Berlino

Al di là della fitta coltre di neve sotto la quale si è risvegliata oggi, questo posto mi sta facendo seriamente pensare al rapporto tra un popolo collettivamente felice e delle strade in cui ogni tre vetrine di abbigliamento c’è una galleria d’arte.

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La poesia è una scelta

Non ce ne sono mica molte di cose che ti fanno emozionare, primavera a parte. Una tra queste, però, è quel video, quello del leone.  Ricordo che pioveva forte, oppure c’era umido. E quando piove e c’è umido a me vien da star triste. Dopo essermi ingurgitato un litro di nutella per far fronte alla solitudine disarmante che coglie l’uomo sensibile mi capita di vedere quel filmato di cui si è parlato da queste parti un po’ di tempo fa. Nella pellicola due tipi con i pantaloni a zampa e i capelli acconciati tipo Stursky & Hutch allevano un leoncino. Il leoncino cresce e loro lo liberano in una savana. Dopo qualche anno ritornano nella savana e lui li riconosce. Li abbraccia.

Io piango. E avrei pianto molto di più, non fosse per la colonna sonora di Body Guard che rovinava l’atmosfera. Decido allora di mangiare un po’ di fragole per tirarmi su, e mentre apro il frigo vuoto mi sorprendo ad essere felice per quel leone.

Come quasi tutte le cose che mi rendono felice, lo metto su parolecomplicate. Non l’avessi mai. I commenti: “sei un frikkettone!”; “mi stupisco di te!”; “noi uomini siamo peggiori degli animali!”; “il video mi fa ridere per Stursky & Hutch”. Le telefonate: “Ma non penserai mica sia vero?” “Sì, perché?” “Si vede che l’hanno fatto in studio.” “E da che?” “Un leone non abbraccia gli uomini” “…”.

Ieri stavo cercando sul sito del Corriere qualche notizia sull’amore. Poi nella colonnina della vergogna ho trovato l’unica notizia degna di stare su un giornale nazionale. Della storia del leone, che si chiama Christian, e di quella dei suoi due amici, che si chiamano Anthony e John, ne hanno appena fatto un libro. La storia, visto che ne fanno un libro, è naturalmente vera. Ci sono le foto. Christian amava giocare a calcio e a nascondino. Amava mordere cestini di carta. Era molto triste nella gabbia all’areoporto di Heatrow. John aveva un cappotto di montone. Anthony, dopo l’abbraccio con Christian nella savana, per la felicità ha deciso di cambiare sesso. Ora si chiama Priscilla.

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