Bel periodo, questo

Diciamocelo. Una manifestazione calcistica, essendo il calcio violenza, non è mai stata esattamente un manifesto dei valori  di Amnesty. Però questa volta mi sembra peggio di altre. Altrocché manifestazione d’amore universale, altrocché fairplay, altrocché sport per unire. Io in questo mondiale non riesco a far altro che star male, che provare sensazioni tremende tipo: ira; fastidio; odio.

Odio in particolare tutte le squadre che solitamente siamo destinati ad odiare, tipo la Spagna. Odio anche Marcello Lippi e Gilardino, con quel suo ciuffo pulito da amichetto di Fabrizio Corona. Odio i commentatori, Salvatore Bagni in particolare. Odio i sudafricani e quelle infernali cose che fanno sembrare la mia stanza invasa dalle zanzare (poi dicono che i popoli del sud sono ospitali, mah). Odio Platini. Odio la Francia e tutti i francesi. Odio i nordkoreani. Odio gli eventi collegati al mondiale. Odio il marketing, il teethering e il catering con quell’orrendo logo del mondiale. Odio Abete. Odio il bar sport. Odio il pallone ufficiale dei mondiali. Odio la giornata inaugurale del mondiale, e ne odierò anche la finale. Odio Matarrese. Odio i possessori di abbonamenti Sky (perché amo Fabio Caressa). Odio l’utilizzo del termine “lucidità” per definire un passaggio. Odio il sottosegretarioalministerodellepolitichegiovanili (condelegaallosport) intervistato tra il primo e il secondo tempo della partita dell’Italia. A quest’ultimo proposito, pregherei il servizio radiotelevisivo pubblico italiano di sospendere per un mesetto le sue consuete attività di propaganda filo-governativa: vorrei godermi in pace il mondiale.

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Beata gioventù

La cosa più dolce della vicenda di Minzolini, che da un po’ di mesi fa editoriali che neanche Feltri, che li fa alle ore venti della sera e da un ufficio arredato con molto cattivo gusto, è che nel comunicato del cdr di qualche minuto fa i giornalisti del Tg1 definiscono il loro un tele “giornale istituzionale e non governativo”. Come dire: sono sempre stato antirazzista, ma odio i negri. Il cdr di parolecomplicate esprime grave preoccupazione per la situzione dell’informazione su questo blog e, assieme a tutti gli uomini liberi, si augura che rai1 diventi al più presto un canale porno.

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Paura, eh?

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Ora voglio i cortei, come per Kakà

Io credo che Ferruccio de Bortoli sia il miglior giornalista italiano. E credo che il miglior giornalista italiano non può finire nella peggior  cloaca (copyright: Filippo Facci) del panorama dell’informazione europeo. Credo che la Rai sia assolutamente irrecuperabile, mentre abbiamo tutti bisogno di un bel Sole24. Credo che il fatto che de Bortoli ci rimanga sia una buona notizia.

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