Appunti preelettorali
Nessun endorsement, ci mancherebbe. Ma vorrei ricordare ricordare cinque cose, oggi.
1) La lista Bonino, unico soggetto liberale e libertario italiano, si presenta da solo a queste elezioni. Lo so che tanti non lo sanno, e so anche che non è un caso. A titolo informativo e riparatorio dell’esclusione dalle tv di regime per 4/5 della campagna elettorale, questo è il simbolo:
2) Il partito Radicale, quelli grazie ai quali abbiamo il divorzio, l’aborto; quelli di Emma Bonino e degli Stati Uniti d’Europa; quelli che candidavano gay, donne e giovani quando non era ancora di moda; quelli che non hanno paura di usare l’aggettivo “clericale”; quelli di Radio Radicale; il partito Radicale, dicevo, è stato l’unico in tutto l’arco parlamentare a dire qualcosa di condivisibile durante il momento più drammatico che ha passato la nostra democrazia negli ultimi 20 anni: il caso Englaro.
3) Durante il caso Englaro, la massima espressione di dissenso del Partito Democratico è stata questa lettera di W. Una missiva ridicola, che grida vendetta al cospetto di qualsiasi persona di buonsenso. Un pezzo in cui non compaiono mai le parole “scelta” e “libertà”.
4) Il ricorrente ricatto morale del voto utile, presente in tutte le mail di propaganda dei democratici, questa volta è particolarmente ridicolo. Dicono, i democratici “lo sappiamo, come te, che il nostro partito fa cacare; epperò se non ci voti e B prende il 40%, per l’Italia non ci sarà più speranza!“. B prenderà comunque il 40%; che il PD prenda il 27 o il 24 è irrilevante: in Italia non c’è più speranza da anni. E la colpa è loro.(anzi: magari con un bel 18% qualche esame di coscienza se lo fanno pure).
5) Se proprio non vi va di votare Mill, almeno votate Raffo Ferraro. Che dio me lo perdoni.

