Per un’Unione Panellenica

Ho passato più della metà delle cene della mia vita a spiegare ai miei amici perché leggo Il Foglio di Giuliano Ferrara. Non devo esserci riuscito molto. Non ho più amici e non vengo invitato a una cena da almeno 2 anni.

Coerenza e mentalità. Coerenza: vista l’assenza di cene, ho ancora più tempo per leggere Il Foglio. Mentalità: Ferrara è una persona interessante, e asseme a molte cose sbagliate dice e fa cose interessanti. E’ stato l’unico, ad esempio, a indignarsi contro la supponenza dei francesi, che non è poco. Ferrara dice anche che l’Europa ha torto.

Ferrara ha ragione. Da quasi tre giorni sono passato anch’io dall’estremismo europeista dello studente erasmus a un antieuropeismo che neanche De Gaulle. Il motivo è la Francia, ma non solo. Il motivo è quello che la Francia ha fatto alla Grecia. Al popolo greco. Che sarà anche in crisi, e quindi? Che avrà anche truccato i bilanci, ma allora? Possono dei bilanci giustificare limitazioni di sovranità del popolo che ha inventato l’occidente, i greci, a favore di un Paese in cui l’espressione più utilizzata è “o-la-la”? Basta un bilancio a legittimare le minacce razziste verso un Paese a cui dobbiamo tutto? La prima cosa quando vedo Sarkozi sorridere di scherno è forse il termine “bilancio”?

L’Europa non ha più senso. Non ne avrebbe, certo, senza la Grecia. Ma non ne ha comunque perché qualcuno ha osato pensare di lasciare indietro la Grecia, invece di liberarsi del razzismo e della supponenza dei gallici.

Nella legge di stabilità si stabilisca l’uscita dell’Italia da questa cozzaglia di burocrati senza cuore chiamata Europa. Poi si sequestri il nano d’oltralpe e lo si rechi a Capo Sounion ( Άκρον Σούνιον), appena a sud di Atene, dove Egeo si gettò nel mare dopo aver scorto, all’orizzonte, il colore scuro delle vele di Teseo di ritorno da Creta. Lì, su una rupe molto alta, sorge il tempio di Poseidone.

“Mar Sarkozì” non suona poi tanto bene, ma ci sono diversi altri vantaggi.

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I confini della realtà

Come giustamente dice Ferrara, non è che si può andare in giro a sponsorizzare l’uso del preservativo e poi scandalizzarsi se un prete stupra un bambino.

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La dodicesima domanda

12) Sicuro sicuro sicuro?

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Se un dio esiste, mandi qualcuno a spiegare chi è Pallelesse

In anteprima su parolecomplicate l’estratto di un articolo di Repubblica che uscirà tra qualche giorno  su un fenomeno di costume molto diffuso, da qualche ora.

MILANO – Nella blogosfera non si parla d’altro. La rete è impazzita, negli ultimi tempi, su una questione frivola ma piuttosto significante: chi è il signor Pallelesse?

Qualche giorno fa sul Foglio il Giulianone nazionale, nel rispondere ad una lettera di un affezionato lettore sul nuovo libro di Vito Mancuso e Corrado Augias, ha apostrofato lo stesso Augias con l’epiteto misterioso. Signor Pallelesse. Facebook è ormai in pieno subbuglio. Sono nati gruppi di indagine tipo “Quelli che si chiedono chi sia il Signor Pallelesse”, oppure “Quelli che non sanno come si pronuncia ‘Pallelesse'”, o gruppi di indirizzo come “Quelli che Pallelesse è francese: si pronuncia ‘pallelèss””.

Paolo del Debbio, raggiunto dal nostro corrispondente, sostiene che Pallelesse (pronunciato “Pallelèss”) sia il soprannome da bambino del cognato di Barney Panofsky. Mario Giordano è più cauto e si trincera dietro un “stiamo studiando la questione”. Ma a Studio Aperto, nei prossimi quattro giorni e mezzo non si parlerà d’altro.

Il termine, intanto, è balzato al primo posto nella classifica delle parole più ricercate su Google, superando parole come “terremoto” e “teiera”. Nell’attesa di una chiarificazione sul punto, i lettori di Repubblica.it potranno partecipare al sondaggio: “Secondo voi Pallelesse è palindromo?”

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