by Alberto
Elettore che eleggi Berlusconi, hai letto? Il Giornale tuo di riferimento ha espresso ieri le sue perplessità sull’attentato inventato a Belpietro. Dice il Giornale, caro elettore, che su quella storia girano strane storie. Dice che l’agente di scorta ha sparato in aria. Dice che le telecamere non hanno registrato nulla. Dice che gli altri uomini di scorta, sulla scorta di questi fatti, si sono delle domande fatti. Conclude, poi, che non è che l’uomo di scorta di Belpietro si è inventato tutto. No: è che era stressato, e lo stress a volte tira brutti scherzi.
Elettore che eleggi Berlusconi, hai mai letto (e fatto leggere) parolecomplicate? Le stesse cose le aveva scritte circa tre mesi fa. Pensa che belli sarebbero stati questi tuoi tre mesi, senza l’incubo del terrorismo.
Elettore di Berlusconi, sostituisci Il Giornale tuo di riferimento con parolecomplicate. E’ più verde, più puntuale, più sempre sulla notizia. Caro Amico, dimentica l’orrenda pelata di Sallusti e passa ai nostri splendidi boccoli biondi. Che ultimamente sono un po’ più bianchi. Dev’essere lo stress.
by Alberto
Caro Jacopo, il Fatto non lo leggo perché mi fa diventare triste. Prendi ad esempio l’ultimo scooppone, quello delle telefonate tra il vicedir de Il Giornale e il portavoce della capa di Confin. Pazzesco. In meno di tre minuti, riesce a sputtanare oltre il 60% dei mestieri che un bambino può voler fare da grande. Ne escono male i giornalisti: che sembrano diventati dei buttafuori dell’Holliwood. Ne escono malissimo i politici e le puttane: che sembrano tutti burattini in mano di non si sa chi. Ne escono male gli industriali: ma come si fa ad avere paura di Feltri? Ne esce male Feltri: ma come si fa a far paura agli industriali (cattivo!)? Non ne escono benissimo neanche i poliziotti: ma perché uno dovrebbe intercettare quelli del Giornale (cioé: cosa possono fare di peggio)? La Marcegaglia ne esce peggio di tutti: con una credibilità che neanche Ciancimino. Massimo rispetto, invece, per i Cerchi Sovrastrutturali.
by Alberto
Riguardo a quella cosuccia, intendo la battaglia per la riconquista almeno lessicale della libertà, io credo che la candidatura di Emma sia una cosa straordinaria. Ne sono commosso. Tutto sta cambiando già, come quando si parla d’amore, come quando si sorride. Innanzitutto i preti non sono d’accordo. Secondo me non è d’accordo nemmeno D’Alema, e siamo a due. Le cicale di regime hanno già iniziato a frinire impaurite. Di Pietro il manettaro, incapace di confrontarsi su un terreno che non sia coperto di fango, ha polemizzato sull’art. 18. Nel 2009. Per le regionali del Lazio. Emma ha risposto che “le differenze tra noi e lui sono così marcate che francamente mi sembra anche inutile tirar fuori l’articolo 18“. Quello che a avrebbero dovuto rispondere tutti, al manettaro. Da W in poi. Ridare potere alle parole. Ridare anima e sostanza alle idee. Non importa che si vinca o che si perda, perché niente sarà più come prima. Perché questa volta si diranno cose giuste, e scusate se è poco.