Raccoglieteci tutti

Tutto quanto precedentemente detto di male riguardo alle raccolte firme vale anche nei confronti delle raccolte di fotografie, post-it, cartelli, costumi, stricioni, espressioni, scritte, poesie, canzoni, racconti disperati di ricercatori italiani emigrati in Spagna ed altri prodotti o servizi inclusi nella classe 16 della classificazione di Nizza.

Spinoza la pensa come me, dovessi non bastare.

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Siamo per sempre coinvolti

Per tutti gli appassionati del mondo reale: sarebbe il caso di andare a vedere “La nostra vita”. Che è l’ultimo film di Daniele Lucchetti che sì, è quello di “Mio fratello è figlio unico” e che sì, è il film con Elio Germano. Repubblica vorrebbe far passare questa pellicola alla storia solo perché Germano gliene ha ammollate un paio a Bondi, con tutta Cannes davanti. Dobbiamo evitarlo parlandone. La prima cosa da dire è che durante il film ho pianto (ma era successo anche con “Up”, e magari non fa testo). Poi da dire è che non c’è niente, nel cinema degli ultimi 10 anni, che racconti il proletariato in modo così poetico. Anche troppo poetico, forse, anche troppo favoleggiante, quasi deandreiano. La puttana, lo straniero, lo spacciatore, la vita, la morte, le tue braccia, i tuoi occhi. Ecco: de André. A me manca molto de André. Come mi manca molto Pasolini. Mi domando spesso cosa sarebbe questo posto se loro fossero ancora qui. Cosa direbbero. Se se ne sarebbero andati lontano, cambiando vita e lavoro, se avrebbero cambiato idea magari, come Lindo Ferretti. Mi mancano perché il mondo ha bisogno di interferenze e di parole sussurrate ogni tanto, di parole nuove. Anche non essendoci, comunque, fanno tanto per me, che in questi tempi bui mi basta un Elio Germano qualunque per uscire dal cinema e sentirmi grato.

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Fate a tutte l’epidurale

Se fossi un giornalista, cosa di cui qualcuno mi accusa, e avessi tempo e soldi che neanche quelli che lavorano all’Ansa, mi piacerebbe costruire con le mie mani delle scatole di cartone colorate. Enormi. Poi mi stamperei tutti gli articoli del mondo e li catalogherei pazientemente, come faceva non so chi in Aprile, credo. Le mie scatole sarebbero colorate di molti diversi colori a seconda che i pezzi mi piacciano o no, che li ritenga utili oppure inutili oppure dannosi o stupidi. Di sicuro, fare una scatola grigia a pois blu per i pezzi che i giornalisti scrivono su delle non notizie,  solo per marcare le morali, per creare inutile allarme sociale. In quella scatola metterei ogni edizione di Studio Aperto, tutta la free press e il servizio di Repubblica sul nuovo Ku Klux Klan.

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Benissimod

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Che la situazione della libertà di stampa in generale si stia facendo davvero pesante non se ne sono accorti solo quelli del Corriere e di Wired. Sarà per tutti gli al lupo al lupo degli anni scorsi, forse. Fatto sta che oggi l’appello di Rep è stato firmato anche da Ace Face, aka Gordon Matthew Sumner, in arte Sting. Rabbia e ciclostile.

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Specchietti per le allodole

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Il corriere: "Haider, i minori e i party alcholici: le foto shock". Sottotitolo:  "il leader xenofobo è stato sorpreso in discoteca in compagnia di alcuni ragazzi".
E subito si viene scossi dai dubbi: ma Haider non è quello che, di cui si dice che, nonostante alla sua parte politica stiano un po’ sulle palle, insomma, quello a cui piacciono, in qualche modo, ecco, non proprio le femminucce? Quindi: è confermato, cioè: pazzesco.
Poi per fortuna, a chiarire, ci pensa La repubblica: "Nelle immagini si vede il leader dell’estrema destra in atteggiamenti intimi con dei ragazzini in una discoteca."
Ah, ecco.  Questo fa il nazi di fronte alle telecamere e poi, di notte, si fa beccare sul fatto. Quindi è proprio vero che, a pensar male, ci si azzecca. E nella sua posizione, sta mica bene. Chissà la Chiesa austriaca, adesso, chissà il suo partito, chissà l’opposizione, i suoi camerati, poi. Poi.

Poi succede che uno non si ferma ai titoli, e va a vedere le foto. Che, diciamocelo, non sono nulla di speciale.
Poi, i più volentierosi, si leggono pure l’articolo. E qui scatta quella sensazione di essere stati un po’ presi per il culo, per restare in tema. Si capisce, cioè, che la presunta frociaggine del governatore, sbandierata dai titoli e che aveva colpito un po’ tutti all’inizio di questo post, non c’entra nulla con lo scandalo politico austriaco. Tutto dovuto al fatto che Haider era sì, in discoteca, era sì, con minori, ma il vero problema è che con quei minori ci stava mentre gli stessi si stavano ubriacando. E questo, agli austriaci, in piena guerra pubblica all’alcolismo giovanile, non va proprio giù.
Insomma, come ammette Repubblica,"Gli attacchi a Haider non riguardano una sua presunta omosessualità, ma il fatto che nella discoteca fosse consentito il consumo di alcool anche a minori".
Ovvero: non pensate come abbiamo pensato noi che avessero pensato gli altri, facendovelo, pur senza che gli altri l’abbiano mai pensato,  accidentalmente pensare.
Complimenti.

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