La macchina del fungo

Elettore che eleggi Berlusconi, hai letto? Il Giornale tuo di riferimento ha espresso ieri le sue perplessità sull’attentato inventato a Belpietro. Dice il Giornale, caro elettore, che su quella storia girano strane storie. Dice che l’agente di scorta ha sparato in aria. Dice che le telecamere non hanno registrato nulla. Dice che gli altri uomini di scorta, sulla scorta di questi fatti, si sono delle domande fatti. Conclude, poi, che non è che l’uomo di scorta di Belpietro si è inventato tutto. No: è che era stressato, e lo stress  a volte tira brutti scherzi.

Elettore che eleggi Berlusconi, hai mai letto (e fatto leggere) parolecomplicate? Le stesse cose le aveva scritte circa tre mesi fa. Pensa che belli sarebbero stati questi tuoi tre mesi, senza l’incubo del terrorismo.

Elettore di Berlusconi, sostituisci Il Giornale tuo di riferimento con parolecomplicate. E’ più verde, più puntuale, più sempre sulla notizia. Caro Amico, dimentica l’orrenda pelata di Sallusti e passa ai nostri splendidi boccoli biondi. Che ultimamente sono un po’ più bianchi. Dev’essere lo stress.

Share

Raga non me l’aspettavo

Caro Jacopo, il Fatto non lo leggo perché mi fa diventare triste. Prendi ad esempio l’ultimo scooppone, quello delle telefonate tra il vicedir de Il Giornale e il portavoce della capa di Confin. Pazzesco. In meno di tre minuti, riesce a sputtanare oltre il 60% dei mestieri che un bambino può voler fare da grande. Ne escono male i giornalisti: che sembrano diventati dei buttafuori dell’Holliwood. Ne escono malissimo i politici e le puttane: che sembrano tutti burattini in mano di non si sa chi. Ne escono male gli industriali: ma come si fa ad avere paura di Feltri? Ne esce male Feltri: ma come si fa a far paura agli industriali (cattivo!)? Non ne escono benissimo neanche i poliziotti: ma perché uno dovrebbe intercettare quelli del Giornale (cioé: cosa possono fare di peggio)? La Marcegaglia ne esce peggio di tutti: con una credibilità che neanche Ciancimino. Massimo rispetto, invece, per i Cerchi Sovrastrutturali.

Share

Discepoli di Emma #2

Riguardo a quella cosuccia, intendo la battaglia per la riconquista almeno lessicale della libertà, io credo che la candidatura di Emma sia una cosa straordinaria. Ne sono commosso. Tutto sta cambiando già, come quando si parla d’amore, come quando si sorride. Innanzitutto i preti  non sono d’accordo. Secondo me non è d’accordo nemmeno D’Alema, e siamo a due. Le cicale di regime hanno già iniziato a frinire impaurite. Di Pietro il manettaro, incapace di confrontarsi su un terreno che non sia coperto di fango, ha polemizzato sull’art. 18. Nel 2009. Per le regionali del Lazio. Emma ha risposto che “le differenze tra noi e lui sono così marcate che francamente mi sembra anche inutile tirar fuori l’articolo 18“. Quello che a avrebbero dovuto rispondere tutti, al manettaro. Da W in poi. Ridare potere alle parole. Ridare anima e sostanza alle idee. Non importa che si vinca o che si perda, perché niente sarà più come prima. Perché questa volta si diranno cose giuste, e scusate se è poco.

Share

Viene prima

Ora: se il Presidente della Camera non può neanche più dire che «Il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso», se cioè non può dire questa ovvietà senza scatenare delle reazioni, beh, non si scappa: il problema sono le reazioni.
Dire che sia «il peggiore attacco laicista della storia repubblicana», come ha fatto Luca Volontè dell’Udc, citando i «totalitarismi neri del ’900», è da casa di cura: non ci sono altre parole da dire, e comunque nessuno le ha dette. Io non commento le reazioni della Chiesa: in Parlamento e nella Costituzione la Chiesa non c’è.
Ma, in Parlamento, il Pdl c’è: e vedere quanti hanno taciuto imbarazzati, mentre a difendere Fini era persino l’Italia dei valori, era da vergognarsi.
L’amico Lupi, di Fini, ha detto: «Non capisco la sua preoccupazione».
Gli spiego la mie.

La prima: in Italia, su certi temi, non si può neanche più dire ovvietà.
La seconda: c’è un drappello di parlamentari cattolici, da noi, che vuole fare delle leggi che piacciono molto a loro, piacciono molto alla Chiesa ma piacciono molto meno alla maggioranza degli italiani: e posso ricoprirvi di sondaggi a proposito.
Potete legiferare sulla «base valoriale» che volete, egregio Lupi: la differenza tra voi e me, tra voi e la maggioranza di noi, non è una diversa base valoriale, ma l’incrollabile consapevolezza che la democrazia viene prima.

Filippo Facci, “Il Giornale

Share