Ceci n’est pas

Quando non sapevo se sarei rimasto a Milano e tornavo saltuariamente nella provincia dell’impero in molti mi chiedevano, curiosi: -ma hai visto qualcuno di famoso là, a Milano?-. Io rispondevo sempre -Mah, sì: una volta dopo un aperitivo ho incrociato Pierluigi Battista-. Quello che ottenevo, era un perplesso -Chi?-: un po’ poco per uno che è così fico da incrociare Pierluigi Battista dopo un aperitivo.
Ora che so che a Milano ci rimarrò per un po’, invece, le cose vanno molto meglio. Sono una persona molto rispettata nei giri che non contano e di persone più famose e più importanti di me e di chi me lo chiede potrei incontrarne a pacchi. Due giorni fa, ad esempio, una donna molto alta mi fa -hei, lo sai che domani vado a cena con Laura Ravetto, la candidata alle europee?- Io mi sono subito sentito al centro del mondo, a Milano, mi sono sentito molto importante ad avere un’amica che cena con Laura Ravetto. Anche se non è che la conosca tanto bene questa che me l’ha detto; intendo, non è che usciamo assieme ogni sera. Anzi, forse non siamo mai usciti, assieme. Non è proprio un’amica: è un blackberry.

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Italia dei errori

Mentre continua in tutto il Paese la mobilitazione che sa di sommossa per dare la giusta forza all’unico partito italiano degno di andare in Europa, quello di Emma Mill Bonino, ancora una volta ci tocca star qui, la domenica pomeriggio, a correggere don Franceschini: votare Di Pietro non è affatto inutile. E’ dannoso.

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Corrierecomplicato

vota-millBeppe Severgnini aderisce alla campagna lanciata per le europee dalla redazione, qui.

Mill ha già due tre voti: tu, che aspetti?

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