Bomb Libya

C’è un unica soluzione per riparare l’onta dei cavalli, delle amazzoni, delle 200 figlie italiche sacrificate sull’altare dell’Eni e dell’islamofascismo, delle mitragliate alle flotte di impavidi guerrieri del pesce. C’è un unico modo per riacquistare l’onore, la gloria e storia. Un’ultima possibilità per ristabilire l’Impero.

Bombardiamo la Libia.

Ora, adesso. L’America è entrata nella seconda guerra mondiale per molto meno. La Russa inizi a fabbricare prove false di armi di distruzione di massa libiche. A scuola si indottrinino i bambini sul principio di necessità, sull’occidente e sul fatto che tutte le religioni sono dannose (se esce il discorso del cristianesimo, si lasci cadere la cosa). Caressa registri spot patriottici. B si compri degli stivali in pelle. Si richiamino le leve dei ’60. Perché la guerra è bella. Perché la guerra è veloce, Andiamo, vediamo, vinciamo. Se va male, alla peggio, scarichiamo dalle tasse.

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It’s all so quit

Questa notte non sono riuscito a dormire per colpa del pensiero che il mio Paese si fa usare come una bambola di plastica da uno schifoso islamofascista che arriva qui e viene a dire che dovremmo convertirci all’Islam. Tra parate di ministri, carabinieri, preti, 200 ragazze in tailleur adoranti e cene da 800 persone. Premessa: non mi interessa che dietro a tutto ciò ci siano gli affari. Della figura da pagliacci fatta dall’Italia se ne sono lamentati quelli del governo (appena dopo averla organizzata) e l’udc. Gli altri niente. Sto iniziando a pensare che l’assenza totale del principale partito d’opposizione negli ultimi anni sia così assurda da nascondere qualcosa. Un piano B, un asso nella manica. Un golpe, una rivoluzione, un’altra gladio. Un colpo di scena finale clamoroso, che ci ripaghi della sottorappresentazione e della frustrazione degli ultimi anni. Bersani che si trasforma in un enorme drago sputafuoco e uccide i cattivi non vale.

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Sapersi rinnovare

Gheddafi assomiglia sempre di più al mio wall di facebook.

ghedda1

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