Giusto così, per gradire. Tutto il circo televisivo, radiofonico e giornalistico, per tutti i primi mesi dell’anno, sembrava non avere altro scopo di vita che non le elucubrazioni onanistiche sull’urgenza indotta del momento, gli stupri.
Tintinnare di manette a porta a porta, servizi con testimoni e criminologi a Matrix, – ma, ancora più agghiaccianti – trasmissioni mattutine con la d’Urso e pomeridiane con la Perego che invocavano a gran voce la castrazione chimica. Vittime sacrificali prescelte, capri, volti, erano i due rumeni-della-caffarella ed un ragazzino accusato di aver stuprato una ragazzina ad una festa di capodanno a Roma. Quest’ultimo che aveva pure, sfiga sua, concesso un’intervista a Studio Aperto poco prima del fattaccio (dicendo quello che Studio Aperto gli ha sempre insegnato bisogna dire in tv, divertitevi-ma-non-bevete, divertitevi-ma-non-bevete). I due rumeni sono stati sbattuti in prima pagina e in prima serata, in manette, nonostante una norma lo vieti. Si sono tessute ed autotessute le lodi di polizia e carabinieri, che hanno agito da segugi, bloccando la fuga dei due verso chissà dove. Volti incipriati da tutti i telegiornali o quasi ci sono venuti a giustificare la gente che, fuori dalle caserme dove avvenivano gli interrogatori, gridavano al linciaggio dei tre. Una deputata radicale, per aver denunciato i pestaggi subiti dai due rumeni, in caserma, da giustizieri della notte protofascisti vestiti da poliziotti, è stata inondata da mail che le auguravano di essere stuprata e di morire nel malriuscito tentativo di abortire il figlio frutto della violenza. Il sempre saggio Gasparri, da porta a porta, in un italiano scadente si è scagliato contro i giudici che hanno concesso i domiciliari al ragazzino presunto stupratore. Il frinire di cicale si è protratto così forte che il governo non ha potuto fare a meno che emettere un provvedimento d’urgenza che, fottendosene dei principi più elementari dello stato di diritto, ha imposto (e impone) ai giudici di sbattere dentro, senza processo, chiunque sia sospettato di questo tipo di reato.
Negli ultimi giorni sono successe due cose. Il test del dna ha dimostrato che i due rumeni, con lo stupro, non c’entravano nulla; e ieri un giudice ha stabilito che quella sera, a Roma, la ragazza ha fatto sesso in modo consenziente. Immagino si faranno trasmissioni e prime pagine su questo, adesso. Un titolo potrebbe essere, ad esempio: “Scusateci, siamo degli stronzi”, chiuse virgolette.