La macchina del fungo

Elettore che eleggi Berlusconi, hai letto? Il Giornale tuo di riferimento ha espresso ieri le sue perplessità sull’attentato inventato a Belpietro. Dice il Giornale, caro elettore, che su quella storia girano strane storie. Dice che l’agente di scorta ha sparato in aria. Dice che le telecamere non hanno registrato nulla. Dice che gli altri uomini di scorta, sulla scorta di questi fatti, si sono delle domande fatti. Conclude, poi, che non è che l’uomo di scorta di Belpietro si è inventato tutto. No: è che era stressato, e lo stress  a volte tira brutti scherzi.

Elettore che eleggi Berlusconi, hai mai letto (e fatto leggere) parolecomplicate? Le stesse cose le aveva scritte circa tre mesi fa. Pensa che belli sarebbero stati questi tuoi tre mesi, senza l’incubo del terrorismo.

Elettore di Berlusconi, sostituisci Il Giornale tuo di riferimento con parolecomplicate. E’ più verde, più puntuale, più sempre sulla notizia. Caro Amico, dimentica l’orrenda pelata di Sallusti e passa ai nostri splendidi boccoli biondi. Che ultimamente sono un po’ più bianchi. Dev’essere lo stress.

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Kafka all’Armani

Secondo A.M., agente di scorta di Maurizio Belpietro (hereinafter “MBP”), MBP stava tornando a casa con il suo agente di scorta (A.M. stesso). Una volta lasciato MBP alla porta, invece di prendere l’ascensore come fa sempre l’uomo della scorta decide di scendere le scale per fumare un cicchino. Ad un certo punto, su un pianerottolo diverso da quello di Belpietro, incontra un tipo. Iltipo è vestito da finanziere dalla cintura in su (ma senza giacca della finanza: camicia della finanza e basta). Per non destare sospetti, poi, porta dei pantaloni della tuta neri (come i finanzieri la domenica sera) e delle scarpe da ginnastica.

Appena i due si incontrano, quello della scorta, uomo miracolosamente intuitivo, capisce immediatamente che: i) il finanziere a metà è un malintenzionato; ii) oggetto della sua malintenzione è proprio MBP; iii) il movente della malintenzione è chiaramente politico (sembra che il finanziere a metà portasse la barba à la Renato Curcio).

Il finanziere a metà, sapendo che quello della scorta sapeva, sfodera la sua pistola, gliela punta contro e preme il grilletto. Qui avvengono altri due miracoli. Il primo è che la pistola fa cilecca (“cosa piuttosto frequente“, ha commentato Steven Seagal). Il secondo è che, mentre la pistola faceva cilecca, quello della scorta aveva la prontezza di sfoderare la sua calibro 9 e provare pietà, non scaricando una raffica di proiettili contro il finanziere a metà (“ho pensato che poteva tenere famiglia“) ma esplodendo un paio di colpi in aria per metterlo in fuga.

D’accordo con le intenzioni dell’uomo della scorta, il finanziere a metà si mette in fuga. E sparisce. Nel senso che nessuno lo vede uscire dal palazzo di MBP (dove un altro uomo della scorta – meno buono del primo – stava aspettando il collega) e nessuna delle 300 telecamere degli isolati circostanti (siamo in piano centro, vicino all’Armani, figa), per tutta la notte, registra niente.

Secondo me non lo beccano.

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Minzolini è la speranza di un mondo più giusto

Augusto Minzolini e i suoi occhi spenti sono il segnale più evidente dell’imminente fine del B-ismo. Augusto Minzolini è un giornalista molto mediocre e partigiano, tipo Fede. Il Tg1 è per tradizione un tigggì molto paraculo, tipo il Tg2. Aver messo Augusto Minzolini e i suoi  occhi spenti alla guida di una redazione in cui il giornalista più rivoluzionario è Mollica è stato un errore di valutazione grave, da ultimi colpi di coda del mostro che muore. Come invitare Joe Strummer ad un pranzo del Rotary, o Paolo del Debbio ad una conferenza di parrucchieri alla moda. Il Tg1 è sempre stato molto governativo, ma nel senso veltroniano del termine. Pacatamente, serenamente, come la Stasi. Augusto Minzolini e i suoi occhi spenti sono un elefante in una cristalleria e io non riesco proprio a non volergli bene.

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Beata gioventù

La cosa più dolce della vicenda di Minzolini, che da un po’ di mesi fa editoriali che neanche Feltri, che li fa alle ore venti della sera e da un ufficio arredato con molto cattivo gusto, è che nel comunicato del cdr di qualche minuto fa i giornalisti del Tg1 definiscono il loro un tele “giornale istituzionale e non governativo”. Come dire: sono sempre stato antirazzista, ma odio i negri. Il cdr di parolecomplicate esprime grave preoccupazione per la situzione dell’informazione su questo blog e, assieme a tutti gli uomini liberi, si augura che rai1 diventi al più presto un canale porno.

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Un porco, oddio #3

L’unica differenza tra l’epidemia che ogni anno porterà alla fine della razza umana e un raffreddore sono due colonne sul giornale. Succede in modo molto regolare. Lo schema è: arriva l’inverno. L’inverno coincide con la fine dell’emergenza caldo e con l’inizio dell’emergenza freddo. Con il freddo arrivano le malattie. La gente, anche in un paese perfetto come il nostro, muore. E allora per vendere i giornali ci si inventa un’epidemia, scegliendo un nome esotico ma non troppo. Spagnola, aviaria, suina. Una vecchia muore di vecchiaia. Una bambina di polmonite. Un cinquantenne investito da un treno. Tutti e tre avevano il raffreddore. Tutti e tre morti di epidemia. Poi qualcuno (con parolecomplicate nel reader) magari smentisce, ma ormai.

Qui se ne parlò, e neanche per la prima volta, in tempi affatto sospetti.  E se ne parlò da laici, anzi: da laicisti. Qualcuno dica a Beppe Grillo che tutta questa bufala dell’influenza porcellina non è stata confezionata e diffusa (la bufala, non l’influenza) dai lobbisti della Pfizer: l’avrebbero fatto meglio. E’ come se qualcuno dovesse darci dei buoni motivi per alzarci, la mattina, felici di esser vivi. A me basta il profumo del barattolo Illy.

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Ora dovrei pure cenare, io

La storia delle orse nello zoo tedesco che perdono il pelo e la relativa galleria fotografica del Corriere sono rispettivamente la notizia più irrilevante e le immagini più schifose che mi sia mai capitato di vedere su un sito on line. Si vergognino, in via Solferino. Si vergognino e basta.

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Benissimod

spacerquadrophenia

Che la situazione della libertà di stampa in generale si stia facendo davvero pesante non se ne sono accorti solo quelli del Corriere e di Wired. Sarà per tutti gli al lupo al lupo degli anni scorsi, forse. Fatto sta che oggi l’appello di Rep è stato firmato anche da Ace Face, aka Gordon Matthew Sumner, in arte Sting. Rabbia e ciclostile.

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Ho provato la suina. Non è poi così male.

Io sono stato in Grecia. Al ritorno, dopo una cena in cui ho raccontato che ero stato in Grecia, ho visto la ragazza più bella dell’universo. Poi ho preso l’influenza suina. L’influenza suina consiste in ciò: ti viene la tosse e un po’ di febbre. L’influenza suina si cura così: tachipirina e latte e miele preparato dalla mamma. Tempo di guarigione: 3 giorni.

Io non ho mai letto un articolo che riguarda l’influenza suina perché mi sarei annoiato molto e non ho alcuna fiducia nei giornalisti e nei medici. I giornalisti, però, sparando in prima pagina medici con le mascherine, morti ammazzati dall’influenza suina e suini causa dell’influenza suina, mi hanno fatto molto preoccupare lo stesso. Quando ho preso l’influenza suina ero molto innamorato, e per amore ho preferito chiamare il numero verde contro l’influenza suina (è il 1500, milleecinquecento). Mi ha risposto un medico delle parti di San Benedetto ovest, che si è detto un po’ infastidito. Ha anche detto che avevo la suina, e che dovevo prendere tachipirina e latte e miele preparato dalla mamma. Tempo di guarigione: 4 giorni. Pessimista.

Io non so se dietro il delirio mediatico sulla suina ci siano  le  multinazionali, la CIA, oppure l’A-Team. So che non è affatto giusto che per sapere la verità ci tocchi sempre leggere Il Foglio oppure qualche blog male informato.

Non è molto educato, da parte dei giornalisti, mettere paura alle persone innamorate.

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Starnuti e tritolo

Chi legge con costanza e dedizione questo spazio sa che da queste parti siamo un po’ allergici ad allarmismi da dipietristi, grillini, o chessò. Devo confessare, tuttavia, che mi fa una certa impressione che di fronte a:

- il fratello di un Giudice ucciso dalla mafia,

- la sorella di un Giudice ucciso dalla mafia,

- il capo della mafia,

che affermano concordi che il Giudice di cui sopra sia stato ammazzato su mandato dello Stato, il Corriere on line metta la notizia dopo l’ennesimo allarme epidemia inventato, un pezzo sul reddito annuo dei ristoratori, uno su un alpinista italiano morto in Pakistan e uno sulla mancata costruzione di box auto a Milano.

Dal titolo dell’articoletto “Non bastano i fiori, lo stato non c’era“, poi, sembra che il problema sia l’assenza delle autorità alla cerimonia di commemorazione. In realtà il punto è la loro presenza, qualche anno prima.

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Paura, eh?

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Annozero (:titoli)

Da circa 3 o 4 anni non ho una televisione in camera. Da circa 5 non ho un soggiorno. Da 6 o 7 non mangio un pasto in cucina. Questo mi porta a non seguire Annozero.

Essendo invece i giornali in internet, ed essendo consultabili più velocemente di una puntata in streaming di Annozero, quelli li leggiucchio.

Mi sembra interessante sapere come la pensino sull’ultima puntata di Annozero Fini, Berlusconi, la mia Emma, il non mio Gasparri e Franceschini. Mi sembra preoccupante che nessuno abbia spiegato quale sia il problema.

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Piccolo uomo che leggi il Corriere

Per la seconda volta in due giorni (la prima era nel video della prima riunione con i giornalisti) Ferruccio De Bortoli apre le danze della sua seconda direzione del Corriere. E per la seconda volta in due giorni dice delle cose banali, oppure incomprensibili (e lo dico io che,  si sa, lo amo).

Dice innanzitutto che loro sono “moderati, sottolineo moderati”, orgogliosi della loro tradizione. Cosa vuol dire? Che non stanno né da una parte né dall’altra? O che ci stanno, ma, però? E a me che me ne importa? Potrebbero anche starci, da una parte o dall’altra e riuscire a raccontarmi le notizie lo stesso: per scrivere da schierati, per pulire le grucce al padrone bisogna impegnarsi, non basta pensarla in un modo.

La seconda cosa che trovo profondamente sbagliata è che un “giornale moderno”, come dice lui, non debba solo raccontare le cose (“sennò saremmo già finiti”, ha detto alla riunione), ma rappresentare i suoi lettori. Rappresentare. La rappresentazione è un fenomeno complesso, che si può riassumere nella riproduzione in sé di un oggetto esterno. Il corriere riproduce in sé i suoi lettori, oltre a raccontargli le notizie. Il Corriere parla di loro, di noi, come piace a loro, a noi. Certo, è una cosa che si fa, ma pensavo non si dicesse. O, almeno, pensavo non sarebbe toccato a De Bortoli dirla. Pensavo ad Alberoni, ecco.

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Ora voglio i cortei, come per Kakà

Io credo che Ferruccio de Bortoli sia il miglior giornalista italiano. E credo che il miglior giornalista italiano non può finire nella peggior  cloaca (copyright: Filippo Facci) del panorama dell’informazione europeo. Credo che la Rai sia assolutamente irrecuperabile, mentre abbiamo tutti bisogno di un bel Sole24. Credo che il fatto che de Bortoli ci rimanga sia una buona notizia.

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Io non sono un alpinista che salva gli Inuit

E per fortuna. Se fossi come lui, come Robert Peroni (p. 112), magari il numero 1 di Wired Ita mi sarebbe  piaciuto un sacco. E invece niente. Lo sforzo lodevole di portare in Italia un giornale che parli di cose presenti senza utilizzare espressioni come “il popolo della rete” o “blogosfera” o “Marianna Madia” è tragicamente naufragato in un vortice di nulla, fighettismo liberal e messianesimo delirante.

Nulla perché ci scrive Paolo Giordano, la cui intervista alla Montalcini ha la densità di significati della sua opera prima – riassumibile in una parola: “eh?”. Fighettismo liberal perché, tra l’altro, la prima intervista del primo numero l’han fatta ad Al Gore. Capito? Al-Gore. Si intitola l”‘Ecologia delle notizie” e sì, il mondo finirá tra poco, appena prima dell’informazione libera. Messianico perché scopro oggi che l’umanità si divide in due. Gli wired e i tired. E secondo voi in che gruppo sta Robert Peroni? Bravi.

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“In Italia si iniziano ad ammazzare i disabili”

Come al tempo della fecondazione assistita e della lista: Il Foglio é ritornato ad essere illeggibile.

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Di terra bella e uguale uguale ce n’è

Io Mino Reitano non l’ho mai sopportato. E non è che perchè è morto, allora, adesso.

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Una nave scuola, diciamo

Il fatto che, come ricorda Suttora,  Mercedes Bresso, Eugenia Roccella, Giorgio Stracquadanio, Marcello Pera , Elio Vito, Gaetano Quagliariello, Roberto Giachetti, Stefano Rodotà, Alfonso Pecoraro Scanio, Gianni Vattimo, Barbara Alberti, Fernanda Pivano, Luca Boneschi, Giorgio Albertazzi, Salvatore Samperi, Tinto Brass, Riccardo Chiaberge, Michele Ainis, Angelo Panebianco, Massimo Teodori, Piero Ignazi, Eugenio Scalfari, Lino Jannuzzi, Paolo Liguori, Bruno Luverà, Marco Taradash, Daniele Bellasio, Christian Rocca (da cui spunto il post), Laura Cesaretti, Vittorio Pezzuto, Stefano Andreani, Roberto Iezzi, Carlo Romeo, Mauro Mazza, Michele Plastino, Gianni Cerqueti, Giancarlo Dotto, Fabio Caressa, Paola Rivetta e Iuri Maria Prado siano tutti, ma tutti tutti, ex radicali, può voler dire tre cose:

a) che Pannella non sbaglia un colpo;
b) che Pannella ha sbagliato qualcosa;
c) che l’Italia, una volta, era un Paese migliore.

Oppure tutte e tre.

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Perchè è democratico ed occidentale che lo stupratore ragazzino stia ai domiciliari

Avessi soldi ti porterei ogni giorno al mare. Avessi tempo prenderei carta e penna e scriverei una bella lettera, una lettera semplice, senza pretese. La scriverei all’On. Maroni e a W, la scriverei a Rossella, a Feltri, a tutti i telegiornali delle 5 reti private e a Studio Aperto, a Beppe Grillo, a Travaglio, alle casalinghe e ai giornalisti, ad Alfano e ai suoi ispettori. La scriverei anche alla ragazza stuprata l’ultimo dell’anno a Roma e a Franca Rame, ma con un altro tono.
Scriverei che mi dispiace per quello che è successo quella sera, che provo una profonda vergogna di genere per qualsiasi crimine perpetrato ai danni di soggetti deboli da soggetti forti (ovvero: maschi), in modo particolare se il crimine ha a che vedere con quella sfera profonda e personale che è il sesso, sia esso uno stupro o un pestaggio ai giardini, perché sei uomo e porti il mascara.
Scriverei anche, però, che il ragazzino stupratore ai domiciliari è un simbolo dell’occidente, più, molto più dei crocefissi. Perché molto più dei crocefissi è peculiare dell’occidente il fatto che in galera ci si vada solo se a stabilirlo sono delle regole precise. I domiciliari del ragazzino stupratore sono un simbolo dell’occidente  perché è solo in occidente che si è sviluppato un ceto di giuristi indipendenti dal ceto politico e religioso – influenzati, magari, o influenzabili da politici e religioni, ma indipendente, che non è poco –, messo lì a garantire le libertà individuali a prescindere dai governi e dai salmi, dagli editti e dalle prediche.
E’ grazie a questo che in Italia, fino a che non c’è una sentenza definitiva, non si deve finire in galera: è questa la regola. Poi, sono previste delle eccezioni: se un giudice crede che un innocente-fino-a-sentenza-definitiva sia pericoloso, possa inquinare le prove, possa scappare ad Hammamet, allora lo stesso giudice, secondo le stesse eccezioni date da regole, ti sbatte comunque dentro. Tra queste tre eccezioni non c’è il furor di popolo e qualcuno si è dimenticato di menzionare i tiggì. Mi sembra giusto. Firmato.

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The change has come

Sono anch’io sconvolto che Parolecomplicate non abbia speso una parola una sulla divertente storia dei bus di Genova.

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Scusi, può ripetere?/2

Sempre al Tg5 che, come si intuisce, non vedevo da mesi:

E’ morto dieci anni fa Fabrizio de Andrè.

Le sue canzoni sono ancora oggi una colonna sonora.

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