Che caldo, accidenti
Nonostante la RU486 da una parte, e Facebook/Twitter/Myspace dall’altra, siano cose molto diverse, è possibile parlarne assieme. Il modo ce lo forniscono, ancora una volta, le opinioni dei preti.
Sulle opinioni dei preti su RU486 e Facebook & co. si possono fare due considerazioni.
Considerazione uno: non sono opinioni.
Le opinioni, come diceva il nostro candidato europeo Mill, sono sorrette da ragioni. Dire che Facebook porta al suicidio o minacciare scomuniche per chi usa un farmaco significa esprimere delle preferenze. Che si fondano su gusti personali molto lontani dalla realtà e dalla ragione. Liberissimi di sostenerle, naturalmente: ci mancherebbe.
Considerazione due: ma vaffanculo.
