erasmus, in Francia. Dove conobbi ragazzi musulmani a cui sono ancora molto affezionato. Alcuni francesi, altri dalle colonie. Alcuni religiosi, altri no. Per queste persone molto colte la donna è un buco, poco più. I gay vabbé, lasciamo perdere (non ditelo alla mia coinquilina, però).

Negando l’abisso civile che ci separa, la gente tipo Kasarini frikkeggia su conquiste sociali che non è nemmeno degna di pronunciare. L’Europa, così come l’America – l’occidente, insomma – ha radici di libertà. Il cristianesimo, certo, ma anche l’illuminismo, il liberalismo, il socialismo: ci sono diritti, qui, che in altre parti del mondo non vengono nemmeno pensati.

La nostra storia è diversa. Ciò ci rende diversi. La nostra diversità consiste nel fatto che un individuo, qui, può provare ad essere felice in molti più modi che in un paese in cui comandano preti  o dittatori. Un individuo, in occidente, è più libero. E’ il più libero di tutti. Ciò ci rende migliori.

Pordenone è una cittadina tranquilla vicino a dove sono nato. Lì, nel 2009, una ragazza è appena stata uccisa dal padre. Questa specie di vicenda edipica al contrario è successa, nel 2009, perché la ragazza, musulmana meno del padre, stava facendo l’amore con il suo ragazzo in macchina. Oggi, 2009, sua madre ha fatto dire all’Imam di Pordenone che perdona suo marito. Mentre la figlia ha sbagliato.

Duecentoventidue anni fa, da queste parti, veniva approvata la prima dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo.

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Alberto non era gay, epperò

Se fossi frocio dormirei sonni preoccupati“, scriveva Fulvio Abbate sul Foglio di qualche mese fa. Io, siccome non lo sono, mi accontento dei risvegli difficili. La storia è questa.

Da un paio di settimane ospito nella mia camera, in un appartamento in condivisione con altre 2 persone, un mio compagno di master che si è trasferito a Milano per lavoro e sta cercando casa. Pugliese, indiscutibilmente etero. Questa mattina, come ogni mattina, la mia coinquilina francese, cattolica, entra in bagno alle 8 ed esce alle 8.40, dopo aver consumato tutta l’acqua calda del boiler, e va bene. Io mi fiondo in doccia e dico al mio ospite di entrare in bagno tranquillo a farsi la barba, mentre mi doccio. Ci stavamo cambiando in camera quando la mia coinquilina francese, cattolica, entra e mi dice con degli occhi sinceramente impressionanti che questa storia non le va più bene. Non faccio in tempo a scusarmi, dicendo che la prolungata permanenza del mio ospite a casa finirà, che lui sta cercando una sistemazione, che lei attacca.

“Io non ho niente contro i gay”. Io non capisco. “Ma l’altr’anno ho vissuto con dei gay, e poi me ne sono andata, perché non è il mio modo di vivere, mi fa impressione”. Inizio a capire. “Io e gli altri non abbiamo parlato d’altro nel week end, guarda che lo pensiamo tutti, non solo io”. “Da quando va avanti questa storia non vivo più bene: questa è casa mia”. Prendo fiato e, cercando di controllarmi, le spiego che se il problema è la permanenza del mio ospite in un appartamento perché, chessò, c’è un solo bagno, allora capisco. Ma che se questo veleno parte dal fatto che lei è francese, cattolica, e quindi omofoba, non mi va più bene. Anche perché, by the way, nessuno di noi due è gay. “Questo non è quello che sembra”, mi risponde lei, “andate a dormire insieme, entrate in bagno assieme, due amici non si comportano in questo modo, l’ha detto anche il mio amico architetto”. E poi ancora “Io adesso ti ho detto questo e non avrò più problemi; tu inizierai appena ad averne”. Le ho chiesto se aveva intenzione di mandare il suo prete a guarirmi.

Senza fare l’uomo di ghiaccio, adesso: io sono sconvolto, sinceramente.

E non voglio trarre da questa storia conclusioni manichee o qualunquiste, però devo dire delle cose, ed è giusto che le dica qui.

Credo di non sapere se questi rigurgiti clerico-nazisti siano dovuti ai continui attacchi della maggioranza, di Povia e dei preti ai gay. Ma credo che anche solo una situazione tipo quella di stamattina (figurarsi le altre che si sentono) dovrebbe essere sufficiente a fargli fare un pensierino, a questi, sul piantarla.

Credo che sarà pure vero che non tutti i cattolici sono omofobi; certo è che tutti gli omofobi che ho conosciuto fino ad ora sono cattolici.

Credo che non sono gay, ma questa mattina mi sarebbe tanto piaciuto esserlo, così: per poter aggiungere alla mia passione civile un po’ di sano e tagliente orgoglio di genere.

Credo di non sapere se mi dà più fastidio che a darmi del gay sia stata una cattolica oppure un architetto.

E, soprattutto, credo che in una casa moderna e laica ci voglia uno scaldabagno.

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Ti tirano le pietre

Ricordate quando B disse che, sui diritti, vi sono civiltà più avanti e civiltà più indietro? Ricordate quando, a dirla tutta, disse che su questa cosa la civiltà occidentale è superiore a quella islamica (e parolecomplicate si schierò, decisa, con il Presidente)? Ricordate quando disse che una civiltà illuminista come la nostra e una teocratica come la loro non andavano messe sullo stesso piano? Be’: era conflitto di interessi.

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Resistere, resistere, ma anche no

Alle ore 15, ora di scadenza per la presentazione degli emendamenti sul testamento biologico. Il totale aveva superato il numero di 2500, di cui il 20% suggerito via web, presentati dai senatori Radicali.  [...] Sono invece 173 gli emendamenti complessivi messi a punto dal gruppo e dai singoli senatori del Pd sul ddl Calabrò.[...] 16 a firma di Ignazio Marino. (*)

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Non sai come reagire all’insipienza del maggiore partito di opposizione italiano? Non ti senti rappresentato? Temi per i tuoi diritti fondamentali, che nessuno in parlamento difende, radicali a parte?

Aderisci alla campagnaAlle Europee vota Mill“, promossa da PC e da un paio di gruppi satellite .

Un grande scozzese per un grande Paese. (la Scozia)

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Riceviamo e, volentieri, pubblichiamo

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“Padre, perdona loro, perchè non sanno, anche se credono di sapere, magari a causa di un’informazione distorta o del difficile clima sociale, e poi come non menzionare una sorta di spinta emotiva collettiva spontanea ma dannosa, nel senso di nevrosi inconsapevole, o anche di barsportismo etico, e comunque dicevo…”

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Makkox, un po’ di tempo fa.

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We’re moving

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Nel mio bagno, come in tutti i bagni del mondo, c’è una pila enorme di carta da leggere. Tra i soliti venerdì di Rep e Magazine del Corriere, la mia scelta di oggi è caduta su un Tex del 1983, gran annata, tralaltro. Costava 800 lire e no, non ho idea di chi tra i miei compagni di casa possa averlo comprato.
S’intitola "Il segreto della Sierra Madre": una spedizione per ritrovare un tesoro Atzeco, degli omicidi, e Tex e Carlson che cercano di trovare l’assassino. Bella storia, bella grafica, battute un po’ machiste. A pagina 83, per esempio, Tex fa a Kit: "Nessun sospetto su chi possa essere?", e lui "Per me è più buio che nella gola di un negro".
Nella gola di un negro. Giusto per registrare il muoversi dei confini, dei costumi: oggi sarebbe inconcepibile. O almeno censurabile, almeno razzista.
E che io ci abbia fatto caso non so se mi fa sentire più vecchio o più meglio.

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Terzo mondo

Un commentatore RAI, dopo un abbraccio tra due atlete olimpiche sul podio del lancio del peso, ha appena detto che è un piacere vedere questa sportività, "specialmente tra le donne: di solito le donne si odiano tutte".

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Censor me, if you can

Nei blog cinesi, Tibet si scrive  T 1b ET.

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Con te se ne parte la primavera

Oramai neanche mi prendo male. Quando sento parlare di Pietro, oppure Alfano. Quando Amato se ne va, e mi lascia solo, quando non mi rimane che il PD. Quando sento cose che un paio d’anni fa mi avrebbero fatto piangere, oramai nemmeno mi giro. C’abbiamo la scorza dura, noi della B Generation.
Eppure, nonostante l’idea di "Stato Confessionale" sia quasi un pochino riduttiva, qualcuno ha capito che cosa mai significhi "pericolose per la pubblica moralità"?

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Forte dolore al cuore

«Quello che è accaduto a Christian è gravissimo, la mia condanna è ferma, l’orientamento sessuale non può determinare discriminazione e violenza» ha commentato il ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna.
A me fa orrore.
Il fatto che "ministro" e "Mara Carfagna" stiano nella stessa frase, intendo. Orrore.

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Ruote rosa

Oppure: "perchè è un governo, mica la festa delle medie".

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Santa Sapienza

FISI169Capisco l’astio per l’arrivo, nel tempio della ragione, di un capo di stato straniero che cerca ogni giorno di arretrare il nostro, di stato. Capisco anche che  a questo arrembante assedio delle forze neo-cat, teo-dem, ci-el, fer-rar, bisogna pure reagire in qualche  modo. Capisco che il mondo della scienza, storicamente, è sempre stato il più esposto baluardo dell’anticonfessione, dalla confessione combattuto a tutto campo, e spesso sconfitto.
Però.
La differenza essenziale tra un Paese liberale e uno confessionale è la libertà.
La libertà, declinata a dovere, può voler dire libertà di invitare il lupo nel recinto degli agnelli. Può voler dire, più semplicemente, libertà di parola che, in quanto libertà, non è negata a nessuno. Nè al lupo, nè agli agnelli.
Quindi, premesso che NON E’ NATURALE, "che un’autorità religiosa sia accolta in sedi istituzionali" (sostiene il contrario, invece, don Wolter), credo che l’ormai mancato intervento di B16 altro non fa che salvarlo da un dibattito a viso aperto con persone libere.
Avrebbe perso per inabitudine. Peccato.

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Que viva la moratoria

Bisogna sempre guardare il lato positivo. Mai farsi prendere dalla sconsolazione, dalla tristezza rassegnata. E’ una vecchia regola, comune a molte filosofie, quasi tutte. Rialzare la testa. Tirare a campare, nonostante tutto e  nonostante tutti. Pensare positivo, avrebbero detto negli anni novanta, di cui sono figlio naturale. Si vive meglio, a vedere la vie en rose. Ad esempio: avete notato che da questa cosa della moratoria sull’aborto, stanno uscendo i post più belli della storia?

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L’aborto e il valore del silenzio

01.10.08_emmepubbSe si affronta il discorso dell’aborto cercando, prima, di rispondere alla questione se le due cellule sono vita, e, se non lo sono, quando iniziano ad esserlo, non se ne viene fuori. E’ assolutamente opinabile che un feto sia considerabile vita. Sicuramente più opinabile del fatto che non lo sia.
Come tutti i problemi, forse, bisognerebbe partire da ciò che opinabile non è.
Ovvero il fatto che la donna incinta è vita. Che è la donna incinta a portare in sè, per un periodo piuttosto lungo, il quid, vivo o no. Che sarà lei a farlo dolorosamente uscire, o altrettanto (e forse anche più) dolorosamente, finire. Che è lei che soffre, insomma, come dicono pure Giulia. e un Facci da applauso.
I diritti in gioco sono diversi. I titolari di questi diritti, due, forse.
Una, di sicuro (e non me la si venga a menare con la storiella del diritto a diventare padri: noi non facciamo altro che spruzzare, piacevolmente, un po’ di liquido. Stop.)
Detto ciò, trovo alquanto strane due cose.
Uno: che a farsi crociati di nuove norme rivolte di certo alle donne, e, forse, al quid, siano personaggi che non partoriscono, non abortiscono, e, ad occhio e croce, neppure copulano. Ferrara. Bondi.
La Binetti. W. Ben 16 e relativi accoliti.  Mancanza di interesse ad agire, si direbbe. Insomma: è possibile che una questione che di sicuro ha solo i 9 mesi di vita di una donna, sia portata avanti da soli uomini?
Due: in questo frangente, mi sento straordinariamente vicino a Berlusconi che, magari per ragioni diverse dalle mie, fa the right thing. Tace.

PS: che brava, sul tema, pure Daria.

(foto da Macchianera)

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Non vamos bien.

ilSignor_bonaventuraA chi interessasse, segnalo che il governo Prodi, dopo il 20% di finanziamenti in meno dello scorso anno, e dopo le promesse degli ultimi periodi, ha appena tagliato altri 92 milioni al fondo di finanziamento ordinario degli atenei per l’anno 2008 (a Units, 1,5 milioni in meno).
Il motivo ufficiale, è che servivano soldi per placare il placcaggio degli autotrasportatori di qualche settimana fa. Per gli aiuti ai tir, insomma.
L’università italiana addirittura dietro l’ultima ruota del carro.
E io continuo a non capire (e, magari, non li voto più).

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Il diritto internazionale non esiste

Certo, meglio che partecipare con le basi prima, e con gli uomini poi all’invasione dell’Iraq, salvo poi dire che in realtà si era contrari. Meglio che essere amici di Putin. E meglio anche di andare in giro a fare le corna, o a millantare false conquiste di premier svedesi. Nemmeno a dirlo, meglio che proporre una morchia omofobica e filothofa alla Commissione Europea, e meglio che mandare i propri sgherri a sventolare bandiere padane a Bruxelles mentre parla il Presidente della Repubblica.
Meglio, sì. Però, fatemelo dire: questa moratoria internazionale contro la pena di morte, è una cagata pazzesca.

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L’Europa respira

009.jpgDopo Berlusconi e il film sui kapò.
Dopo Borghezio e le bandiere padane.
Dopo Buttiglione e l’Europa di preti omofobi.
Dopo tutto questo, Claudio Fava è stato eletto Europeo dell’anno.
Attendendo una mail di ringraziamento a questo blog, che ha mosso per Claudio centinaia di migliaia di voti con questo post, mi piace sottoscrivere il parere di un’illustre diplomatica italosiculocampanocinese, cui sono particolarmente affezionato, secondo cui

"
Oramai Parole Complicate sta all’Europa  come la sette sorelle stanno all’ America"

Chapeau.

PS: qualcuno ha letto qualcosa sui giornali italiani?

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Precari? Magari

san precario

Fare pratica legale è meraviglioso perchè ti dà quella sensazione, quel brivido, non so, quella cosa che quando un diesse ti parla impegnato di precarietà, tu lo guardi sprezzante, dall’alto del tuo volontariato, e pensi: "Mona".

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Le quote rosissime del PD

Minnie-Mouse
Che alle primarie del PD si adottino le liste bloccate, quelle della legge elettorale di Calderoli, quelle in cui chi vota non sceglie la persona ma solo il partitino, non è un problema. E’ per consentire alle donne di entrare in dosi massicce in politica, dicono. E che donne.
Oltre alla cugina, alla nonna, ed alla ragazzina piangente del convegno conclusivo dei DS, Wolter ne ha tirata fuori un’altra delle sue. Dopo Veronica Lario, infatti, sembra ormai certo l’impegno, nel collegio "Roma 2", di Minnie Mouse. Topolino, stizzito, ha dichiarato che lui, quel 14 ottobre, andrà a funghi.

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