Lista delle cose che penso di VVCM

- Fazio è bravo, ma un po’ lento;

-  Saviano non è molto bravo e anche un po’ lento;

- la scenografia a pannelli di plastica colorati è di Kartell?

- Paolo Rossi sta alla tv come Oddifredi ad un convento di suore di clausura;

- le scarpe di Saviano stanno al buongusto come Paolo Rossi sta alla tv;

- Bersani non è capace di fare una lista;

- Fini non è capace di fare una lista;

- in un sistema elettorale senza preferenze questo può essere un problema;

- De André assomiglia sempre di più a De André;

- Ligabue assomiglia sempre di più a Mino Reitano;

- ha ragione Cicchitto, a dire che è una trasmissione politica;

- ha ragione Bondi, a dire che è anche un po’ faziosa;

- ha ragione Aldo Grasso, a dire che hanno ragione Cicchitto e bondi;

- ma Aldo Grasso ha mai acceso la tv la domenica pomeriggio?

- in che senso 9 milioni?

- c’è ancora speranza.

Share

Se desta #2

Seconda puntata della serie “rendiamo grazie a Gianfranco”. Che la destra (ex e non ex) berlusconiana sia composta solo da stronzi senzacervello è una cosa di cui in molti sono convinti, a sinistra (è anche uno dei motivi per cui perdono, credo). Noi, che siamo di un altro avviso, ripetiamo: niente di più sbagliato. Oltre ad essere mediamente molto più intelligenti di Fioroni, infatti, da quando c’è Fli alcuni di loro  sembrano pure simpatici. Roba da uscirci a cena. O almeno una birra, dai.

Share

Se desta

Mettiamo un autunno, il prossimo, di campagna elettorale. Violenta, personale, cieca da una parte. Immaginiamo, per un attimo, il loro popolo. Abituato ad essere ingozzato di paura come delle oche. Mettiamo che ad un certo punto dall’orizzonte piatto di nebbia verso cui hanno sempre guardato si scorga una luce nuova. Una luce che suggerisce un dubbio, che diventa piano piano domanda e poi interesse. Mettiamo che dall’altra parte si voli alto, si faccia poesia. Si lasci perdere il correre in tondo per andare ad urlare che il mondo, in fondo, è un posto tanto bello. Che basta incontrare, allargare le braccia. Che il bello non si rifiuta per distrazione: si accoglie, si assapora. Mettiamo che la nostra gente sia ancora capace di meravigliare.

Immaginate le loro facce, verso la mezzanotte delle schede, che diventano sempre più tese, paralizzate della stessa paura con cui hanno infranto sogni e negato felicità. Immaginate le loro sicurezze di marmo, sgretolarsi davanti alla consapevolezza del dover rispondere degli scorsi 15 anni davanti alla storia e ai loro nipoti. Mettiamo un colpo d’ala inaspettato, istintivo. Un gol al 93′ in fuorigioco in una finale di Champions, dopo aver subito per tutta la partita. Mettiamo che alla fine ci si prenda per mano commossi, con le lacrime agli occhi dal cambiamento. E che poi si costruisca assieme una profezia, un Paese di liberi. Detto ciò: il nobel per la pace a Fini, no?

Share

Dicevi?

Quella strana sensazione, quando ti svegli al mattino e leggi i giornali. Quella per cui ti dici “vabbé, ma allora anche loro non sono messi poi tanto bene”. Che poi vai a lavoro e pensi “ma va’ che questa è la volta buona che va tutto in mona e possiamo riniziare daccapo”. Anche considerando che Lui mica c’è abituato alle grane interne, ti dici, va’ che se le stanno ammollando di santa ragione. “E poi questa non gliela può perdonare”, affermi convinto al telefono, facendo più o meno finta di sapere cosa succederà dopo. Il dopo che diventa una bandiera stracciata. Diventa speranza che, per una questione di probabilità, in 15 anni uno con un po’ di dignità doveva pur arrivare. La notizia di oggi è: pur.

Share

Cose che ti fanno diventare di Fare Futuro

Ho avuto l’onore di tenere una lezione al Parlamento italiano, all’interno di una serie di dibattiti sul futuro di Internet voluti dal presidente della Camera, Gianfranco Fini. Al Congresso degli Stati Uniti nessuno ha mai tenuto dibattiti del genere, né ricevuto la stessa attenzione.

Lawrence Lessig

Share

Annozero (:titoli)

Da circa 3 o 4 anni non ho una televisione in camera. Da circa 5 non ho un soggiorno. Da 6 o 7 non mangio un pasto in cucina. Questo mi porta a non seguire Annozero.

Essendo invece i giornali in internet, ed essendo consultabili più velocemente di una puntata in streaming di Annozero, quelli li leggiucchio.

Mi sembra interessante sapere come la pensino sull’ultima puntata di Annozero Fini, Berlusconi, la mia Emma, il non mio Gasparri e Franceschini. Mi sembra preoccupante che nessuno abbia spiegato quale sia il problema.

Share

Fini si rivolta, quindi è

Da un po’ di tempo, alle cene, va un sacco parlare di Fini. I miei commensali credono che il vino era meglio nel ristorante a fianco e che Fini sia un gran paraculo. Dice le cose che dice perché vuole prendere le distanze da B, perché mira in alto, perché vuole occupare quello spazio politico lasciato vuoto dalla scomparsa (o dall’assenza) di una destra liberale (e, quindi, laica). Io credo che il vino non sia poi così male e che Fini stia dicendo da un po’ di tempo cose talmente normali da risultare coraggiose, suicide.
Iniziamo con quello che disse, a Trieste, il giorno dell’allargamento dell’UE nel 2004. Dire di fronte a uno stuolo di tuoi elettori i cui parenti sono stati infoibati dagli sloveni che bisogna andare avanti, che l’Europa va e ci porta da un’altra parte, è una cosa normale e bellissima. La questione è che è l’opposto di quello che fonda il bacino elettorale di due terzi della destra triestina.
Continuiamo, poi, con il viaggio in Israele, con il fascismo-male -assoluto. E’ una cosa normale e piuttosto condivisa. Peccato che gli elettori di aenne abbiano un busto del duce accanto ad ogni frullatore in cucina, e gli eletti portino croci celtiche al collo.
E la difesa del parlamento, contro la deriva uomofortista rappresentata da B (B essendo l’unico motivo grazie a cui la destra vince da 15 anni in Italia).
E il voto agli immigrati. E la fecondazione assistita. E la solidarietà umana e politica sul caso Eluana. E la laicità dello stato.
Qualche giorno fa, davanti a dei petali di viola glassati di una pasticceria di via Victo Hugo, un amico mi ha detto che non è disposto a perdonare. Che se uno è stato fascista, comunista, piduista, per lui è politicamente morto.
Io adoro i petali di viola glassati e credo che la coerenza non sia un valore, che cambiare idea è un diritto di libertà.
Io credo che se Fini mira in alto, vuole sostituire B, occupare o creare uno spazio politico nuovo e liberale per davvero, be’: si lasci indietro chi ha dietro ora e poi faccia pure, sono d’accordo, lo voto. Ditelo pure alla Serracchiani.

Share

Fini è uno dei migliori Presidenti della Camera che io ricordi

“Invidio chi ha certezze sul caso Englaro. Personalmente non ne ho, ne’ religiose ne’ scientifiche. Ho solo dubbi. Non so quale sia il confine tra un essere vivente e un vegetale: penso che solo i genitori di Eluana abbiano il diritto di fornire una risposta. E avverto il dovere di rispettarla.”

La persona a cui si deve il fatto che domani mattina l’Italia si sveglierà Paese un po’ più umano, naturalmente, non è W (e nemmeno Napolitano, che continua a chiedere una legge su non si capisce cosa e per non si capisce chi).

PS: ammenda su Nap. shame on me.

Share