Degli occhi di Nat

A me X-Factor piace molto, ne sono ossessionato, è sempre pieno di sorprese. Nella puntata di oggi, ad esempio, mentre Nathalie cantava il suo inedito (bellissimo, dolcissimo, davvero suo) ha chiamato Berlusconi. Dice che non doveva arrivare fino a lì, con quell’anda da figlia dei fiori. Dice che quando i suoi occhi sorridono lui impallidisce perché i suoi soldi perdono sapore. Per fortuna è intervenuto Floris, mentre Belpietro annuiva. Berlusconi è impazzito: “TILT!!!”, ha iniziato a urlare, “TIIILT!!!”. Poi è intervenuto Facchinetti. Dice di acquistare e sostenere la buona politica italiana, dice che tutto questo succede solo a Ballarò. A me, che pareva X-Factor, è venuto istintivo prendere il telefono e votare lo zeerooduue! I miei due euro sono andati alla Protezione Civile, dove però mi sembra che Bertolaso non ci sia più. Davide avrà pure una bella voce ma a me sa di finto. E poi sono invidioso perché è giovane e molto bello. Anche Berlusconi è molto invidioso. Durante l’inedito di Davide ha ritelefonato dicendo che alla fine dei conti per una festa rionale del Popolo della Salamella Davide è perfetto, ma che non provi ad avvicinarsi alle sue donne. Mentre Belpietro continuava ad annuire, si è passati a parlare di rifiuti. Nevruz: “Che fai, mi voti?” Berlusconi: “No”.

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Della mia malinconia e dei suoi capelli biondi

Invece che fare domande a cui si risponde con un sì o con un no, i giornalisti dovrebbero chiedere in giro se è possibile conciliare il tema della macelleria generazionale con quello, ben meno attraente, del corpo delle donne. La mia parte di cielo non avrà mai una pensione, ha scoperto prima l’aids e poi l’amore, non conosce un modo di fare politica diverso da quello di B e D’Alema, crede che Muccino sia un regista, Moccia uno scrittore e Mike Buongiorno un eroe. Tutto ciò non è nulla, comunque, se paragonato alla visione di Lorella Cuccarini sfigurata e riempita di botox come un bigné. Lorella quella di paperissima. Lorella quella delle cucine. Lorella che non scopriva mai un centimetro di troppo. Lorella la sorella, maggiore. Il mio lattaio dice che Marco Columbro ha aperto un centro meditativo buddista sugli appennini. Pregherei chi di competenza di risparmiarci almeno quello.

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Datemi un amore che mi cambia il giorno

Marco non è semplicemente meraviglioso. Marco è il talento più clamoroso che la musica italiana ha mai avuto la fortuna di incontrare negli ultimi 15 anni. Fa delle cose con la voce che non ho sentito fare a nessuno. Al mondo. Neanche Prince, neanche Freddy Mercury. Gratta in falsetto. Fa rabbrividire in qualsiasi sua interpretazione, scioglie cuori con una naturalezza da genio assoluto dell’armonia. Ha fatto resuscitare Bindi. Ha fatto impallidire Britti. Mi ha fatto sentire vivo: quello scandalo di inedito  che gli hanno dato grida vendetta. Ma lui è anche oltre la vendetta. Lui è l’Oltre. Questo musicalmente.

Politicamente, Marco è la lancia di San Giorgio che ucciderà il drago del machismo fascio-clerico-berlusconiano. E’ gay, ma non lo ostenta. Risplende di una gioia così fragile da far commuovere un forzanuovista. Poi, non piange. Neanche quando piange Mara Maionchi perché lui fa resuscitare Umberto Bindi. Neanche, quasi, quando vince. Marco Dolcezza Infinita. Marco Voce Assoluta. Marco Schiena Dritta. Abbiamo un (altro) nuovo candidato premier.

Quanto all’altro, quello con la faccia da picchiatore di Casa Pound, poco da dire. E’ un carabiniere che cerca di imitare Joe Cocker. Doveva andare alla Corrida, non a X Factor. Non si sa per quale motivo strano, gli hanno dato l’inedito più orecchiabile e (quindi il) più passato in radio. Per non parlare di sua nonna, una vecchia stronza appena uscita da messa che non trova niente di meglio da dire che “le pregghiere che ho mandato al cielo sono scidade ascicoldade”. Era stata definita da un inviato con la camicia bianca e un pull Ralph Lauren ”la nonna d’Italia”. Dio, patria e famiglia.

Sono sicuro che quella specie di rondista andrà un sacco nel rione Sanità, assieme agli altri neomelodici. Ma io sono di un’altra scuola: la notizia è che, forse, assieme a me c’è qualcun altro. Su quell’altro ho la stessa posizione di Morgan, i primi tempi. Il suo timbro di voce non mi interessa. La sua mascella da Di Canio mi annoia. Se voglio ascoltare una voce che gratta metto su Mad Dogs & Englishmen, non un carabiniere di quartiere che sembra uscito da “Punta alle Otto”.

Ieri nei filmati finali, mentre l’appuntato sardo cercava di sembrare un poeta dicendo in modo davvero originale “vivo il momento, per me non c’è un domani”, Marco Sguardo Profondo, Marco Schiena Dritta osservava senza urlare troppo che questi tempi gli hanno insegnato a diventare una persona libera. Lo ha insegnato anche lui a noi. Ha vinto per questo, Marco. Con buona pace dell’Arma.

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