Della mia solitudine di fronte alle vetrine natalizie
Il Natale causa sui miei sentimenti effetti contrastanti. La prima volta che mi sono innamorato è stato circa quattro anni fa, a Natale. Lei era entrata in camera mia per provare un cappotto di montone perché era Natale e faceva freddo. Io me ne innamorai soprattutto perché quando si vanno a fare le spese, a Natale, guardare le vetrine da soli è tremendo. Desolante. Mai provato? Io no. Lo scorso Natale è stato decisivo per la scrittura di questo post, perché lei ha iniziato a dire che gli adesivi natalizi a forma di riccio che mia madre mi aveva dato da appendere sulle finestre erano infantili. Io, legato in modo spasmodico a mia madre e ai ricci, prima ne ho appesi altri 3, poi l’ho lasciata. Immediatamente dopo, guardando una vetrina, ho promesso a me stesso che non farò mai più il presepe. Il fatto che Ikea non li venda affatto mi facilita la vita. Ikea vende alberi di Natale però, ma quando ci passo vicino giro la testa dall’altra parte: guardo la mensola denominata “tappeti svedesi monouso e polpette”. Che a me piacciono molto, tralaltro. Entrambi.
